La prima sorsata di birra (P. Delerm)

C’è un piccolo libro, letto tanti anni fa, che ogni tanto mi torna in testa. Non è un grande romanzo, non è un saggio profondo ed avvincente, non è il manuale perfetto con tutti i trucchi per fare soldi o diventare seduttori irresistibili.

È un libricino agile e leggero, la cui lettura scorre via facile come la sorsata di birra del titolo, a cui si aggiungono in seguito un coltellino a serramanico, le paste comprate la domenica e tante altre situazioni diverse. Esperienze, oggetti, sensazioni e ricordi che forse nulla hanno in comune tra di loro se non il fatto di essere piccoli piaceri e soddisfazioni personali

La tranquillità di un rito familiare o i ricordi che un oggetto porta in sé sono soggettivi e non bisogna dunque, per apprezzare il libro, cercare la condivisione o l’empatia con ciò che l’autore scrive. Piuttosto bisogna prendere le scene descritte come spunto per riafferrare i propri ricordi, tutto ciò la cui memoria o la cui presenza ci conforta, ci rallegra e ci sostiene, tutto ciò che sentiamo avere contribuito a formarci.

Lo stile di Delerm potrebbe perfino non piacere ma l’importante è cogliere lo spunto per accendere la riflessione e, tra le righe, il suggerimento di apprezzare i piccoli eventi, perché anche da momenti non eccezionali, quelli della quotidianità, si può ricavare energia, gioia e la spinta a migliorarsi.

Con questo spirito ricordo di aver letto le poche pagine di questo libro e contemporaneamente di essere partito alla ricerca delle mie “sorsate di birra”, tutte diverse da quelle del libro.

Le passeggiate da bambino con il nonno per andare alle giostre, il primo CD comprato e maneggiato come una reliquia, il giorno della laurea, i viaggi massacranti con lo zaino in spalla. Ne ho diversi ed altri se ne aggiungono negli anni. Con gli amici, quelli veri e “vecchi”, spesso ho parlato delle tante esperienze vissute e delle tante serate “memorabili” insieme: anche da queste situazioni ho attinto e ritrovato tanti momenti che mi piace adesso ricordare e che rivivo con la soddisfazione con cui si beve la prima sorsata di birra,

il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all’infinito…

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  1. Ralph Magpie

    Sono segni inequivocabili che stai passando il guado tra gioventudine e diversamente giovane. Tra poco racconterai sempre le stesse esperienze (quelle che ti ricordano la gioventudine), e se nessuno te lo farà notare sappi che il motivo è che ti vogliono bene. Il fatto è che noterai nei loro sguardi un tratto di compassione 😉
    Non esagerare, anche i santi si scocciano …

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