Serie in poche righe – S01E02 – Le serie “sociali”

Se nel precedente post della serie (e delle serie!) avevo buttato dentro un po’ di titoli alla rinfusa, graditi e non graditi, questa volta ho voluto individuare una linea guida per raggrupparne qualche altro.

Ho raccolto quelle serie che raccontano le vicende di comunità alle prese con qualche grosso sconvolgimento del vivere comune: ci sono catastrofi per tutti i gusti!

Che siano zombi o alieni, il risultato cambia poco: i normali principi sociali sono sovvertiti o del tutto dimenticati e si finisce per assistere a lotte tra chi approfitta del disastro per dare il peggio di sé e chi invece tenta di preservare un minimo di civiltà (o almeno di salvare la pelle!).

Ecco le mie scelte, in ordine rigorosamente sparso (i link portano alle pagine Wiki delle serie).


The walking dead

Ci vuole stomaco a vederla, ed altre frattaglie…

Zombi, zombi e poi ancora zombi, in perenne ricerca di uno spuntino a base di carne fresca, anzi viva ed ancora saldamente attaccata al corpo dei legittimi proprietari. All’occorrenza va bene anche un malcapitato animale, di qualunque taglia.

Quindi TWD è una serie horror, giusto? No. O meglio, solo in parte. Gli zombi – a frotte! – ci sono e fanno da motore (un po’ zoppicante) di tutta la storia. Sono ovviamente i protagonisti delle scene più splatter, in cui fanno merenda con qualcuno (non nel senso “in compagnia di” ma “a base di“), fanno partire le scene d’azione, i combattimenti e gli agguati nel buio che vi faranno saltare dalla sedia.

L’uccisione di centinaia e poi migliaia di putrefatti protagonisti ha impatti diversi sui personaggi (vivi) della serie: alcuni perdono la “sensibilità” e infilzano non-morti quasi con indifferenza, altri invece affrontano il dilemma morale dello zombi come “ex persona” da salvare e non da uccidere (?), che potenzialmente ha ancora memoria della propria umanità (SPOILER No, sono solo morti che camminano eternamente affamati, non hanno granché voglia di parlare dei bei tempi di “quando erano vivi” /SPOILER).

E poi ci sono i vivi cattivi, che rendono ancora più complicata la lotta per la sopravvivenza. Nel generale disfacimento della società, piccoli gruppi di persone, perlopiù già mezzi criminali, si comportano da veri predoni assaltando i più deboli (e disarmati) in continua ricerca di cibo, riparo, armi e qualunque cosa possa aiutare a vendere cara la pelle. È la lotta per la sopravvivenza che tutti (tutto il mondo, in effetti) stanno affrontando, declinata nel peggiore dei modi.

Nel mondo di TWD la solidarietà è merce rarissima, la mancanza di cure (SPOILER contro quella che si scopre essere una sorta di infezione /SPOILER) e di risorse contro gli zombi si traduce in rassegnazione e mancanza di speranza nel futuro.

Giudizio finale: se sopportate sangue & frattaglie, The Walking Dead è assolutamente da vedere. Peraltro dopo un po’ ci si fa l’abitudine e si guarda oltre… Solo un particolare mi ha infastidito: la voce di Christian Iansante che doppia il protagonista principale, Rick Grimes! Sentirlo gridare con quel particolare tono un po’ nasale mi dava i brividi molto più di un rantolo di zombi nell’oscurità. Molto più adatto, infatti, come Duca di Weselton in Frozen, direi…


Under the Dome

“Er Cupolone”

Direttamente dalla prolifica mente di Stephen King, uno scodellone trasparente ed impenetrabile cala su una piccola, assolutamente tipica cittadina americana (Chester’s Mill), isolandola completamente. Nessuno sa chi o cosa abbia creato questa barriera invalicabile, da dove sia venuta e perché.

Gli inutili tentativi di aprire un varco nella cupola (SPOILER persino a colpi di missiloni nucleari /SPOILER) fanno aumentare panico & disperazione nella popolazione (piuttosto sempliciotta), aprendo la strada al populista e manipolatore “Big Jim” Rennie, già sindaco della cittadina.

Resta suo malgrado intrappolato anche Dale “Barbie” Barbara, tipino belloccio con un torbido presente che riesce però a diventare personaggio positivo ed eroico.

E sì, avete capito bene: Big Jim e Barbie. I due si contrappongono spesso, fino ad arrivare allo scontro, in un’inaspettata inversione di ruoli: Big Jim, amato dai concittadini, tutto sorrisi e pacche sulle spalle, si rivela uno spietato e disonesto approfittatore mentre Barbie si impegna attivamente per mantenere l’ordine in città e capire cosa diamine sia all’origine della cupola (SPOILER quel maledetto ovetto – alieno? – viola e luminoso! /SPOILER).

La popolazione di Chester’s Mill fa da “sfondo”, appena definito, alle vicende, dimostrandosi facilmente influenzabile e pronta a cambiare idea su chi sia buono e chi sia cattivo. A differenza di TWD, che conta un folto gruppo di personaggi ben delineati (anche quelli non ricorrenti, che comunque vengono caratterizzati a sufficienza per rendere coerente la storia), qui l’azione è concentrata sui personaggi principali, mentre la “folla” è spesso una massa poco distinta di voci e volti.

Ancora una volta l’evento eccezionale è l’innesco per sconvolgere situazioni stabili, svelare vecchi e nuovi segreti e mostrare il vero volto delle persone coinvolte. La cupola, la sua origine ed il suo scopo sono parti della storia che spingono gli eventi e costringono i personaggi a prendere decisioni anche drastiche.

Giudizio finale: da vedere, un po’ sulla fiducia (è pur sempre robina del Re del terrore), un po’ perché c’è un buon intreccio di vicende personali e mistero.


Revolution

“Off”

Domanda semplice semplice: che succederebbe alla nostra società se tutti i dispositivi elettrici smettessero di funzionare? Il caos, ovviamente, ed un salto indietro allo stile di vita del vecchio West. Niente telefoni, niente computer, ma anche niente illuminazione e auto e produzioni industriali.

Si verrà poi a sapere che SPOILER c’è dietro il classico progetto governativo ultrasegreto a base di nanocosi sfuggiti di mano /SPOILER ma intanto c’è chi ha approfittato del caos per diventare dittatore di un piccolo e bellicoso stato, conquistando via via i territori degli (ex) Stati Uniti e continuando ad espandersi.

Si dice in giro inoltre che qualcuno saprebbe come ripristinare l’energia elettrica: quale enorme vantaggio porterebbe all’esercito di Sebastian Monroe poter utilizzare dei mezzi militari contro chi al massimo va a cavallo e può prenderti a sassate?

Ma il motivo e la tecnologia usate per bloccare l’energia elettrica vanno difesi e nascosti, e lo spietato Monroe va combattuto: quindi via a fughe, scazzottate e duelli a colpi di spada (le armi da fuoco sono cosa rara). Così, tra vari rivolgimenti di fronte e magari un cattivo che poi passa dalla parte dei buoni ma poi ridiventa cattivo e robe così, la serie racconta storie di persone in lotta tra di loro, poi contro il “governo”, contro la tecnologia.

Personaggi apparentemente insignificanti diventano fondamentali, uomini miti e remissivi diventano falsi e spietati (Tom Neville / Giancarlo Esposito, uno dei migliori personaggi della serie, a mio giudizio), piccole donne crescono e diventano tipette toste (Charlie Matheson / Tracy Spiridakos, carina-ma-basta), grandi dittatori SPOILER sorgono, cadono, perdono il pelo ma non il vizio /SPOILER.

Giudizio finale: dopo un buon inizio e premesse interessanti, la serie perde un po’ di ritmo e di originalità. Molte fughe e molti duelli sembrano messi lì per allungare il brodo, risultando ripetitivi. Arrivare al succo in meno puntate sarebbe stato meglio ma tant’è, in un business in cui le serie vengono tagliate appena accennano a perdere ascolti, questa evidentemente ha saputo tenere alta l’attenzione degli spettatori e ne ha approfittato.

Da vedere mettendo “Avanti Veloce” sui “bla-bla” e i “bum-zac-pow” (pistole, coltelli e cazzotti) meno utili.


Falling Skies

Alieni cattivi!!!

Fantascienza in senso stretto in Falling Skies, ovvero alieni brutti e cattivi alla conquista della Terra.

Devo purtroppo affidarmi alla memoria per questa serie, in quanto ferma dal 2012 alla stagione 2 in Italia (le successive stagioni 3 e 4 sono già state trasmesse in America), quindi perdonatemi eventuali mancanze ed errori.

A differenza di altre serie a tema “Che succede in caso di catastrofe planetaria?”, in FS tutti (o quasi) is muovono compatti contro il nemico. “Uniti si vince (forse)” sembrerebbe essere il motto, anche perché gli alieni ed i loro scagnozzi (gli “Skitters“) sono potenti e spietati e non lasciano molte speranze a chi li affronta da solo.

In più, gli Skitters hanno la simpatica usanza di rapire i giovani umani per conto dei loro capi, così da controllarli mentalmente ed usarli come forza lavoro. Tipo social network, ma con l’aggiunta di un simpatico impianto attaccato alla colonna vertebrale. Comunque si sa, guai a toccare i piccirilli che mamma e papà si incazzano di brutto. Ancora di più quando si scopre che gli Skitters SPOILER non sono altro che gli abitanti dei pianeti già conquistati, trasformati con manipolazioni genetiche /SPOILER.

Tira aria da guerra di Indipendenza in FS (non a caso il protagonista Tom Mason / Noah Wyle, che ricorderete in “E.R. – Medici in prima linea“, è un ex professore di storia) e di retorico, autentico sentimento di unità nazionale americana ma non disturba.

Giudizio finale: personalmente attendo la messa in onda delle rimanenti stagioni, perché FS mi stava piacendo. Anche la realizzazione tecnica degli effetti speciali (in particolare i movimenti degli Skitter e delle macchine aliene) è di buon livello. Le puntate alternano bene vicende personali ed azione, con qualche interessante premessa per il futuro sul finire della 2° stagione. Guardatela e fate il tifo per la “Seconda Massachusetts”.


Terra Nova

…non è il cane…

La Terra è sovrappopolata ed irrimediabilmente inquinata quando finalmente arriva una G.B.D.C. (Gran botta Di Culo): gli scienziati – sempre loro! – scoprono un passaggio spazio-temporale che permette di tornare in un passato lontano in cui la Terra era ancora un luogo vivibile. Peccato per i dinosauri.

Già, perché se si deve ricominciare da capo, meglio farlo per bene tornando (fortunosamente) all’epoca in cui una folta schiera di bestioni, non tutti amichevoli ed inoffensivi, vagava liberamente sulla superficie del pianeta.

In una sorta di Jurassic Park al contrario, le comunità umane arrivate nei successivi “pellegrinaggi” (così definiti nella serie) si rinchiudono in villaggi fortificati e tentano di ripartire pressoché da zero, facendo una sorta di mega-trasloco di persone e tecnologie dalla Terra vecchia, affollata e puzzolente a quella nuova, libera e verdeggiante, con talmente tanta aria pulita che i pellegrini, accuratamente e convenientemente selezionati, sono costretti a respirare con la mascherina per adattarsi. Spazio quindi a tutto il repertorio ambientalista, attenzione a non sporcare ed a usare bene le risorse per finire di nuovo in breve nelle stesse condizioni da cui si sta fuggendo.

A tenere sotto controllo le comunità ed a proteggerle dai lucertoloni ci pensano ovviamente i militari, i classici soldatini e rocciosi Colonnelli da film, rudi e spocchiosi con decine di storie di guerra da raccontare a mo’ di esempio. Il Vietnam non viene fuori giusto perché la serie è ambientata nel 2149 e magari anche il più coriaceo dei veterani ha stirato da tempo le zampette.

Giudizio finale: la serie è piuttosto scontata e prevedibile, i personaggi (specie i militari) sono abbastanza stereotipati. Il fatto poi che sia stata interrotta dopo la prima stagione è un segnale che lo sviluppo di una discreta idea di base non sia stato soddisfacente. Da vedere? Ma anche no.


Cari spettatori, nel ringraziarvi per avermi seguito fin qui vi auguro Buona Visione delle serie e vi aspetto alla prossima puntata, doppiata in Finlandese con sottotitoli in Sanscrito, in HD che più di così finivano i pixel.

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Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. obo

    Ohh che belle serie consigli 😀
    The Walking Dead, sto leggendo anche il comics, mi piace un sacco e tra i due media (un po’ diversi nella trama) non so decidermi!
    Revolution e Under the dome ho resistito 2 stagioni poi le ho mollate.
    Falling Skies è bellissima *_* è la tipica serie che ogni stagione migliora e il fatto che sia già annunciata la conclusione con 5 stagioni non fa altro che rendermi felice (ho una mia teoria sulla lunghezza giusta delle serie tv e 5 è un ottimo numero)
    Terranova ferita aperta, poteva essere una roba spettacolare, ma hanno combinato solo che disastri 😦

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    • The Walking Dead è stata una bella scoperta, dopo averne sentito parlare spesso; spero che si mantenga ai livelli attuali per un bel finalone carico di tensione. Non dovrei dirtelo ma lo faccio: mi aspetto una recensione del comic di TWD appena hai finito l’ultima pagina 🙂
      Su Revolution ti do ragione, l’ho vista a fatica quando non avevo di meglio da fare/vedere: doveva essere più “asciutta”.
      Under the Dome: in progress, ho ancora delle aspettative
      Falling Skies non vedo l’ora che ricominci, anzi penso che rivedrò un po’ di puntate delle prime stagioni per fare il riassunto della situazione. Un’interruzione così lunga è distruttiva.
      Sulla lunghezza delle serie non so dirti: ne ho viste alcune (oggetto del prossimo episodio) che non potevano avere neanche una seconda stagione malgrado siano state fatte molto bene. Dipende molto da quanto è espandibile l’idea di base della serie. Prendi The Big Bang Theory, per esempio: 7 stagioni sempre di ottimo livello!
      Per Terra Nova mi dispiace perché effettivamente se ne poteva tirare fuori qualcosa di carino. Adesso purtroppo l’idea è “bruciata”.

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