Due piccole storie

Bello

Farmacia dove non sono mai stato, vicino casa, mattina presto.

  • Buongiorno, mi servirebbe una confezione di Tachipirina per bambini.
  • Ecco a lei, sono 4€.

  • Ho 50 intere, ha il resto? Altrimenti posso pagare col Bancomat.

  • Non ho resto ed ho il POS rotto. Non si preoccupi, lei adesso ha bisogno della Tachipirina. Appena può me li porta.

Un bel gesto, gratuito e assolutamente non dovuto, che mi rincuora: c’è ancora qualcuno che ha fiducia del prossimo, che sa anche guardarti in faccia e decidere che la propria fiducia sarà ricambiata. In aggiunta, c’è qualcuno che onora il lavoro che si è scelto, che guarda a come può aiutare le persone prima che al guadagno (pure legittimo).

Grazie.


Non ce la posso fare

Ho rivisto di recente alcuni compagni di classe del Liceo. Sono passati vent’anni da quando ho fatto la Maturità, per la miseria! Con queste persone non ho mai avuto un buon rapporto o per meglio dire non ho mai avuto alcun tipo di rapporto, neanche quando eravamo in classe insieme. Li ho sempre trovati egoisti, egocentrici e patologicamente competitivi, consumanti dalla necessità di mettersi in mostra e sovrastare gli altri a tutti i costi. Motivi per non averci più a che fare appena lasciate le superiori dunque ce n’erano ed infatti così è stato. Ho avuto altre amicizie, conoscenze: gente intorno no mi è mancata per riempire tutto questo tempo. Chi se l’è meritato è rimasto ancora oggi mio amico.

Di mezzo università, lavoro, famiglia, figli in questi vent’anni: io ho ancora meno voglia e motivi di sapere tu chi sei, cosa sei diventato e cosa vuoi fare. Non riesco ad essere tanto ipocrita neanche da fingere di voler fare conversazione. Quello che più mi infastidisce però è che tu lo sei, e nel peggiore dei modi: mi fai le domande di rito “Cosa fai – Dove vivi – Hai figli” ed a stento aspetti quella mezza risposta che ti sto dando controvoglia.

E allora sai che ti dico? Che quasi fingerò di non sentirti, che non sprecherò una sola parola, che mi terrò sul margine della buona educazione senza dirti in faccia che a me non frega niente di te e tutti voi almeno quanto a voi non frega di me. Siete riusciti a diventare ancora più noiosi di quanto non lo foste a 16 anni, più stanchi, più superficiali, persino più pieni di voi stessi. Faccio uno sforzo per salvare le apparenze dato che non mi pare il caso di fare teatrini a casa di un amico, durante il compleanno del bimbetto.

Punto.

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Il gesto del farmacista è davvero molto bello e da segnalare come, giustamente, hai fatto tu. Si tende troppo a dimenticarsi che ci sono anche persone così. Non saranno la maggioranza ma ognuna di loro vale dieci delle altre!

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  2. Il farmacista mi fa ben sperare per il futuro dell’umanità🙂

    Per quanto riguarda le cene di liceo, ne ho appena evitata una.
    Per 30 non si sono mai fatti vivi e poi mi hanno cercato in lungo ed in largo neanche fossi il Santo Graal ( cosa che non sono !) ….

    A parte il fatto che non si son fatti sentire cosi a lungo ( questo puo’ voler dire che nel sottoscritto non avevano alcun interesse ) gli servivo proprio io per fargli da clap ed auto celebrarsi ?
    Cosa ho fatto in questi 30 anni ? “ho fatto cose che voi umani non potreste neanche immaginarvi”, ma NON mi va di dirvi assolutamente NULLA di tutto cio’! Sono soddisfazioni mie ! E non ho bisogno di sbandierarle ad una cena con quelli che ormai sono diventati perfetti sconosciuti, che ai suoi tempi mi ignoravano perche’ non ero “alla moda” o/e non ero “alla loro altezza” o/e per questioni familiari non potevo andare in vacanza nei posti dove andavano anche loro.

    Di loro, effettivamente so poco, ma quello che so mi basta. Si sono scelti una vita del tipo: dal lunedi’ al venerdi’ lavoro, sabato spesa e domenica a far vedere i vestiti nuovi per il corso. Buon divertimento Signore e Signori!

    Ho di meglio da fare😉

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    • Se non fosse per la decina di anni che, a quanto pare, ci separa direi che avevamo gli stessi “amici” al Liceo! Comunque hai evidenziato un punto importante: che tu (anch’io!) sei soddisfatto della tua vita e dei tuoi traguardi e non hai bisogno di mostrarli ad altri per renderli più importanti. Lo dico sempre che la vanità è in definitiva una forma di debolezza, un modo di farsi determinare e definire dal giudizio altrui.
      (Hai fatto un mezzo post pure tu per rispondermi, vedo che la faccenda ti ha toccato🙂 ).

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      • Eccerto che mi ha toccato!
        Comunque son convinto che il “compagno di liceo (strnz)” sia una razza umana in via di espansione che ormai ha colonizzato la quasi totalità dell’ecosistema. Talvolta ho la sensazione che le persone che badano piu’ alla loro vita che a farsi vedere il giro per negozi o per locali siano in via di estinzione…..
        Se chiedessi asilo politico su marte…. mi prenderebbero ?😀

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        • Voglio essere meno pessimista: in molte persone gli atteggiamenti più superficiali sono più frequenti e più evidenti. Per questo motivo, probabilmente, di queste persone abbiamo una visione parziale. E parlando di frequenza e probabilità, aggiungo che i casi in cui la tua sensazione è giusta sono entro i 6σ della popolazione totale🙂
          (Comunque “strnz” potevi anche scriverlo per esteso: quando ce vò ce vò!)

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  3. Due storielle proprio simili eh…

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