Window managers -4- JWM

JWM è l’acronimo di “Joe’s Window Manager“: JWM ha un solo sviluppatore (Joe!), è leggerissimo ed al tempo stesso pieno di funzioni interessanti.

Insomma, JWM è stata una piacevole sorpresa fin dal primo utilizzo. Per l’occasione sono anche passato alla più recente release di Ubuntu, Raring Ringtail (13.04), come base per l’installazione.

JWM non ha un neanche un logo ufficiale ma, se lo avesse, sarebbe sicuramente il personaggio di un vecchio cartone animato di Hanna & Barbera: Atom la formica atomica. È stata la prima immagine che mi è venuta in mente, pensando a quanto JWM sia piccolo ma potente.


Installazione

La storia ormai è nota: pacchetti jwm ed xorg e si va. Tuttavia nei repository di Ubuntu e Debian è presente una versione abbastanza vecchia (v2.1.0, rilasciata nel 2011) che nel frattempo è stata migliorata dalle release beta del ramo 2.2 attualmente in sviluppo. Queste release sono disponibili come codice sorgente direttamente dalla pagina degli “snapshots” (archivio .tar.bz2) del progetto o su Github.

jwm_install

JWM: installazione da repository

Un buon motivo per affrontare la compilazione da sorgente (vedi JWM: Setup) piuttosto che installare comodamente da repo? Nelle versioni più recenti trovate anche la traduzione in italiano fatta da me medesimo! Ah, sì, e poi ovviamente qualche bug in meno e la compilazione non è così brutta come avete letto nelle favole per piccoli nerd. 🙂 E comunque ho fatto già io tutta la fatica di provare-provare-provare per sciorinarvi tutti i dettagli: che altre scuse avete per non fare ciò che ogni linaro DEVE fare almeno una volta nella vita? Altrimenti tutta la menata del codice aperto, disponibile e bla bla bla a che serve? Su, non fate piangere zio Stallman e datevi da fare!

Innanzitutto scarichiamo la tarball dell’ultima release disponibile (la 864 al momento in cui scrivo) in una cartella creata all’uopo ed estraiamone il contenuto:

$ mkdir jwm-src
$ cd jwm-src
$ wget http://joewing.net/projects/jwm/snapshots/jwm-current.tar.bz2
$ tar -xjvf jwm-current.tar.bz2
jwm_download_source

JWM: scaricamento del codice sorgente

Quindi installiamo i pacchetti e le librerie necessari alla compilazione, elencati nella pagina del progetto.

sticky_notes_128Nota: Come ho capito a mie spese (da ignorante in materia quale ero/sono), quando è richiesta una libreria per la compilazione, diciamo libpincopallino, in effetti bisogna installare la sua controparte di sviluppo, libpincopallino-dev.

E quindi:

$ sudo apt-get install gcc make libjpeg-dev libpng-dev librsvg2-dev libcairo2-dev \
libxft2-dev libxpm-dev libxinerama-dev libxmu-dev libxext-dev gettext

Ho “spezzato” la riga di comando per renderla più leggibile, ma è necessario scriverla tutta di seguito senza ritorni a capo; a questi pacchetti va ovviamente aggiunto xorg appena siete comodi, per il successivo avvio della sessione grafica.

jwm_pkgs_compile

JWM: pacchetti richiesti per la compilazione

L’installazione di gettext, non esplicitamente indicata, è tuttavia essenziale proprio per elaborare i file di localizzazione, senza i quali vi ritrovate l’inglese di default. L’unica libreria tra quelle consigliate che ho lasciato fuori è libfribidi-dev per il supporto alle scritture da destra a sinistra (Arabo ed Ebreo, ad esempio).

Last but not least, comincia la fatidica compilazione del sùrs cod (e l’installazione) di cui avevate tanto sentito parlare:

$ ./configure --prefix=/usr --sysconfdir=/etc --localstatedir=/var
$ make
$ sudo make install

Il comando configure così costruito lancia la compilazione con le opzioni di default per le funzioni supportate (icone .png/.xpm/.jpg, multimonitor con xinerama, etc…) in base alle librerie presenti e definisce le cartelle per la successiva installazione: l’eseguibile jwm sarà in /usr/bin, le configurazioni in /etc ed i file che il programma modifica quando è in esecuzione in /var.

jwm_esito_compilazione

JWM: esito della compilazione

L’ultimo passo è aggiungere il comando di avvio

exec /usr/bin/jwm

nei file ~/.xsession o in ~/.Xinitrc oppure il comando startx in ~/.profile; in quest’ultimo caso JWM si avvia automaticamente dopo il login. Il percorso di jwm sarà diverso a seconda del valore di --prefix usato nella compilazione (/usr/local/bin con le opzioni di default, eseguire ‘which jwm‘ per verificare). Se installate il pacchetto da repository le modifiche a ~/.xsession o ~/.Xinitrc non sono necessarie perché la creazione del file di sessione fa parte del processo di installazione stessa.


Desktop

Il desktop al primo avvio presenta un pannello in basso contenente menu applicazioni (JWM), tasto “Mostra desktop” (“_”), pager, lista finestre, dock (vuoto al momento), programmi integrati nel pannello (qui xload) ed orologio: più di quanto offrono solitamente i WM “leggeri”.

jwm_desktop_855

JWM: Desktop

Analogamente ad Open-/Fluxbox, il menu applicazioni (etichettato ovviamente “JWM”) compare anche al click sinistro/centrale sul desktop, che non può contenere icone. Il marrone/arancio del nuovo tema è orrendo, ma son gusti…

Di seguito le informazioni di sintesi al momento dell’installazione (la minimale di Raring da sola è a circa 30MB):

  • RAM in uso [free -m]: 37 MB (incluso il terminale ~ 4 MB)
  • Spazio su disco totale [df -h]: 1.1 GB
  • Versione di jwm [jwm -v]: vgit-856
  • Kernel in uso [uname -a]: 3.8.0.29-generic

Configurazione

JWM bada all’essenziale ed alla semplicità: c’è un solo file di configurazione (con sintassi XML) che, al momento dell’installazione è /etc/jwm/system.jwmrc. Questo va copiato nella propria home come .jwmrc:

$ cp /etc/jwm/system.jwmrc ~/.jwmrc

Per rendere più agevoli le modifiche è consigliabile separare le singole sezioni o gruppi di opzioni, identificati da tag, in diversi file “specializzati”, come fanno molte distribuzioni che adottano questo WM. Il contenuto di .jwmrc e dei file di configurazione parziali deve essere racchiuso tra i tag “<JWM>” (apertura del tag) e “</JWM>” (chiusura del tag) per essere riconosciuto come valido:

<!--?xml version="1.0"?-->
<JWM>
<!-- Commento (facoltativo) -->
<Opzione>Valore</Opzione>
...
<Include>/percorso/del/fileconf</Include>
</JWM>

Ciascun tag deve essere chiuso alla fine della relativa sezione (o sotto-sezione). I tag <Include></Include> hanno la funzione di “puntare” ai file parziali per leggerne i parametri di configurazione.

symbol_errorAttenzione: tra i tag disponibili c’è anche <StartupCommand> che, si intuisce ;-),  raccoglie comandi da eseguire all’avvio di JWM. Se modificati, la loro esecuzione necessita un logout / login. Ragionevolmente, questa è una scelta di design per evitare eventuali istanze multiple delle stesse applicazioni.

Una prima suddivisione potrebbe prevedere la creazione di file dedicati per:

  • i colori (non si possono cambiare le decorazioni delle finestre) di finestre, pannello, menu, etc.. (i “Visual Styles” con i tag  WindowStyle, TrayStyle, MenuStyle, etc…);
  • numero, geometria (righe * colonne) e sfondi dei desktop (tag <Desktops>);
  • scorciatoie di tastiera e mouse (tag <Key>).

face_coolNota: A parte l’abuso di queste iconcine che mi piacciono assai assai e s’è capito, volevo condividere un chiarimento, ricevuto via mail dallo sviluppatore di JWM (Joe Wingbermuehle), in merito al cambio desktop. Se si utilizzano desktop virtuali su più righe (ad esempio 4 desktop, 2 righe * 2 colonne), per scelta di design (non è un bug!!!) il cambio desktop (rotella del mouse su desktop o sul pager) avviene solo tra gli spazi di lavoro sulla stessa riga. Bisogna utilizzare la combinazione Alt+UP/DOWN (o cliccare sul pager) per saltare ai desktop delle righe superiori/inferiori.  È così, l’ha deciso Joe!

A proposito di shortcuts da tastiera, trovo particolarmente utili le combinazioni per lanciare i programmi di uso frequente ad esempio

<Key mask="4" key="t">exec:lxterminal</Key>

che assegna la combinazione “tasto Windows + t” all’avvio del terminale.

tipSuggerimento: una delle prime opzioni che vorrete cambiare sarà il “FocusModel“, ovvero il criterio per cui una finestra diventa attiva (è “in focus”). Con il valore di default “sloppy“, per rendere attiva una finestra è sufficiente che sia sotto il cursore del mouse: cambiando il valore in “click” sarà invece necessario un click del mouse, come accade solitamente per altri ambienti grafici.

Una volta apportate le modifiche desiderate ai file, è consigliabile eseguire

$ jwm -p

per verificarne la validità, essenzialmente tag lasciati aperti, che creano errori nell’interpretazione dei parametri. Se tutto funziona, il “Restart” nel menu (o il comando jwm --restart) fa sì che (sorpresa!) il window manager si riavii, rileggendo i file di configurazione.


Feature interessanti

jwm_traybutton

JWM: Tray buttons

Il “tray” (pannello, barra, “quella cosa dove ci sono i tastini” o comunque si voglia chiamare) è il pezzo forte di JWM, soprattutto grazie ai “tray buttons”. Cominciamo col dire che si possono avere tray multipli (stile “la buonanima di Gnome 2.x”, per capirci) orientati sia in orizzontale sia in verticale. È sufficiente aggiungere un’altra sezione racchiusa dal tag <Tray> al file di configurazione, analogamente a quella di default. Oltre all’utilizzo “à la Gnome“, un tray aggiuntivo potrebbe servire da semplice  “dock” per raccogliere i lanciatori delle applicazioni preferite, risparmiandoci l’installazione di un programma dedicato (e ce ne sono a pacchi…)

I tray buttons (chiamiamoli semplicemente “tasti”, va’…) sono dei factotum: possono infatti visualizzare i menu programmi (sì, anche più di uno!), minimizzare tutte le finestre (Mostra desktop) o fungere da avvio rapido per i programmi preferiti.

jwm_startbutton Graficamente possono essere decorati con etichette ed icone (ed un eventuale popup descrittivo). Volendo, quindi, ci si può anche abbandonare alla nostalgia.

Ma parliamo dei menu multipli, che è meglio. Innanzitutto aggiungiamo un’altra sezione <Rootmenu> al file di configurazione con le voci che ci interessano.

<RootMenu onroot="3">
<Program icon="terminal.png" label="XTerm">xterm</Program>
<Program icon="/usr/share/pixmaps/lxterminal.xpm" label="Lxterm">lxterminal</Program>
<Program icon="/usr/share/pixmaps/firefox.png" label="Firefox">firefox</Program>
</Rootmenu>

Questa nuova sezione sarà dunque la seconda nella lista di RootMenu, che richiameremo creando un tray button  in questo modo:

<TrayButton label="Ailoviù" icon="/percorso/del/file.png">root:2</TrayButton>
jwm_multimenu

JWM: menu multipli

Indichiamo quindi che la funzione del tray button è quella di aprire un menu (“root:2“) e precisamente in n°2 presente nel file di configurazione.

Attenzione (niente iconcina stavolta ;-)) a non confondere il numero del menu (root:2) con l’opzione onroot="3" del tag Rootmenu.

Questa opzione infatti si riferisce al tasto del mouse con cui cliccare sul desktop (che è la “finestra root“) per far comparire il menu stesso (tasto sinistro = 1; centrale = 2; destro = 3).

Passiamo un po’ all’estetica, ché “anche l’occhio vuole la sua parte”. Come al solito non ho speso molto tempo a personalizzare la grafica (il marronarancio è ancora tra noi!); colori e font esclusi, comunque non c’è tanto da fare. La barra del titolo non si può cambiare mentre la grafica delle finestre segue i temi GTK: lxappearance o gtk-chtheme e siete a posto.

jwm_windowbuttonsUnica eccezione sono i tasti delle finestre, che possono essere sostituiti con immagini apposite (.png/.xpm/.jpg). I bottoncini di default seguono il colore del titolo. Gli appositi tag <ButtonMin>, <ButtonMax>, <ButtonMaxActive>, <ButtonClose>, vanno aggiunti fuori dalla sezione <WindowStyle>.

<ButtonMin>/percorso/del/file.xpm</ButtonMin>

Un’altra simpatica feature, che farà contento qualche nostalgico (o nostalgica, non dimentichiamoci il gentil sesso) di KDE3, è l’assegnazione di uno sfondo diverso a ciascun desktop.

jwm_desktops

JWM: sfondi desktop multipli

All’interno del tag <Desktops> si aggiungono le sezioni <Desktop> (senza “s”!) con le impostazioni del nome (che comparirà nel pager) e dello sfondo di ciascun desktop virtuale.

<Desktop name="Primo">
<Background type="image">/percorso/file/wallpaper.jpg</Background>
</Desktop>
<Desktop name="Secondo">
<Background type="solid">blue</Background>
</Desktop>
<Desktop name="Terzo">
<Background type="gradient">red:green</Background>
</Desktop>
<Desktop name="Quarto">
<Background type="tile">/percorso/file/pattern.png</Background>
</Desktop>

Una quinta modalità di definizione del desktop è l’esecuzione di un comando, come già visto per la “famiglia *box” (fbsetbg, esetroot, nitrogen, a voi la scelta): <Background type="command">comando</Background>

jwm_groups_oclock

JWM: oclock “trasformato” con le opzioni finestra

Last but not least, un esperimento ben riuscito con le opzioni dei <Groups> per avere un orologino su desktop. Niente “widget” o robine esotiche: si tratta del buon vecchio oclock per il quale ho definito un gruppo con appositi criteri.

La finestra di questa classe di applicazioni sarà (nell’ordine del codice qui sotto) senza bordi né titolo, presente su tutti i desktop, non elencata nella tasklist e nel pager, sul layer di fondo (sotto tutte le finestre) e che non diventa mai attiva.

I parametri della linea di comando fanno il resto per renderlo trasparente e posizionarlo nell’angolo in alto a destra dello schermo.

<Class>Clock</Class>
<Option>noborder</Option>
<Option>notitle</Option>
<Option>sticky</Option>
<Option>nolist</Option>
<Option>nopager</Option>
<Option>layer:below</Option>
<Option>nofocus</Option>

Così “conciato”, ci si accorge che è comunque una finestra normale solo perché funziona ancora lo “snap” con le altre finestre.

jwm_transp_compton

JWM: trasparenze con compton

E se siete amanti delle trasparenze, non potrete fare a meno di giocherellare con un compositor esterno come compton, successore (fork di un fork!) del derelitto xcompmgr (morto e sepolto, lasciatelo perdere!).

Lo sviluppo di compton procede, c’è il suo bel PPA e, a quanto pare, dà anche buoni risultati. Se avete fatto caso ai tag <Opacity>, il valore racchiuso viene passato al compositor per creare l’inutile meraviglia di finestre e menu traslucidi.

Comunque, perché no? 🙂 Nelle mie prove ha preso (al minimo degli effetti) meno di 2 MB di RAM con impegno minimo della CPU durante lo spostamento di una finestra.


Distribuzioni e Ulteriori risorse di informazione

  • Puppy Linux: la distribuzione più fedele a JWM (per chi capisce la battuta ;-)). Sui diversi forum di supporto si possono trovare suggerimenti e soluzioni sull’uso di JWM. Inoltre Puppy, proprio perché ne ha fatto il suo WM ufficiale, dispone di vari strumenti grafici di configurazione (cioè non vi tocca modificare i file a manina!).
  • Tiny Core Linux, SliTaz, Damn Small Linux: mini-distro rispettivamente da 10, 30 e 50 MB per PC “più che datati”. Il punto in comune è la bassissima richiesta di risorse, che si paga purtroppo con applicazioni datate e mancanza di funzionalità. Sebbene non siano “per tutti”, questi piccoli pinguini meritano un’occhiata almeno per carpire qualche buona idea di configurazione.

La ricerca su Distrowatch presenta qualche altro risultato utile.


Conclusioni

JWM, si è probabilmente capito, mi è piaciuto molto: leggerissimo, un po’ spartano graficamente ma ben configurabile. JWM raccoglie davvero tantissime funzioni in un “pacchetto” minuscolo, rendendolo estremamente adattabile. Compilarlo da sorgenti escludendo tutte le opzioni (e dunque tutte le relative librerie -dev) porta ad avere un processo che richiede solo 1.5 MB di RAM (contro i comunque miseri 5 MB del “full optional”).

Ho avuto un PC, uno dei più vecchi che riesca a ricordare, su cui JWM non sarebbe riuscito a girare: aveva il DOS 6.0 come sistema operativo 😀

JWM si piazza pari merito con Fluxbox (che ha qualche raffinatezza in più) al primo posto della mia personale classifica di window manager. Più esploro queste alternative ai desktop environment completi più mi rendo conto che la vera discriminante nella mia scelta non sta tanto negli aspetti estetici quanto nella disponibilità di strumenti di configurazione user-friendly. Sull’ottimo KDE ho di recente disattivato quasi del tutto gli effetti grafici, ho un pannello semplicissimo con qualche lanciatore, il menu ed il vassoio di sistema: nulla che non si possa emulare anche con qualcuno dei software “accessori” già visti (pannelli e dock). Eppure non posso rinunciare alla comodità delle “Impostazioni di sistema” ordinate e completamente integrate, alla comodità di una distribuzione già pronta e praticamente completa per le mie necessità. Ci vorrebbe un “muletto” su cui provare a fare il “salto” e mettere a frutto quello che sto imparando ogni volta che “spulcio” un window manager. Ma questa è tutta un’altra storia.


Aggiornamento (14/10/2013)

Grazie a Cippaciong che ha speso un po’ di tempo per compiere un esperimento degno del dottor Frankenstein (seguite la discussione nei commenti). Aiutato probabilmente dal figo Igor (si pronuncia “Aigor”) il temerario scienziato ha osato riportare in vita un ferro vecchio (da cui l’appropriato hostname) con le seguenti caratteristiche:

  • CPU: Celeron 466MHz
  • RAM: 372MB
  • HD: 8GB
  • Scheda video: nVidia Riva 32MB

Per non farsi mancare niente, Cippaciong ha osato installare Arch Linux cui ha aggiunto (ovviamente) JWM compilato al minimo sindacale (icone? no! multilingua? neanche! xinerama? non scherziamo! etc…).

Dotazione software:

Malgrado tutti i tentativi di alleggerire il carico, ferrovecchio arranca non appena gli si chiede di poter portare in giro una misera finestrella o aprire qualcosa in più di un paio di terminali 🙄 ma ciò non toglie niente alla validità di questo folle esperimento!

jwm_cippaciong


Quale sarà il prossimo window manager a finire sotto le mie grinfie? Non ne ho la minima idea, pescherò qualcos’altro dalla listona!

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Complimenti per l’ottima recensione! E’ davvero dettagliata e ricca di informazioni utili, considerato soprattutto che JWM a voler vedere è uno dei WM meno noti e capita raramente di trovare articoli dedicati a lui.
    Mi fai venire voglia di provarlo, a casa avrei un paio di PC così datati a che lo apprezzerebbero! 😉

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    • Grazie. In effetti non gode di molta fama al di fuori di Puppy (e qualche temerario utente di Debian o Crunchbang) ma merita decisamente una prova. La documentazione ufficiale non è male ma non ha esempi. Gli esperimenti per far funzionare il tutto sono lasciati agli utenti!
      Ti posso dire che anche su una VM da 256 MB non ha alcun problema (salvo avviare qualche “bestia” tipo Firefox che si ciuccia da solo tutte le risorse).
      Se ti ci metti a giocare anche tu fammi sapere, mi interesserebbe vedere qualche configurazione per uso “reale”.

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      • Il problema di questi WM è che purtoppo, per quanto possano essere leggeri, ormai i programmi che ospitano non sono così attenti al nostro hardware attempato.
        Credo che sarebbe interessante provarlo su arch (sempre fedele =D) che è perfetta per configurazioni personalizzate, in combinazione con programmi molto leggeri. Vim, weechat, ncmpcpp (o moc), mupdf, ranger, e un browser meno avido di risorse tipo luakit, dwb o vimprobable.

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        • D’accordo, ma per me vale anche un’altra considerazione: quanto è vecchio l’hardware più vecchio che hai? Anche se ha una decina di anni ti può bastare per una distro moderna senza troppe limitazioni. Oltre i 10 anni di età allora parliamo di HW che riduce drasticamente le possibilità di utilizzo, a prescindere dal WM/DE che ha. Leggere un DVD su un single core 3 GHz/1 GB RAM mi ha dato qualche noia (con Xubuntu 10.04).
          Un WM leggero d’altronde ti lascia libera un bel po’ di RAM ma fa poca differenza in termini di CPU in idle. Quel che non usa il WM può essere usato dai programmi evitando lo swap -> migliori prestazioni.

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          • Eheh, io parlo di un Celeron 466 MHz con 256 MB di RAM e 8 GB di hard disk.
            Computer con 1 GB di RAM e CPU da 3 GHz sono vecchiotti ma ancora più che accettabili per i miei standard =P

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            • Eheh 🙂 qui ti volevo portare! Hai davvero dei pezzi da museo! E allora sì, una distro ridotta ai minimi termini (manco Ubuntu minimal va bene, magari Tinycore?) con JWM compilato senza fronzoli (il link nel post è alla wiki di Arch) o qualcosa meno di JWM stesso, ma devo ancora arrivarci. Magari nei prossimi post…
              Per curiosità, con quell’hardware cosa ci fai attualmente?
              E dire che l’idea di questi post è nata proprio dal tentativo di recuperare un catorcio… che ti regalo volentieri se ti serve!

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              • Cosa ci faccio attualmente? Direi soprammobile se non fosse che sta sotto al mobile perchè è troppo ingombrante =). In realtà io mi trovo bene anche senza avere alcuna interfaccia grafica, mi basta tmux e un paio delle applicazioni che ho scritto sopra, credo che si potrebbe addirittura lanciare browser grafici (l’unica tipologia di programma per cui non mi basta un interfaccia cli) in singole istanze di xorg per ridurre al minimo le risorse richieste.
                Rimangono però due grossi problemi che sono quelli che mi costringono a lasciare il ferrovecchio sotto al mobile: consumi e rumore.
                Detto sinceramente, ormai che senso ha usare PC del genere come homeserver quando con 50€ mi sono comprato un raspberry che non emette un suono, consuma 5W e mi fa girare tranquillamente nginx, mysql, php, owncloud e transmission senza battere (quasi) ciglio?
                Diciamo che gli unici scopi che restano ad un PC del genere sono due: divertimento misto a un pizzico di nostalgia.

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                • Il Raspberry ha contribuito a pensionare parecchi ferri vecchi. Ci ho messo le mani un paio di volte (con Raspbian – LXDE) ed effettivamente non ti fa rimpiangere un “vero” pc, a patto di non pretendere troppo. Però il fascino della “sfida” di far funzionare un catorcio, specie con le infinite possibilità di Linux, è difficile da ignorare.

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                  • Ok ok, ho capito che mi stai obbligando a sfruttare questi ultimi giorni che mi separano dall’inizio del nuovo anno accademico per rispolverare il ferrovecchio e fargli vivere una seconda giovinezza. 😛

                    Mi piace

                    • Io non ti “obbligo”, tuttalpiù ti “incoraggio” 🙂 quindi, insomma, … fai un po’ tu! Certamente se ti resuscita il ferrovecchio lo voglio sapere. Guarda, ti pubblico anche una foto del “miracolato” se vuoi!

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                    • cippaciong

                      Sto installando ora Arch.. Sarai il primo a vedere il risultato 😀

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                    • Grandissimo! 🙂 Attendo notizie.

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                    • cippaciong

                      Allora, ho installato tutto quanto: JWM, ranger, vim, ho schelto st come terminal emulator e surf come browser web. Purtroppo non ho ancora avuto il tempo di personalizzarlo un po’, ho solo aggiunto qualche icona ma a parte quello nient’altro, neppure un wallpaper ^_^’
                      Purtroppo le prestazioni non erano eccelse nè con la prima VGA che ho provato (Una S3 Savage 4 da 16MB) nè con la seconda (nVidia Riva 32MB, credo) però avendo alle spalle un misero Celeron da 466MHz non è che si possa tanto incolpare il software 😀
                      In realtà tranne qualche rallentamento che si verifica di tanto in tanto, i programmi e il WM girano abbastanza bene e usano davvero poca RAM (~40MB con terminale, browser e vim aperti), è quando si spostano le finestre che il PC non ce la fa e inizia a laggare (mai avuto freeze o crash comunque).
                      In ogni caso, adesso ho intenzione di finire di personalizzare JWM e di mandarti uno screenshot/foto celebrativo/a 🙂 . Dopodichè volevo provare a vedere come si comporta con un WM tiling leggerissimo e avevo in mente a tale proposito di provare MonsterWM [1] che ho avuto modo di testare soltanto per qualche giorno sul netbook.

                      Ti terrò aggiornato 😉

                      [1] https://github.com/c00kiemon5ter/monsterwm

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                    • Prova ad impostare MoveMode ad “outline” anziché “opaque”. Dovresti compilare JWM con il minimo delle opzioni per risparmiare qualcosa (4-5MB, che nel tuo caso sono oro!).
                      Aspetto tutto quello che vorrai mandarmi, la mail è nella pagina Contenuti / Licenza / Contatti.
                      Anzi, per quanto mi riguarda (qui sono il capo e decido io :-)) puoi anche scrivere un post intero!

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                    • E finalmente, ecco JWM in tutta la sua installazione minimale!

                      Alla fine ho provato a compilarlo disabilitando tutte (credo) le opzioni possibili e qualcosina in termini di prestazioni l’ho guadagnato. Purtroppo però non è stato ancora sufficiente, le applicazioni sono un po’ rallentate. Lo noto soprattutto con vim che in TTY va benissimo mentre se lo lancio da JWM lagga abbastanza.
                      Il prossimo passo sarà come ho già detto, provare monsterwm e vedere come va, anche se ho qualche dubbio su quando riuscirò a farlo dato che ho ripreso le lezioni e il tempo è letteralmente evaporato ç_ç

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                    • Comunque niente male. 90 MB con tmux (con ranger e htop, se non sbaglio) e surf (è proprio lui?) che penso sia responsabile di gran parte della RAM occupata.
                      Certo 40% di CPU praticamente senza far niente non è poco: “ferrovecchio” (:-D)) è degno di questo nome.
                      Grazie del tempo che ci hai dedicato, aggiungo la foto al post. Se vuoi aggiungere qualche dettaglio fai pure.
                      Aspetto notizie di questo “famigerato” monsterwm (ho visto la pagina del progetto): chissà se riesce a fare il miracolo!

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  2. obo

    Che figo, è la prima volta che ne sento parlare, e che figo! Quasi quasi quando ho tempo lo butto sul raspberry tanto per avere una minima interfaccia 😄

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    • Vai vai, che sei hai bisogno di qualche dritta ormai sono ferratissimo in materia! E comunque se lo configuri bene può essere un’interfaccia anche ricca ed esteticamente gradevole. Con i quattro pasticci che ho fatto io già si intravedono le potenzialità. JWM + pcmanfm o midnight commander e sei a postissimo! 🙂

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  3. Pingback: Window managers -4- JWM (ENG) | Extended Reality

  4. Pingback: Window managers -1- Introduzione | Extended Reality

  5. Chi sa nei “Groups” di JWM quali “Options” sono ammesse?
    Qual è la differenza tra “Name” e “Class”?
    Qui si usa Linux.
    http://www.puppylinux.or

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