Come fare domande in modo intelligente (Eric S. Raymond) – traduzione italiana

How to ask questions the smart way” (di seguito abbreviato con “Smart Questions“) è un testo di Eric Steven Raymond spesso indicato come “lettura consigliata” nei forum di supporto tecnico IT. Non avendo trovato in rete traduzioni in italiano del documento (se non datate o parziali), ho provveduto io stesso a realizzarla, a partire dalla revisione 3.10 (del 21/05/2014). Questo breve articolo serve ad introdurre il testo ed a raccogliere commenti e suggerimenti, sempre ben accetti, per il miglioramento della traduzione, disponibile alla pagina “Come fare domande in modo intelligente – traduzione italiana“.

Smart Questions” è un vademecum che nasce dalla vasta esperienza “sul campo” di Raymond nell’utilizzo di sistemi GNU/Linux, un ambito in cui egli stesso ha giocato un ruolo fondamentale sin dalla creazione stessa del progetto GNU e del kernel Linux. È suo infatti anche il saggio “La cattedrale e il bazaar“, considerato come il vero e proprio manifesto del movimento dell’Open Source e del tipico modello collaborativo di sviluppo del software (un bazaar, ovvero un luogo liberamente accessibile a chiunque).

A partire dalla prima stesura (intorno alla fine del 2001), il testo si è espanso ed arricchito per includere in sempre maggior dettaglio diversi casi e dinamiche di interazione tra utenti che chiedono e danno supporto hardware e software (preferibilmente – quasi esclusivamente – libero!). Ad una prima lettura Smart Questions potrebbe dare l’impressione di una semplice raccolta di esperienze e considerazioni di buon senso: rispetto reciproco, educazione, attenzione alla grammatica ed all’ortografia, precisione nella descrizione dei problemi e delle soluzioni sono tutti presupposti necessari per dare e ricevere aiuto in maniera efficace e, si spera, veloce.

C’è tuttavia un fil rouge che lega tutte le sezioni: l’orgoglio di essere hacker. Più volte Raymond sottolinea, al di là delle specifiche competenze, quale debba essere la propensione di un hacker: intelligenza, capacità di analisi, curiosità, desiderio costante di imparare e di condividere le proprie conoscenze. L’hacker è alla ricerca di sfide, nel poco tempo che generalmente ha a disposizione: ecco perché l’inesperienza è giustificata, ma non la pigrizia.

La soluzione di un problema diventa tanto più soddisfacente quanto più accresce la conoscenza personale e collettiva: curare le modalità di comunicazione tra le parti è dunque importante per creare un archivio facilmente consultabile per i futuri casi simili.

Buona lettura!

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  1. Pingback: Visto nel Web – 217 | Ok, panico

  2. obo

    Me lo leggo più che volentieri 🙂

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  3. filipiide

    Domande tipo “chi sono?”, “da dove vengo?”

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  4. filipiide

    Beh in tal caso la risposta sarebbe 42 o no?

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