Serie in poche righe – S01E01

Serie TV: quante ce ne sono in giro ormai? Per tutti i gusti, dalla fantascienza alla sit-com familiare, dal crime al fantasy, centinaia di titoli, migliaia di episodi e personaggi cercano di farsi amare, ovvero cercano di non farsi cancellare dopo una sola misera stagione.

Ho visto esplodere il fenomeno delle serie TV da qualche anno, meno di una decina, da quando cioè sono stato tirato nel gorgo dalle avventure della famiglia Bristow (Alias), che ho seguito per cinque lunghe stagioni ed oltre cento episodi tra missioni segrete, CIA, cattivoni, invenzioni rinascimentali pseudo-magiche ed innumerevoli strane alleanze e cambi di schieramento.

Da lì è stata tutta una discesa nella logica di “S01E01” (chi non ha il tempo di seguire le serie in televisione sa di cosa parlo 😉 ) e nella ricerca di nuove proposte. L’offerta è diventata enorme e con essa la lotta per la sopravvivenza: l’audience è spietato e non perdona i passi falsi, diventando sempre più esigente. D’altro canto il moltiplicarsi delle serie ha fatto sì che le idee e le trame finissero in qualche caso per assomigliarsi.

Pensate alle varie serie moderne di “umani con superpoteri” e vi accorgerete che, tutto sommato, i poteri sono sempre gli stessi (uno vola, un altro è invulnerabile, un altro ancora parla con i rutti e via così) come pure le dinamiche dei gruppi di superbuoni contro supercattivi.

Tornando ancora più indietro i telefilm (così si usava dire) degli anni ’80/’90, che hanno gettato le basi del “fenomeno serie TV”, hanno potuto muoversi in un territorio completamente vergine, sfruttando anche trame sempliciotte e tutto sommato ripetitive in forza della loro novità.

Malgrado ciò, proprio quei personaggi hanno segnato un’epoca ed ancora oggi i ragazzi quasi o più che quarantenni ricordano con emozione Supercar, A-Team, I Robinson, Star Trek (“TOS”, quello di Kirk e Spock!), Ralph Supermaxieroe, Mork e Mindy o i Visitors, tanto per fare qualche esempio a caso (grazie Wikipedia per la mappata di link).

Non voglio fare la storia di queste vecchie serie, sarei completamente fuori tempo massimo, ma piuttosto raccontare brevemente quelle che ho visto più di recente, con qualche rischio di spoiler. Niente paura, soprattutto se siete spettatori seriali: in genere sono indietro di almeno mezza stagione rispetto alla messa in onda italiana e devo essere io a fare lo slalom tra gli spoiler che spuntano ovunque tra blog e social!

Mi permetto solo un paio di eccezioni, a partire da una serie a cui sono rimasto affezionato: “In viaggio nel tempo” (Quantum Leap, trasmessa in Italia dal 1992). Probabilmente a molti già si è accesa una lampadina e non servirà aggiungere “Oh mamma!” per favi ricordare del dottor Beckett (Scott Bakula, poi visto anche in “Star Trek: Enterprise”) nei panni dei personaggi più disparati (inclusi animali!).

La componente fantascientifica dei viaggi nel tempo era solo un ottimo pretesto per giustificare personaggi, epoche e storie diverse in cui catapultare il povero Sam, aiutato dall’ologramma del suo amico Al (Dean Stockwell, con alle spalle una valanga di film e serie TV, l’ultima delle quali sembra essere Battlestar Galactica!), che ben volentieri si distraeva a guardare qualche bella donna nell’ennesima avventura in cui il caso, Dio o la scienza gettano il protagonista.

L’incertezza della destinazione dopo il “salto” e l’impossibilità dei due di comprendere quale sia, se pure c’è, un legame tra un’avventura (cioè una persona “sostituita”) e la successiva, è un tema che ricorre molto spesso nelle puntate, senza che i protagonisti prendano mai una posizione netta a riguardo. È chiaramente un artificio per restare “neutrali” e non dare alla serie connotazioni particolari: “succede perché succede” e tanto deve bastare agli spettatori.

Kirk, Spock, “Bones”: ho detto tutto.

L’altro caposaldo del genere, nominato en passant ma non meno importante, è proprio “Star Trek TOS (The Original Series)” (del 1966!). Con la ciurma dell’originale Enterprise, la NCC-1701, ho un rapporto di vero affetto, come di un gruppo di zietti, ed un ricordo di me bambino che, al ritorno dall’asilo (ne è passato di tempo!) bevevo la mia zuppetta di latte e biscottini sul divano guardando proprio le puntate di Star Trek.

Certo dovevo accettare il fatto che ogni tanto qualche zietto con la maglietta rossa finisse – puff! – vaporizzato, ma tutto sommato quelli principali rimanevano una presenza costante puntata dopo puntata.

Erano gli anni ’80 e TOS si affacciava appena in Italia (con netto ritardo sull’originale, non come ora che la messa in onda è praticamente contemporanea in tutto il mondo!).

Se a questo aggiungete una bella collezione di Urania ed altri romanzi di fantascienza classici da cui ho attinto sin dalla prima adolescenza (grazie papà!), si capisce come il mio destino di appassionato del genere fosse nettamente segnato.

Ok, basta con il revival e passiamo a qualcosa visto più di recente, che è poi il vero oggetto del post: serie commentate (consigliate o demolite) in poche righe.

Occhio agli SPOILER spoiler /SPOILER!

Odyssey 5 (2002)

Trovata per caso in qualche meandro della Rete, ho capito che era più o meno roba di fantascienza ed ho cominciato a guardarla.

Cinque astronauti in orbita assistono alla distruzione della Terra da parte di un cattivone alieno. Un altro essere alieno (buono, questa volta) li riporta indietro nel tempo per permettere loro di evitare la catastrofe.

djsuperx

“Vai Maurizio, ci sono gli alieni!”

Detta così non sembrerebbe male, se non fosse che la serie è ridicola, senza capo né coda, con effetti speciali che di speciale hanno poco. Ecco, magari vederla come serie comica e non fantascientifica sarebbe meglio. Dentro c’è tutto un campionario di ingenuità tipicamente anni ’90: peccato che la serie sia del 2002. Ci sono hackeraggi da ridere persino per gli standard da film, con Windows 2000 e dei programmini raffazzonati che sputavano fuori qualche schermata pseudo-misteriosa/incomprensibile.

Il vero fiore all’occhiello sono però, come accennavo, gli effetti speciali: pezzi di gomma gelatinosa spacciati per robe biologica / sintetica, effetti video da Superclassifica Show a voler rappresentare visioni di strumenti speciali, Vabbè, basta così. Ah, dimenticavo: non ha un finale. Nel senso che l’ultima puntata vi lascia appesi come se dovesse continuare subito dopo, benché sia un finale di stagione e non di episodio. Ovviamente una seconda stagione non è stata fatta quindi non sapremo mai in che modo cinque tizi male assortiti sarebbero riusciti a fronteggiare un essere capace di distruggere un pianeta. Giuro che ho rivisto il finale più volte e mi sono sincerato di non aver saltato nessuna puntata ma no, è proprio una roba fatta così, cioè male.

Giudizio finale: se l’avete già vista mi dispiace per voi, altrimenti non vi siete persi niente.

Defying gravity (2009)

Di nuovo astronauti, stavolta decisamente meno scalcagnati, in viaggio per tutto il sistema solare con una missione ufficiale di studio / robe di scienza /esplorazione che copre la classica missione segretissima.

La serie è più recente, realizzata tecnicamente meglio e con una buona storia. Peccato che sia stata cancellata dopo la prima stagione (vedi il discorso iniziale) malgrado avesse, secondo me, un bel potenziale da sviluppare.

Mi ritrovo con quanto riportato nella pagina di Wikipedia: personaggi ben caratterizzati, storia e storie personali coerenti, trama “parallela” rispetto all’avventura interplanetaria costituita dalle relazioni tra i membri dell’equipaggio avvincente.

L’unica cosa che non mi andava proprio giù era la faccia da cucciolo smarrito di Maddux Donner (al secolo Ron Livingston), che ha il suo ruolo da belloccio con relazioni incasinate con SPOILER ben due astronaute /SPOILER.

Giudizio finale: benchè ci sia una sola stagione e la storia sia interrotta è una serie godibile, può valere la pena di vederla. Peccato non poter sapere cosa sarebbe successo SPOILER agli alieni psichedelici ripescati in giro nel sistema solare /SPOILER.

Awake (2012)

Serie recente ben fatta, basata sulla confusione tra sogno e realtà.

Un poliziotto ha un grave incidente d’auto nel quale muoiono la moglie O il figlio. Eh? Mi spiego.

Dopo questo incidente il protagonista, Michael Britten, si ritrova a vivere due realtà alternative: in una di queste ha perso il figlio, nell’altra la moglie. La separazione tra le due realtà è il sonno, nel senso che Michael si addormenta in una e si risveglia nell’altra. Per aiutarsi a distinguere i diversi “scenari” ha un braccialetto di colore diverso per ciascuno.

La cosa intrigante è che le due realtà sono leggermente diverse tra loro e ciò che vive in una realtà gli fornisce indizi per sbrigarsela nell’altra in modi che ovviamente lasciano piuttosto increduli i suoi colleghi. Del tipo “Ma come sapevi che il gangster X si era infrattato nel sottoscala del palazzo Y dietro una parete segreta che manco la CIA l’avrebbe sgamato?” – “Ehm… lo sapevo, ho avuto un’intuizione”. Vabbè, facciamogliela passare.

Il detective Britten non sa se o quale delle due vite sia quella reale e quindi deve viverle entrambi, con relativo stress psicologico dato che una nottata di sonno tranquilla sognando magari i numeri da giocarsi al Lotto (al Bingo?) non se la può fare. Nel frattempo comunque arresta cattivoni e SPOILER svela complotti contro di lui /SPOILER.

Tutto questo fino al finale dell’unica stagione in cui scopre che SPOILER ENORME non è successo niente e si è fatto la madre di tutti i sogni da trip pesante, perché nessuna delle due realtà alternate / alternative era vera. È ancora un felice detective con la moglie abbastanza gnocca ed il figlio che lo schifa un po’ perché lui non va mai alle sue partite di baseball /SPOILER ENORME.

Giudizio finale: decisamente da vedere, idea interessante che scende giù bene e stranisce abbastanza con l’alternanza tra realtà-moglie / realtà-figlio.

 The IT crowd (2006)

Una grande piccola serie molto nerd sugli stereotipi dei personaggi aziendali. Protagonisti sono Moss e Roy, gli addetti all’assistenza tecnica, nerd e sfigatissimi, costretti nello scantinato di un grattacielo da megacorporation (Reynholm Industries). I due vengono presto affiancati da Jen, che aspirerebbe a fare carriera ed a salire ai piani alti, ed invece si ritrova a fare da manager ai due nello stesso scantinato buio e ignorato da tutti gli altri dipendenti. Ovviamente Jen non ha la minima competenza tecnica in materia di computer, come ogni buon responsabile di ufficio 😉 .

La serie è decisamente demenziale e caricaturale, i personaggi sono molto “estremi” nella loro caratterizzazione. Probabilmente i più verosimili ed equilibrati sono proprio Moss e Roy, ma non troppo. Il tormentone “Ha già provato a spegnerlo e riaccenderlo?” (“Have you tried turning it off and on again?“) è diventato il segno distintivo di questa serie, essendo già di per sé un “classico” dell’assistenza tecnica!

Normalmente preferisco guardare le serie in italiano, un po’ per pigrizia ed un po’ per consentire anche ai miei “compagni di spettacolo” che masticano poco l’inglese di vederle; evito i sottotitoli perché mi distraggono. In questo caso però vi consiglio di guardare la serie in lingua originale per gustarvi soprattutto le voci dei personaggi, rese male dal doppiaggio.

Niente spoiler perché non c’è una vera storia da seguire ma piuttosto una serie di situazioni comiche dentro e fuori dalle mura dell’azienda. Vi do solo un indizio per un video da cercare, che fa capire in due battute lo spirito della serie: “This is… The Internet!”.

Giudizio finale: da vedere, di corsa! Per tutti i nerd ed anche i non nerd. Memorabili anche le magliette di Roy. Amerete Roy, Moss e Jen!


Per il momento è tutto ma, come si intuisce dal titolo del post ci sarà a breve un nuovo episodio (come potrebbe essere altrimenti?).

Buona visione!

Annunci

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. filiipide

    Ahhh che bei ricordi. Hai pure ricordato Quantum Leap, oltre ai soliti noti (dimenticando Magnum P.I., Riptide e tanti altri, ma ovviamente la lista diventa troppo lunga).
    Comunque, incuriosito, ho appena visto su YouTube l’episodio Italian for beginners di The IT crowd, in lingua originale, ed in effetti concordo con te: potevano scegliere un italiano per interpretare un italiano!
    Sembra che lo stesso Bernadelli non conosca la sua lingua! Bah!
    E nella versione italiana chi interpreta Bernadelli? Un anglosassone o un ispanico?

    Mi piace

  2. La lista sarebbe infinita per cui mi sono limitato alle serie che ho effettivamente seguito.
    Sono andato a rivedermi la puntata a cui ti riferisci (IT crowd l’ho visto un paio d’anni fa almeno) ma non ricordo proprio come fosse reso nella versione italiana Bernatelli, probabilmente come latino-americano (in genere si fa così). Poco importa, mi sono fatto di nuovo due risate con il grande trio Roy, Moss & Jen!
    Grazie della visita e dei commenti, ormai sei un cliente abituale 😉

    Mi piace

  3. obo

    Awake ce l’ho segnata da anni, ma ancora non l’ho vista :v un giorno recupererò!

    Ormai sei stato contagiato dal binge watching? 😀

    Mi piace

  4. Strano che io abbia trovato una serie che tu non hai ancora visto!
    Non mi definirei proprio un binge watcher: sta di fatto che le puntate hanno la durata giusta per essere viste senza addormentarsi prima della fine. Per questo, anche se vorrei volentieri vedere qualche film in più, finisco poi per macinare serie su serie.

    Mi piace

  5. obo

    verissimo, sisi, anche io ho iniziato la droga serie tv (anche) per la durata più ridotta rispetto ai film

    Mi piace

  6. Pingback: Serie in poche righe – S01E02 – Le serie “sociali” | Extended Reality

  7. Pingback: Serie in poche righe – S01E03 – Buona idea! | Extended Reality

  8. Pingback: Serie in poche righe – S01E04 – Capolavori | Extended Reality

  9. Pingback: Serie in poche righe – S01E06 – Supereroi | Extended Reality

  10. Pingback: Serie in poche righe – S01E05 – Grazie Sir Arthur! | Extended Reality

  11. Pingback: Serie in poche righe – S01E07 – Season finale | Extended Reality

  12. Pingback: Serie in poche righe – S02E01 | Extended Reality

Comments are disabled. Please comment and share on Twitter, G+, Facebook.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: