Le migliori distro derivate – no, sul serio!

Forkabbestia!!!

Io adoro i fork! E le derivate? Adoro anche quelle! Vorrei centinaia, no!, migliaia di distro Debian-based o Ubuntu-based. E, perché no, anche Arch-based o Linux-from-scratch-based.

Il fork è bello e aiuta la comunità. Il fork e le derivate sono il succo della filosofia open: “lo faccio perché ho le capacità tecniche per farlo”, “lo faccio perché miro ad una specifica nicchia dell’utenza” (che sia una nicchia all’interno di una oscura cripta segreta non è importante!) oppure “lo faccio perché sì, e non c’avevo un cazzo di meglio da fare”.

Si dovrebbero forkare anche gli sviluppatori: prendi uno, che lavora per esempio su Gnome, lo mandi in una base segreta vicino Termoli, gli prendi il DNA e lo cloni (senza git), però cambiando qualcosa: il clone-fork (“forklone”?) magari adesso tifa per la Spal, oppure gli piace la tastiera DVORAK, oppure usa KDE però con i tastini messi a sinistra.

Come in una gigantesca catena alimentare informatica, le distro derivate beneficiano delle distro “madre” e viceversa, in un circolo virtuoso in cui anche i prodotti peggiori trovano una loro funzione.

catena_alimentare

“Dal letame può nascere un fiore”

Nella mia incessante ricerca della distro perfetta, rispondente alle mie esigenze nei più minimi dettagli già out-of-the-butt, ho cercato e sperimentato decine di derivate degne di attenzione, tutte ugualmente ed incredibilmente interessanti. Ho pensato quindi di fare cosa gradita nel presentare alcune delle migliori, la créme di tutto il panorama linaro più qualche curiosità, descritte dalle vive parole degli stessi sviluppatori.


KdEnlGnomenBox

Una distro che condensa il meglio dei DE/WM in circolazione, per un’esperienza d’uso assolutamente irripetibile (nel senso che, usata una volta non vorrete usarla mai più). Non si è ancora ben capito se è una distro indipendente o derivata.

Dicono i dev: “Se ti si installa facci sapere perché a noi non è partita manco in recovery. Memtest ha fatto fumo e puzza di bruciato e allora abbiamo spento tutto e siamo andati al bar. Nel frattempo abbiamo attaccato il torrent di CentOS e ‘fan***o tutto!”


Compresslinux

Anche questa punta a fondere il meglio del panorama Linux, questa volta a livello di intere distribuzioni.

Dicono i dev: “Abbiamo masterizzato 3 DVD, Debian stable, Fedora e Slackware, e poi li abbiamo schiacciati insieme forte forte sotto una pressa idraulica. Il risultato è una pizzetta di plastica che ci si è incastrata nel lettore e stiamo ancora cercando di riaprirlo con la graffetta. Contiamo di farcela per la release della beta.”


Ciaobuntu

Un interessante esperimento di “Linux for Automotive”, a dimostrazione che Linux è ciò che tu vuoi farlo diventare.

Dicono i dev: “A partire dall’ultima LTS di Ubuntu, abbiamo creato la chiavetta USB con Unetbootin. Poi abbiamo preso un Ciao dell’82 e ci abbiamo messo sotto un gruppo 75 smarmittato che fa un casino che non ti dico. A fine mese, per il rilascio della 1.0 stabile della nostra distro, andiamo ad impennare sotto casa di Mark Shuttleworth e a fare le sgommate nel suo vialetto. Ah, sì, la chiavetta USB l’abbiamo incollata al manubrio.”


Akkazzolinux

Linux è varietà, affidabilità, divertimento, risparmio, cortesia ed ampio parcheggio all’ingresso. E allora perché limitarsi ad uno solo flavour?

Dicono i dev: “Chi vuole può scaricare le ISO direttamente dal nostro sito. Ci sono 32 e 64bit, per tutte le architetture da ARM al Grillo Parlante Clementoni. Il problema è beccare quella giusta, nel senso che c’è un solo link che vi manda ogni volta a scaricare una distro diversa tra le centinaia esistenti. E non sapete che divertimento con gli aggiornamenti!”


Mix-o-Tux

Questa è una distro rivoluzionaria basata su Debian testing, con pacchetti presi anche da stable, old stable, very-fucking-stable ed experiminchial (ramo creato appositamente dal team), nonché alcuni pacchetti ad-hoc da PPA accuratamente selezionati da un team di scimmie di mare altamente addestrate.

Dicono i dev: “È una distro incredibile, veloce e performante… una sola volta… forse. Poi non si avvia mai più; a quel punto asfalti tutto e ci metti su Debian con Gnome classico. Ecco, più che developer ci servirebbe gente per impastare il bitume per il processo di post-install. Alcuni pacchetti sono così alpha che il programmatore ti citofona verso le otto – ottemmezza di sabato mattina (quando fa i commit) per dettarti i pezzi di codice mancanti. Certe icone ancora non le hanno neanche finite di colorare.”


Compilinux

Nello spirito di Gentoo e Linux from Scratch, questa distro è tutta da costruire bit per bit.

Dicono i dev: “Devi compilare tutto, anche il compilatore. Se non puoi scrivi direttamente a mano sull’hard disk. Così si deve fare! Partire dalle basi! Oh, già che vi trovate a compilare, magari compilate anche un assegnino per noi sviluppatori così magari quest’estate riusciamo pure a farci 2 settimane a Pizzo Calabro.”


Photo-dora

Linux può essere personalizzato moltissimo, dai più piccoli dettagli fino ai più semplici aspetti estetici. Questa ottima spin di Fedora ne è la dimostrazione perfetta.

Dicono i dev: “È praticamente Fedora normale, però abbiamo aggiunto un particolare tool, sviluppato da noi, per poter ruotare gli sfondi ad intervalli configurabili o random. Questo tool, inestricabile dalla distro stessa a meno di non disinstallare pure il bootloader, include le foto della nostra gita ad Assisi e Gubbio di 3a media. Il nostro gruppo di dev si è formato nel tempo, sin dalle elementari e noi ci teniamo molto alla coesione ed alla condivisione. Per la release 2.0 aggiungiamo pure le foto della vacanza alle terme di Fiuggi.”


Tarokkux

Linux è l’alternativa ai maledetti sistemi operativi proprietari capitalisti, questo lo sanno tutti. Moltissimo ha fatto la vasta comunità di utenti (in alcuni momenti tutti e 27 gli utenti erano contemporaneamente coinvolti in qualche attività di propaganda!) per agevolare la migrazione da Windows. Ed infatti questa non è proprio una distro, ma solamente Windows 7 crakkato, con su un tema che sembra Linux.

Dicono i dev: “Ci trovate su PirateBay. Restate in seed, please!”


Inutilinux

Ancora sul discorso “customizzazione“, vi propongo una distro che ha fatto della cura estetica il suo leitmotiv. Come spesso accade in questi casi, il DE scelto è un pimpatissimo Enlightenment nella sua ultimissima versione, anche se non si è capito bene quale sia.

Dicono i dev: “Noi del team di Inutilinux abbiamo un motto: «La cura dei particolari è tutto però non fare niente sennò crasha di brutto». Per carità non cliccate da nessuna parte. Se avete uno schermo grande potete metterlo a muro tipo quadro e lasciarlo lì: per questo abbiamo messo dentro una collezione di ottimi sfondi e screensaver. Per sicurezza non ci sono nemmeno i driver di mouse e tastiera, casomai vi saltasse in mente di provare a fare qualcosa.”


X-linux

Linux è sviluppo partecipato e democratico e questa distro ci tiene a rispettare strettamente questi principi. Per questo motivo il nome della distro non è stato ancora deciso, dato che il Comitato Nomi sta aspettando la decisione del Comitato Pacchetti che decida effettivamente come fare ‘sta benedetta distro, forse su base Arch. Per ora la ISO è di 4KB: c’è dentro un file README UTF-8 in cui c’è scritto “under development”. Tutto ciò è stato possibile grazie alla supervisione del Comitato dei Fatti Vostri di Magalli, che nel frattempo fomenta la discussione sul nome insistendo su “Vaso Cinese Linux”. Forse la alpha, mò vediamo…

Dicono i dev: — niente, perché non è stato ancora formato il Comitato Dichiarazioni.


Cineforum Linux

Un’altra distro molto specializzata, per utenti appassionati di cinema d’essai. La dotazione software è ridotta all’osso: in pratica c’è solo VLC completamente localizzato in russo con sottotitoli in polacco. Si possono vedere solo film pre-1940 altrimenti parte il logout automatico e poi dovete solo spegnere col pulsante. Oltre il 1940 sono ammessi solo film concettuali coreani, preferibilmente muti (tanto i sottotitoli, nel caso, sono sempre in polacco).

Dicono i dev: “…comunque ‘La corazzata Potiomkin‘ è davvero una cagata pazzesca!”


Paper Linux

Compilare il codice sorgente non vi basta, maledetti estremisti dell’Open Source? E allora ci vuole questa distro, che poi proprio una distro non è… In pratica ci si scarica un PDF di tutto il codice sorgente e ce lo si stampa con calma a casa.

Dicono i dev: “Pagine e pagine di tutto ciò che rende Linux ciò che è, lì, davanti ai vostri occhi. È la vera sensazione di poter vedere e toccare il codice con le proprie mani e farci ciò che vogliamo. Qualcuno opterà per la classica barchetta, magari l’aeroplanino, ma io vi dico di osare! Imparate almeno a fare la ranocchia e la tradizionale gru giapponese.”


Mintuntu

Ubuntu è una distribuzione, derivata da Debian, che è riuscita a portare Linux all’attenzione del grande pubblico. Una delle sue derivate più famose è senz’altro Mint, che ha aggiunto le proprie distintive personalizzazioni. Ma non a tutti questo snaturamento è piaciuto ed un gruppo di capaci sviluppatori ha voluto cogliere nuovamente, però a partire da Mint stessa, lo spirito dell’antica parola africana che significa

Io sono quel che sono grazie a quello che sono gli altri, che pure sono quello che sono, e quindi siamo tutti quello che siamo grazie a quello che sono gli altri, che però sono diversi e allora io sono come gli altri, che non è possibile perché io sono quel che sono, e quindi grazie buonasera arrivederci è stato un piacere sì mi faccio sentire io ti chiamo presto

Racchiuso in un’unica parola, un concetto potente e complesso forgiato dal caldo sole africano, che evidentemente batte parecchio in testa.

Dicono i dev: “Prendere da Mint alcuni tratti essenziali senza dimenticare le origini, cioè tornare alla base di sviluppo di Ubuntu rimanendo con un occhio a Mint, in effetti… ‘fanculo, ci avete sgamato… È Ubuntu, però ci abbiamo lasciato il verdino.”


Finisce qui questa rassegna degna di Distrowatch sotto steroidi misti ad LSD. Che dire di più? Correte, scaricate, installate, trovate il vostro Pinguino Perfetto! Ce ne sono tanti, fin troppi!

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. juhan

    adesso sento quelli di Ciaobuntu; se mi lasciano fare un giro vengo anch’io alla manifestazione.

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  2. filiipide

    Nooo, hai fatto fuori mint. 😦
    Le altre non le ho provate, se metti i link scarico le iso.
    Forse la ciaobuntu è un po’ pesantuccia da scaricare ma una volta installata, sgasando su rettilineo, credo che giri alla grande.
    Ciao ciaobuntu (con la manina).

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    • Pare che la prossima release sia basata sul Califfone o forse -e sarebbe un grosso colpo- sul Gilera CBA a 4 marce, quindi occhio!
      E grazie per il commento (se non ci fossi tu che hai il coraggio di uscire dalla “minoranza silenziosa”…) 😀

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  3. filiipide

    Ciao, califfone, gilera… Manca solo il sì, il cip, l’atala master e scoppio a piangere. Ahhh che tempi, a fare a gara a chi aveva il mezzo più veloce, più elaborato, la marmitta più performante. Con gli sbirri che ti beccavano senza casco o col mezzo che faceva troppo bordello.
    Non me lo dovevi fare, nostalgia allo stato puro.

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    • Ho avuto il CBA 4 marce (potenzialmente una bomba, peccato che avesse il motore abbastanza “sfruttato”) e poi il mitico Sì, onesto cinquantino che ha portato a spasso una generazione (forse anche due…). Col Sì non c’era da togliersi molte soddisfazioni, per quelle ci voleva il Booster (ecco, adesso piangi pure con calma…). 😀

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  4. obo

    Volevo provare Paper Linux, ma la mia stampante supporta solo gli 8 bit 😦 Che delusione 😦

    (Sei geniale ahahaahah sto ridendo da mezz’ora almeno XD)

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    • Che peccato… Però saranno contenti gli alberi. Magari buttati su Akkazzolinux, potresti pescare la distro giusta 😉
      (Grazie dei complimenti, quando scatta la botta di demenz(i)a(lità) la assecondo sempre…)

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