Serie in poche righe – S01E04 – Capolavori

Riassunto delle puntate precedenti:

Quando ho scelto il titolo per questi post volevo davvero tenervi fede: poche righe per descrivere una serie ed esprimere un giudizio. Ma, come al solito, tendo a divagare e ad allungarmi per cui le poche righe diventano “un certo numero” di righe se non “molte” righe. Cercherò di rifarmi adesso, con un gruppetto di serie talmente belle e ben fatte per cui davvero non ci sono molte parole da spendere. Sono serie di genere e durata diversi, assolutamente consigliate!

L’unica scusa per non averle ancora viste è che siete stati rinchiusi in una prigione di massima sicurezza degli alieni Ze’fronk su Robklas 7 (ma fuori dalla cella i vostri carcerieri si godevano uno dopo l’altro decine di episodi…).

Eviterò di riportare il mio giudizio finale sulle serie raccontate in questo post in fondo a ciascun paragrafo. È scontato che il mio consiglio sia “Vedetele ebbasta!!!“.


The Big Bang Theory

Bazinga!

Sette stagioni già trasmesse ed un’ottava in arrivo per una serie nerd che più nerd non si può. Due fisici (Leonard e Sheldon), un astronomo (Rajesh), un (misero) ingegnere aerospaziale (Howard) ed il loro mondo di cultura pop tra fantascienza, fumetti e videogame. A bilanciare (o sbilanciare, a seconda delle occasioni) il gruppo una biondina carina (Penny), un po’ casinista, che però vive decisamente più “con i piedi per terra” rispetto ai suoi amici/vicini di casa.

Insomma il collaudato schema della pupa ed i secchioni in cerca di riscatto sociale, che genera gag e situazioni comiche continue. In effetti il motore principale delle vicende (ambientate per lo più nell’appartamento di Leonard e Sheldon) è il paranoico e maniacale del dr. Sheldon Cooper. Le sue fissazioni, la sua sociopatia, l’estremo attaccamento alle proprie abitudini scatenano le reazioni degli altri protagonisti, a volte sorprese, a volte frustrate, a volte persino disperate di fronte a… Sheldon, semplicemente Sheldon in tutta la sua meravigliosa iper-razionale follia!

Col tempo si sono inserite nella serie altri personaggi femminili, per creare una “controparte” ai maschietti e dare una compagnia a Penny, che pure si fa occasionalmente prendere da piccoli attacchi di nerdaggine.

La breve durata degli episodi (circa 20 minuti contro i canonici 40) comprime le battute in una raffica serratissima, durante la quale difficilmente si riprende fiato.

Siete ancora qui? Correte a vedere The Big Bang Theory al grido di “BAZINGA“!


Fringe

Robe strane…

Scienza e fantascienza, o meglio “scienza di confine” in questa serie del 2009. Un arco narrativo molto ampio che parte da indagini su singoli “strani” avvenimenti per arrivare a svelare trame criminose planetarie. E se questo non bastasse, l’orizzonte si allarga ulteriormente nelle stagioni successive a universi paralleli e invasioni aliene.

Ce n’è abbastanza per incuriosirvi? No, perché, parlando di fenomeni inspiegabili, io non mi spiego come qualcuno possa essersi perso (o aver deliberatamente evitato) questa serie!

Tanta azione, tanta storia, intrighi e sorprese coinvolgeranno dei personaggi (non pochi!) caratterizzati stupendamente, momenti intensi di relazioni personali (soprattutto il rapporto padre – figlio tra il dottor Walter Bishop – John Noble, in un’interpretazione splendida – e Peter).

Il finale della serie rimane attualmente uno dei migliori mai visti, anche per la sua progressiva “costruzione” nel corso di tutta la serie.

Non voglio dire altro perché altrimenti mi scapperebbe qualche spoilerone che neanche l’apposito tag SPOILER potrebbe contenere!


Person of Interest

Ti vedo, sempre!

Una serie attualissima sulla presenza costante e poco evidente (e perciò subdola) dei sistemi di sorveglianza e sulle enormi possibilità di recuperare “dati sensibili” su chiunque al mondo in brevissimo tempo.

La sigla dice molto (in sintesi: il governo ha segretamente costruito una Macchina che controlla tutto e tutti costantemente allo scopo di prevenire atti terroristici) ma le enormi implicazioni di tanto potere nelle mani di poche persone si vedranno solo nel corso delle puntate.

Harold Finch (o qualunque sia il suo vero cognome) è l’ideatore della macchina e si è dato una missione: usare la macchina a fin di bene, ovvero per salvare la vita di persone comuni. La Macchina infatti, nell’enorme mole di dati che elabora e correla, individua anche potenziali rischi minori per singole persone: questi soggetti sono però classificati come “non rilevanti” e scartati dalla Macchina stessa. Una ingegnosa backdoor nel sistema (altro spunto interessante: tutti i sistemi informatici, per quanto potenti e complessi, hanno delle falle) che lui stesso ha inserito gli fornisce il numero di previdenza di una persona “interessante” (non si sa se come vittima o carnefice) in quanto coinvolta in un episodio criminale.

Ma Harold (che poi è Michael “Quello di Lost” Emerson) non è un uomo d’azione: a questo provvede egregiamente John Reese (ma sarà davvero questo il cognome?) ovvero il bel tenebroso Jim Caviezel. Sempre impeccabile, “l’uomo con la giacca” è sul campo per capire il ruolo del numero e sventare la minaccia. Modi spicci, assoluta precisione, abilità di combattimento difficilmente contrastabili (un passato come agente speciale addestrato a qualunque cosa!), John ha una sola espressione, impassibile e senza un accenno di sorriso, ma è quella giusta.

Ovviamente il team si espande con il progredire della serie, rendendo sempre più complesso ed intricato lo sforzo dei propri componenti per nascondersi o nascondere le proprie attività “parallele” (un poliziotto, in teoria, non dovrebbe collaborare con un personaggio così misterioso, giusto? In teoria…).

Altrettanto ovviamente, la Macchina fa gola a molti e quindi il gioco si fa duro e via di complottone ed organizzazioni segrete semi-governative (e non).

Insomma, se volete avere uno scorcio (purtroppo verosimile) della sorveglianza elettronica e dei rischi per i comuni cittadini, Person of Interest è la vostra serie. Non guarderete più con gli stessi occhi i vostri account sui social network!


 The Newsroom

Contro la TV spazzatura

Will McAvoy (Jeff Daniels) è un giornalista televisivo bravo e famoso che da qualche tempo si è dato a programmi di qualità non eccelsa. L’arrivo di una nuova produttrice (MacKenzie McHale) lo spinge però a ritornare sui propri passi, cambiando radicalmente il proprio modo di fare informazione.

Il burbero Will decide quindi di inseguire la verità, con determinazione ed imparzialità, ponendo ai suoi intervistati (soprattutto politici) domande scomode e penetranti, senza mezze misure, che evidenziano le contraddizioni e le mezze verità manipolate ad arte.

Così facendo Will non solo aumenta la propria popolarità, ma riesce anche a tirare fuori il meglio dal proprio gruppo di lavoro (magari strigliandoli un pochino, di tanto in tanto). Non mancano neanche le vicende personali dei co-protagonisti, che pure sacrificano gran parte della propria vita privata all’inseguimento continuo dell’ultima notizia. A condire il tutto con una nota di ironia marcata è MacKenzie, i cui atteggiamenti e reazioni hanno a volte una connotazione quasi caricaturale, spinta quanto basta a non stonare col tono degli episodi.

The Newsroom è una rappresentazione del mondo dell’informazione come dovrebbe essere, con esempi di impegno e professionalità, ed anche come effettivamente è, con i grandi network televisivi retti da forti interessi economici che poco si curano dell’imparzialità.

C’è tensione in tutti gli episodi, c’è coinvolgimento nel lavoro frenetico di tutta la redazione che si condensa nel breve momento in cui Will è in video, pronto a pungere sul vivo il proprio malcapitato ospite.


Ed anche questa è fatta. Ammetto che questo post è qui soprattutto per completezza: alcune serie sono terminate da qualche anno ed hanno tutte riscosso molto successo. Mi faceva piacere comunque dire la mia sulle storie che, più di altre e senza eccezioni, mi hanno preso ed emozionato.

Come sempre vi aspetto al prossimo episodio!

Annunci

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. obo

    Questa volta ci sei andato giù pesante con delle serie assurdamente belle *_* Dopo la fine di Fringe (ancora piango) POI ha preso il suo posto nel mio cuore

    Mi piace

    • Ce ne sarebbero state anche altre che meritavano di essere elencate, ma le ho tenute da parte per i prossimi episodi.
      Mi fai notare solo adesso che tra tutte le serie di cui ho scritto, Fringe è l’unica conclusa. A questo punto sono curioso di vedere se anche i finali delle altre saranno di buon livello.
      Su POI come posso darti torto? È ben fatta, attuale, coinvolgente, ricca di sorprese: imperdibile davvero!
      Dai, stavolta è stato un post facile facile da scrivere!

      Mi piace

  2. Pingback: Serie in poche righe – S01E05 – Grazie Sir Arthur! | Extended Reality

  3. Pingback: Serie in poche righe – S01E07 – Season finale | Extended Reality

  4. Pingback: Serie in poche righe – S02E01 | Extended Reality

Dimmi che ne pensi o fai "Ciao ciao!" con la manina // Share your thoughts or just say "Hello!"

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: