Da Windows a Linux (quasi) senza ritorno

NON vi dirò che Windows XP è praticamente morto e deve essere sostituito, pena l’assalto non più respinto da parte di orde di filibustieri informatici e virus della peggior specie.

NON vi dirò neanche “gli N buoni motivi per passare a Linux”, perché ce ne sono molti di più😉 e comunque ognuno potrebbe trovarne un altro, più o meno buono, per non passare a Linux😦 .

NON vi dirò che tutte le incarnazioni di Windows con cui ho avuto a che fare finora (da 3.1 a 7, 8 di striscio per fortuna) sono state una sequela di BSOD, raaalleeeentaaaaameeentiiii, momenti WTF?! e imprecazioni di varia intensità, perché non sarebbe tutta la verità. Ci sono stati e ci sono tuttora momenti di uso soddisfacente e buone prestazioni, a patto di curare il Windows di turno come un eterno neonato, cambiandogli spesso il pannolino, dandogli solo pappine salutari e facendogli poi fare il ruttino.

Poiché al lavoro sono vincolato (ecco il motivo del “quasi” nel titolo) ad usare Windows, è inevitabile trovarmi sempre a pensare “Ma perché questo qui non si può fare?” o “Perché si deve fare in un modo così scomodo?”. Ecco quindi un confronto su un po’ di aspetti, dettagli magari, che il Pinguino sì e le Finestre no. Poi traete le vostre conclusioni.

File manager “dual pane

E niente, questa è un’idea a cui in Microsoft proprio non riescono ad arrivare. D’altronde se il tuo prodotto è “Windows”, è naturale che tu voglia far aprire agli utenti quante più “finestre” è possibile, anche se è poco pratico e prende spazio sul desktop. Già…

dolphin_dual_pane

Dolphin – tutto quello che avete sempre desiderato da un file manager ma non avevate mai avuto

Eppure una vista a colonne affiancate è molto comoda e pratica, provare per credere. Mi accontenterei perfino di una vista a schede multiple, tipo browser. Se avete mai dovuto, che ne so, organizzare le foto delle vacanze (vi aspettavate un’attività estremamente nerd?), avrete magari apprezzato di avere fianco a fianco l’origine e la destinazione, senza una finestra aggiuntiva tra i piedi da affiancare “a mano” (dettagli su questo punto più avanti). Oppure volete semplicemente tenere sott’occhio quelle stesse foto mentre esplorate i meandri del vostro disco. In ogni caso, vi serve qualcosa che non sia Explorer; ci riproviamo con Windows… 12? 26? 39? Quando!?!?

Gestione delle finestre

Acchiappa una finestrella, mettila lì, un po’ più su, un po’ più a destra, vicino a quell’altra, ci sei quasi, oops! ti è scivolato il mouse e ora hai mezza finestra fuori dallo schermo… E se vuoi tenerla sempre a vista? Per fortuna che alcuni programmi si arrangiano da soli e convincono Windows a farsi lasciare “sempre in primo piano”, altrimenti ciccia. Win7 ha fatto qualche passettino in avanti, ma è ancora poca roba.

Con Win8 (usato “a mattonelle” come vorrebbero i “gegni” di Redmond) poi il problema non si pone più: una sola finestra a tutto schermo, perché averne due insieme è troppo impegnativo. Bella soddisfazione farsi trattare da idioti, eh?

Su un desktop Linux se si avvicina una finestra ad un’altra o al margine dello schermo, perché è proprio lì che la vuoi e clack! i due bordi si attaccano come calamite su un frigo. “Tieni sopra le altre” ed altre funzioni utili (massimizzazione solo in verticale o in orizzontale, ad esempio) sono la dotazione standard di qualunque ambiente grafico si scelga (sì ce ne sono tanti!).

Installazioni ed aggiornamenti non centralizzati

Il concetto dello “Store” da cui installare software controllato non è nuovo: i Pinguinisti li chiamano “repository” e ce li hanno da un bel pezzo. Certo, ci si può anche avventurare fuori volendo, prendendosi i rischi del caso. Meglio che girare il Web per cercare, scaricare ed installare ogni programma necessario. E visto che Windows arriva giusto giusto con Notepad, la Mappa Caratteri e poco altro, di roba ce ne serve.

E una volta installato tutto? Dice il Saggio: “Tutto aggiornare cosa saggia è da fare”. (Ma proprio a me doveva capitare il Saggio scemo?) Quindi c’è Windows Update, Flash Player Update, Adobe Update, Google Update, Antivirus Update, Updater Update, Ognisoftwarescrausohailsuoupdater Update, …

Risultato: utente medio nel panico perché “Mi si aprono tutte ‘ste finestre che chiedono qualcosa, gli aggiornamenti, ma che è? Un virus?” o quantomeno frustrato dall’ingrato compito di confermare ed avviare dieci processi separati (ognuno dei quali mangia la propria fettina di RAM) per aggiornare dieci diversi programmini/programmoni o Windows stesso. Sì, ma io intanto lo vorrei anche usare il computer…

Al Pinguino basta un solo processo, persino un singolo comando lanciato all’occorrenza, che aggiorna tutto-tutto (programmi E sistema operativo), sollevando i più smemorati dallo sforzo di ricordarsi la serie di infinite cazzatine installate da controllare.

Riavviare, sempre riavviare

Un evergreen dell’argomento. Installato un programma? Riavvia. Fatto gli aggiornamenti? Idem. Rimosso un programma? Uguale. Cambiato qualcosa di più dello sfondo? Mmmh, tanto per stare tranquilli e buttare qualche altro minuto, riavvia. E intendo “Riavvia ora” ché altrimenti continuerò a tartassarti di avvisi per cui non c’è possibilità di scegliere “Togliti dalle balle, riavvio quando non ho di meglio da fare”.

Dalle mie parti invece funziona così: “Senti uagliò, tutto a posto. Ho buttato il vecchio ed ho messo il nuovo e tu manco te ne sei accorto. Ho cambiato pure quest’altro pezzo, è nu piezz’ gruoss’ e dovresti riavviare se lo vuoi usare subito, però fai tu quando sei comodo. Adesso vedo che tieni che fare quindi ti lascio stare. Statte bbuon’“.

Bloatware addio

Ogni pc “di marca” con Windows preinstallato arriva con l’inevitabile carico a coppe di programmini inutili la cui (dis)funzione principale è quella di ribadire la presenza del marchio stesso. A questi si aggiungono i mucchioni di trial che, alla scadenza del (breve) periodo di prova, a) smettono di funzionare e b) cominciano ad appestarci di pop-up tipo “Comprami-comprami”. Ho già avuto esperienze del genere e non sono state piacevoli.Chi sgancia la grana per avere il “servizio” dell’installazione del sistema operativo si ritrova invece il “disservizio” di un ambiente appesantito ed infestato di schifezze, per rimuovere le quali sarà necessario l’esorcista tempo e pazienza.

Se compri un pc con Linux preinstallato hai due cose: un computer con tutto l’hardware configurato (e ti eviti qualche sbattimento che può sempre capitare) ed un buon assortimento di software con 0 (zero!) pubblicità. La controindicazione è che il livello di tolleranza verso il bloatware si abbassa sensibilmente: sono possibili irritabilità e reazioni tipo orticaria alla vista di un pc nelle condizioni descritte sopra.

Il famigerato terminale

Colorized Box logo Mentre il prompt dei comandi di Windows è un oggetto semisconosciuto e reietto, con il quale tuttavia si può fare qualcosa di utile, il terminale di Linux è una specie di “alter-ego” dell’interfaccia grafica. Se non ci si lascia intimidire dall’austerità di un piccolo cursore, si può rivoltare come un calzino tutto il pc (rimetterlo in sesto o anche distruggerlo definitivamente) senza mai toccare il mouse.

Di fatto basta un po’ di pratica per imparare qualche comando di uso comune, da lanciare al volo in una discreta finestrella mentre continuiamo la nostra vita social. Basta mezza riga, per esempio, per aggiornare, rimuovere o installare programmi. L’abitudine all’uso della riga di comando è diventata tale che anche sotto Windows tengo un prompt aperto, nel quale però tento di lanciare ls e cp anziché dir e copy, aspettandomi pure che funzionino!

Una brutta nota sul Registro

Nel Registro di Windows ci sono vita, morte e miracoli di tutto l’hardware e il software presenti. Questo librone non è leggibile e modificabile se non attraverso l’Editor del Registro. Niente di male, tranne quando il Registro stesso si smi***ia (e succede!) e non funziona più una benemerita.

Molto meglio invece che ogni programma abbia il proprio file di configurazione in testo semplice. In caso di problemi (e succedono!) il più fetecchia degli editor può salvare la baracca.

Last but not least…

Un’azione che mi ritrovo a fare spesso sotto Windows è cliccare con il tasto centrale (rotella) per incollare del testo precedentemente selezionato. Senza alcun effetto, dato che questa operazione è tipica di Linux: basta solo selezionare del testo ed automaticamente esso viene conservato in un buffer apposito, diverso da quello del classico copia-incolla (CTRL-C / CTRL-V). Quindi ho due distinti “contenitori” di appunti, comodissimi, ad esempio, quando si stanno mettendo insieme ed organizzando le informazioni per un post! Un dettaglio, certo, ma di grande aiuto.

Parliamo di soldi: sostituire un computer funzionante con uno nuovo serve se il vecchio pc non risponde più alle nostre esigenze o anche se decidiamo di volerci fare un regalo. Negli altri casi può bastare tenere il sistema aggiornato per sfruttare i miglioramenti dei software che usiamo. Essere costretti a comprare un pc nuovo perché altrimenti non ce la fa o peggio non funzionerebbe affatto con l’ultima versione di Windows non è uno scenario tipico di chi usa Linux. Ovviamente i requisiti hardware sono aumentati anche per Linux ma lo hanno fatto più progressivamente e comunque ci sono tantissime distribuzioni che girano bene anche su ferri vecchi: basta informarsi e scegliere, il cassonetto si allontana ed il portafogli non subisce traumi inutili.


In conclusione

Ognuno può ritenere più o meno rilevanti i punti elencati sopra: non importa, li ho buttati lì per stimolare la curiosità e non per esaurire l’argomento. Per questo stesso motivo ho trascurato le motivazioni più comuni (nessun costo, sicurezza contro virus e compagnia, etc…). Ciò che importa è che Linux in tutte le sue forme si può adattare alle esigenze personali ed al proprio modo di lavorare e non viceversa.

I tempi eroici in cui far funzionare una periferica richiedeva invocazioni a entità sovrannaturali sono passati (quasi del tutto…): scaricate la distribuzione che più vi ispira e provatela. Sarebbe un errore comunque pretendere o aspettarsi di trovare un Windows con sopra disegnato un pinguino. Molti aspetti sono del tutto simili, molti altri profondamente diversi perché sono diverse le logiche e le idee di fondo con cui i due sistemi sono stati sviluppati.

Se accettate un consiglio un piccolo sforzo per “aprirsi al nuovo” si potrebbe ripagare con parecchie soddisfazioni.

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Ralph Magpie

    Io ti ho preceduto. In fondo sotto la mela morsicata batte un cuore da Pinguino, e poi con Parallels faccio girare i finestrini come se fossero nativi e ubuntu pure.
    Tutto sommato otto è una … (Aggettivo negativo a scelta) mentre sette credo sia il miglior sistema che abbiano mai fatto, in ambito finestre ovviamente!

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  2. Visto che hai tutti “i mondi” sott’occhio, di cosa non puoi fare a meno quando passi da uno all’altro?

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    • Ralph Magpie

      Al momento di nulla, dopo tanti anni di osx ci sono ottimi programmi equivalenti, e le suite più usate sono comunque disponibili. Forse avrò necessità solo di alcuni programmi scritti per Windows, ma al momento non li ho trovati.

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  3. Scugnizzo

    Ciao Man!
    Ottimo articolo, col tuo permesso lo vorrei sfruttare per “ingaggiare adepti”🙂
    Ciao ciao con la manina!!!

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    • Oh, che piacere rivederti!
      Prego prego, fai pure🙂 Se funziona poi fammi sapere anche perché io avevo concepito questo post più con l’idea in testa “Io ve lo dico che funziona, poi fate come vi pare e peggio per voi!”. Insomma, quasi all’opposto…

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  4. obo

    Uso linux dal 2006 senza rimpianti, anzi! Ora che poi grazie a Steam stanno arrivando più giochi commerciali (unico motivo per avere windows a casa, sul lavoro dannazione per visualstudio non ci si può far proprio nulla, ma è come con xcode con mac) non trovo grossi motivi per tenere windows

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    • Un tempo avrei detto anch’io che i giochi erano l’unico motivo per tenere Windows. Oggi non solo c’è Steam, ma anche il fatto che non ho più tempo di giocare: problema doppiamente risolto!

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  5. Filiipide

    File manager “dual pane“
    Manca la elle, o si tratta di una esigenza mangereccia?
    Comunque, concordo su tutto, anche sul tasto centrale che per abitudine mi ritrovo a cliccare anche su Windows.
    Sono svariati anni che mi trovo ad utilizzare linux e ne sono orgoglioso.
    Purtroppo, causa alcuni programmi, non posso pienamente rinunciare a Windows.

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    • É proprio così anche se ho visto qualche volta anche “panel” in effetti. Se pensi che “pane” si traduce “anta” (della finestra) la cosa ha un senso: finestra a doppia anta.🙂

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  6. Sai che il prossimo ed inevitabile decesso di Xp mi stava convincendo a passare al Pinguino pure a me? Mi restano i naturali dubbi del buttarsi in un mondo misterioso da imparare da capo ma le novità, solitamente, mi attraggono, per cui… Sappi solo che, se accadrà,ti romperò le scatole all’infinito con domande su domande! Se sei in grado di sopportare…😉

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    • “Come to the dark side, we have cookies” (and penguins).🙂
      Insomma! È un po’ che ci giri intorno, è il momento di buttarsi! Fermo restando che la porta qui è sempre aperta, comincia con la prova di una “live” messa su una chiavetta USB. Ti guardi in giro, vedi se tutto funziona e non stai toccando nulla sul disco. Scarica per esempio la .iso di Xubuntu 13.10 32bit (http://xubuntu.org/getxubuntu/) e crea da Windows una chiavetta avviabile con UNetbootin (http://unetbootin.sourceforge.net/). Poi avvi il pc dalla chiavetta. Ci sono guide a pacchi in Rete su tutti i passi (ma chiedi pure se hai bisogno). Se non hai un pc del ’15/’18 non dovrebbero esserci problemi di sorta. Se poi il pc è più moderno si può anche “osare” con qualcosa un filino più pesante (ma pur sempre scattante).
      P.s.: il mio pc ha 8+ anni e va alla grande, regolati tu col tuo…

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  7. Pingback: Da Windows a Linux passando per Clonezilla | Extended Reality

  8. Pingback: From Windows to Linux (almost) not looking back | Extended Reality

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