Linux parla italiano: recensione di Semplice Linux 7.0 ‘Comfortably Numb’

semplice_logo

È il momento, dopo la recente chiacchierata con il creatore di Semplice, Eugenio Paolantonio, di verificare i risultati del suo impegno su Semplice Linux 7.0 ‘Comfortably Numb’, l’ultima release disponibile. Anzi, visto che il titolo è “Linux parla italiano“, coerentemente dovrei scrivere “l’ultima versione disponibile” o “l’ultimo rilascio disponibile”🙂, ma non sottilizziamo.


Informazioni in breve (“Just the basic facts“)

Edizione Basata su DE/WM Architetture
disponibili
Dimensioni
ISO
Semplice 7.0
‘Comfortably Numb’
Debian sid Openbox x86 32bit
x86 64bit
695.2 MB
685.1 MB
Semplice for Workstations
2015.2 ‘Jethro Tull’
Debian stable Openbox x86 32bit
x86 64bit
704.9 MB
694.1 MB

sticky_notes_128Ho scelto l’edizione current 7.0 versione 64bit, rispetto a quella “for Workstations” per provare il brivido del ramo unstable e vedere che tiri mi avrebbe giocato quel monello di Sid. Tuttavia ci tengo a segnalare che Semplice for Workstations è alla sua prima release ufficiale: un incentivo in più per chi volesse adottare questa distribuzione contando sulla affidabilità rock solid del ramo stabile di Debian. E comunque con Debian Stable “What could possibly go wrong?

Le ISO stanno tutte in un CD (ma sì, spingendo un po’ ci facciamo stare anche la 32bit di Jethro Tull!) ma tanto chi li usa più i CD?😉


Sessione live (“Hello / Is there anybody in there?“)

Un segno della personalità di questa distribuzione è sicuramente la sequenza di suggerimenti al primo avvio (sia della live che dell’installazione) su come far apparire il menu di Openbox ed il launcher/ricerca dei programmi installati. Personalmente ho apprezzato molto questa piccola attenzione rivolta agli utenti. I componenti di vera-desktop faranno il resto, una volta completata l’installazione.

Primo avvio

L’estetica è quella minimale tipica di un sistema basato su Openbox, con il solo pannello tint2 visibile in basso: il menu, sotto costante controllo di alan2 che si occuperà di aggiornarlo ad ogni installazione/rimozione di programmi (qui le istruzioni su come modificare il menu), si presenta tuttavia già ben fornito. Non è ancora il momento per vera di uscire allo scoperto.

Semplice Linux_install_startNel menu troverete l’arsenale tipico di applicazioni per le esigenze più comuni: ROXterm, PCmanfm, Firefox, Gnome Player, Xchat ed altre ancora, scelte anche con un occhio alle risorse richieste. Per chi vuole il brivido vero dell’insicurezza informatica, c’è anche il plugin per Flash Player.

Le impostazioni grafiche di default (che ho prontamente sminchiato, fortunatamente riuscendo anche a ripristinarle) sono gradevoli: icone Moka e tema Zukitre-vera (fork degli Zuki Themes).

Sul versante hardware, i consumi della live 64bit si attestano intorno ai 280 MB: non tantissimi considerando la presenza di qualche applicazione visibile nel vassoio di sistema. La 32bit in live invece si ferma poco sotto i 180 MB: il catorcio che non sapevate come usare ha una speranza di risorgere nella gloria di Debian!

Su questo punto Eugenio precisa che

parte del consumo è dovuto al caricamento del modulo del kernel zram, che è attivo di default sulle macchine con RAM < 4 GB. Il consumo di RAM è una critica che leggo spesso in rete: è sicuramente migliorabile, ma è comunque comprensivo dell’utilizzo di questo modulo. Si può usare “lsmod | grep zram” o ancora meglio “swapon -s” per vedere i device zram attivi. Di default utilizza il 25% della RAM fisica: questo valore è modificabile editando /etc/default/zramcfg e dando poi “sudo zramcfg” da terminale.

Prendo nota, ci darò un’occhiata dopo l’installazione. Come è ovvio per una distribuzione basata su sid, l’utenza media sarà costituita dai temerari che non si disperano di fronte ad un sistema buttato a terra da un update di troppo: è tempo quindi di installare e aggiornare, diventando per una volta parte di quella banda di temerari!


Installazione (“That’ll keep you going through the show / Come on it’s time to go“)

Uno dei componenti creati ad hoc per Semplice è linstaller (no, non intendevo “l’installer“, è che si chiama proprio così!) che, oltre a guidarci nei tradizionali passaggi di installazione, integra alcune fasi specifiche di Semplice. La “Selezione delle funzionalità” (bricks – mai nome fu più appropriato – disponibile ovviamente anche sul sistema installato), ad esempio, da subito può alleggerire il sistema finale da programmi e servizi ritenuti non necessari. Stessa considerazione vale per la selezione della lingua di sistema (keeptalking2) che, a scelta dell’utente rimuove i locales non usati.

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Occupazione RAM e disco (“The child is grown“)

Perugia_MANU_amuleto-BellucciFinita l’installazione, verifico i parametri “vitali”: poco più di 2 GB su disco e il kernel 3.19 disponibile alla data di rilascio (Aprile 2015). Da qui partirà, con adeguata scorta di amuleti, un balletto di “apt-get update && apt-get dist-upgrade” e “apt-get install -f” ad oltranza finché tutto l’accrocchio non scoppierà o si aggiornerà completamente. È il fascino di sid, baby! Come dire: “Just a little pin prick / There’ll be no more aaah!”😉

post install

L’operazione prende un po’ di tempo, comprensibilmente, ma – SPOILER! – va a buon fine (con mia sorpresa…). Un’occhiata ai parametri del modulo caricato di zram, a cui si possono effettivamente imputare circa 25MB di RAM occupata.

Semplice Linux_zram

In generale, Semplice è veloce e reattiva a dispetto delle scarse risorse che ho reso disponibili nella macchina virtuale di prova (1GB di RAM, 1 core CPU 1.6GHz): merito sicuramente di Openbox, ma anche del buon funzionamento dei componenti creati appositamente per questa distribuzione. Ed è proprio il momento di andare a guardarli più in dettaglio.


Vera, Alan e gli altri strumenti disponibili (“I hear you are feeling down / I can ease your pain“)

Mettiamo al lavoro il launcher/ricerca delle applicazioni suggerito dalle istruzioni al primo avvio con una precisazione: vera-launcher è ancora un proof-of-concept con qualche spigolo da smussare, per esempio il fatto che non si posiziona sopra eventuali finestre aperte sul desktop. Diamo tempo al tempo… Per intanto gli (le?) facciamo cercare il lettore musicale (Pragha), e non a caso.

Semplice Linux_appl_finder

Le informazioni sul brano in esecuzione sono infatti catturate da alan2 e mostrate nel menu applicazioni: l’estensione di alan2 per i player musicali è solo una di quelle già create. Altre, come spiegava Eugenio nell’intervista, si possono scrivere in Python ed aggiungere alla lista come chiarito nel forum.

Semplice Linux_music_player

Il control center è lo strumento chiave per gestire Semplice, in molti aspetti che, in una distribuzione con solo un WM, dovrebbero essere invece modificati manualmente. Lo sviluppo di vera-desktop, che punta a creare un DE completo basato su Openbox (come LXDE, per esempio), prosegue per espandere l’integrazione di molte impostazioni del sistema e, in futuro, dello stesso Openbox.

Semplice Linux_impostazioni

Il control center già permette, ad esempio, di scegliere alcune opzioni relative al compositing (con compton), al pannello tint2 (l’aggiunta di lanciatori) ed alle impostazioni grafiche, tutte operazioni altrimenti eseguite modificando direttamente i rispettivi file di configurazione. Ancora, nella gestione del tema intervengono vera-plugin-desktop-vera-color-gtk2 / -gtk3 per adattare i colori di alcuni elementi a quelli dello sfondo selezionato. La transizione da GTK2 a GTK3 è un altro dei “lavori in corso” di Semplice, che procede di pari passo con il progressivo passaggio delle applicazioni al nuovo toolkit grafico.

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La gestione degli aggiornamenti, infine, interviene solo sui repository propri di Semplice (correttamente elencati in file separati sotto /etc/apt/sources.list.d), mentre Synaptic – o l’utente smanettone – si occupa di quelli ufficiali di Debian.


Conclusioni (“I have become comfortably numb“)

Dal giro di prova, breve ma intenso, con Semplice 7.0 ho ricavato l’impressione di una distribuzione ben curata, pensata per offrire una user experience piacevole e completa anche a chi è abituato a desktop più “tradizionali”. La reattività di Semplice è sicuramente merito dell’accoppiata Debian/Openbox ma anche di vera (e di tutti gli altri accessori citati, presenti in Semplice già dalle precedenti release) che aiuta senza intralciare né occupare troppe risorse.

Ho litigato un po’ con alan2 per stabilire chi dovesse occuparsi del menu programmi: io volevo smanettare alla vecchia maniera, come nel post su Openbox dedicato ai window manager, (nel quale, tra l’altro, citavo proprio Semplice Linux: evidentemente era destino che ci mettessi le mani!), ma Alan mi diceva di no, continuando noncurante a prepararsi la colazione. Alla fine ho capito (ho cercato sul forum!) e mi sono detto: “Ma sì, sei qui per questo: pensaci tu!”😀 .

Per facilitare anche “l’esperienza hardware“, sono stati inclusi molti firmware (provenienti soprattutto dal repository non-free, puristi siete avvertiti!): Atheros, Broadcom, Intel Wireless e Realtek tra gli altri sono tutti coperti.

Infine, e questo secondo me è un grosso punto di forza, si può ottenere Semplice da Debian vanilla, e viceversa, gestendo unicamente i relativi pacchetti provenienti dai repository dedicati (alan2*, bricks, cymbaline, semplice-*vera-* ed i meta-*, che corrispondono alle voci elencate nella “Selezione delle funzionalità“) senza timore di dover rintracciare modifiche apportate a parti oscure del sistema. Di contro, lo ribadisco per prudenza, la current è basata su sid e va trattata come tale (lo dicono pure loro): funziona bene-bravo-bis! finché, all’improvviso, qualcosa si rompe e ci tocca aggiustarla a manina. Se questo scenario non vi sconfinfera affidatevi a Semplice “for Workstations“.

Nota strettamente personale: Semplice mi è piaciuta – devo ammetterlo, rinunciando per un attimo all’imparzialità – e chissà, forse, probabilmente atterrerà (non so ancora in quale edizione) sul nettino di casa per un esperimento. Per quello che ho in mente, però, potrei dovermi fare altre due chiacchiere con Eugenio al quale, a proposito, vanno i miei ringraziamenti per la grande disponibilità offerta nella stesura dei due post.

Ed ora, inevitabilmente, la colonna sonora.

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. g7

    Grazie a te!

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  2. Pingback: Visto nel Web – 209 | Ok, panico

  3. Pingback: Linux parla italiano: intervista a Gabriele Martina (SalentOS) | Extended Reality

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  5. Provata in vm ,ne sono rimasto veramente affascinato.Bella da vedere ,da usare (grazie anche a debian naturalmente) .Spero che il progetto vada avanti alla grande.
    Adesso l’ho installata su un vecchio P4 a 2.8 ghz ,con 11.5 giga di ram ,Aggiunto dei software e aggiornata ,Funziona bene bene.

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    • Ciao Cristian, grazie del commento.
      Semplice per ora prosegue e sicuramente non mancherà di supporto per la versione corrente. Se non hai ancora letto l’intervista al dev della distribuzione ti consiglio di farlo: i piani di sviluppo e soprattutto di supporto sono una priorità per Eugenio, malgrado sia “one man team”.
      E comunque è Debian, una garanzia a prescindere!

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  6. Pingback: Linux parla italiano: intervista a Gabriele Martina (SalentOS) — Extended Reality | Il Blog del Prof. Massimo Sconvolto

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