Best of the Worst – Estate 2013

Ariecchimi! Dopo le tanto agognate vacanze, trascorse interamente al mare! Eh già, niente soggiorni nel paesello di montagna che mi ha ospitato l’anno scorso (e che ha propiziato il Best of the worst – Estate 2012), con somma tristezza del farmacista locale a cui rimarrà sul groppone un bidone di antistaminici ordinato in previsione del mio arrivo. Somma gioia mia, invece, non costretto a stare chiuso in casa ed a mettere la testa fuori solo dopo la pioggia come una lumaca. Comunque, a prescindere, preferisco il mare e basta! Sia che nuoti, mangi o stia in ozio totale spiaggiato come un capodoglio, quando sono al mare mi si accende la spia della ricarica!

Mare, dunque, e libertà di andare in giro senza essere mezzo rintronato dai farmaci e con una faccia da tossico in astinenza: il risultato sono molte osservazioni di fauna umana (come l’anno scorso) e nessun disegnino post-vacanze (tipo questi). Nel caso non si fosse capito, sono andato al mare. 🙂

Iniziamo dall’inizio

pizza_sospesaUna bella iniziativa scoperta il giorno prima di lasciare tutto e fuggire verso lidi non molto lontani. Pur di lasciare la cucina intatta, avevo optato per una strategica pizza da asporto, presa personalmente dal fido Tonino ai 3 Santi. Da una lavagnetta in bella mostra all’ingresso della pizzeria, vengo a sapere che il fido Tonino ha istituito la “Pizza Sospesa“, alternativa nutriente al “caffè sospeso” di tradizione napoletana.

Per chi non lo sapesse, quella del “caffè sospeso” è l’usanza di lasciare al bar un caffè aggiuntivo oltre al proprio, a disposizione di chi non può permetterselo. È un piccolo, anonimo gesto di solidarietà che, in questa nuova e “sostanziosa” variante, diventa la salvezza di chi non sempre riesce a mettere insieme il pranzo e la cena.

Con questo in mente, sono stato ancor più contento di lasciare una pizza sospesa, con i migliori auguri a chi l’ha gustata. Con il solito sorriso e la solita rapidità, Tonino mi dice: «Con la tua so’ 22, ma fino a qualche giorno fa ce ne steven’ sissantott’ (68)! Aspè, mò tengo ‘cche ffà…».

Tempi duri da queste parti, per cui la pizza sospesa è decisamente il Best of the Best di questa estate.

Sbafate pizza ed indispensabile birra, tutti a nanna che l’indomani si parte!

Da lavoratore a bagnante in tre facili mosse

Ovvero: via le scarpe, via i vestiti, costumino ed è fatta. Le scarpe, soprattutto, che ho rivisto molto di rado durante tutta la vacanza. 😀

Nei primi giorni in costumino e infradito sono stato preso da quella che ho battezzato “Sindrome delle tasche piene”. No, non nel senso: “ne ho piene le tasche di questa roba e quindi devo andare in vacanza”, cioè anche in quel senso ma non proprio…

Abituato ad avere in città il solito corredo di borsa-telefonino-portafogli-chiavi-gadget, un attimo prima di tuffarmi avevo l’istintiva reazione di mettermi le mani in tasca nel timore di fare affondare con me le suddette cianfrusaglie. Ovviamente non avevo portato in acqua assolutamente niente e, soprattutto, non avevo nessuna tasca in cui mettere le mani: sono andato a vergognarmi sott’acqua un bel po’ di volte prima di guarire.

Smart phones, dumb people

Parlando di gadget e acqua, non ho potuto fare a meno di notare le tante persone che si ostinavano ad usare il telefono o il tablet mentre erano a mollo in un buon metro d’acqua. A meno che non si trattasse di un nuovo modelli di SamSUB o di qualche iFond, in generale l’acqua (per di più salata) e l’elettronica non vanno troppo d’accordo (o meglio, vanno fin troppo d’accordo!).

Incuranti di tutto ciò e fieri dei loro schermi touch ormai salmastri, questa schiera di “idrofonisti” ha continuato a farsi “o’ bbidè” [1] nell’acqua parlando, fotografando e socializzando (nel senso dei social network) pur di non rinunciare al cellulare. Qualcuno in realtà è andato apposta in acqua per telefonare! Immagino comunque che la “Timeline” di molte persone si sia riempita di un’ondata (!!!) di foto di questo tipo:

Oceanbubblecloud

Inviato …BLUB!.. da …BLUB!… iPhone

E tutti sotto a sfottere:

  • “Cos’è, c’hai il telefono che va in App-nea?”
  • “A 10 persone piace questo elemento, ad altre 50 è sparito ogni dubbio che tu sia un emerito co***one”
  • “Ma adesso se lo appoggi all’orecchio senti il mare, come con le conchiglie?”

Via dalla pazza folla

Non pretendo di avere una spiaggia deserta in pieno Agosto, sicuramente non in Italia. Mi accontento di ritagliarmi il mio spazietto vitale sotto l’ombrellone e spero che i miei vicini (molto vicini!) facciano lo stesso: tutto sommato quest’anno mi è andata bene.

Di gente però ce n’era eccome, e allora si vedevano persone che arrivavano con sdraio e lettini praticamente in acqua pur di mettere qualche altro centimetro di sabbia tra sé e gli altri. Una buona alternativa, seppure temporanea, era quella di trasferirsi sul classico pedalò, abbordandolo con ferocia da pirati dei sette mari (e un paio di laghi). Tanta, tanta gente ammassata su qualcosa che è poco più di un canotto, poco meno di una barca: li vedevo andare e immaginavo scene con un mix di Titanic e Costa Concordia, li vedevo tornare e cercavo di capire chi era lo scafista.

C’era anche chi non sembrava minimamente accorgersi o curarsi di tutto questo marasma: impassibili, irriducibili, un paio di personaggi (sempre gli stessi) che pretendevano di fare jogging a riva in mezzo alla folla, tra l’altro sotto il sole di mezzogiorno o giù di lì.

Oh, gente, ma vi hanno allungato il Gatorade col Tavernello? Riuscite a vedere oltre la visiera del vostro cappellino SportFashionUltraMarathonCorriCorriCheTiPiglio Decathlon 1,99€? Gente che passeggia, palloni, materassini, racchettoni, bimbi che scorrazzano o fanno buche e castelli di sabbia da condono edilizio: ci avete appena appena fatto caso?

Sport estremi

E parlando di sport, appunto, come non parlare di tutti quelli che tentano di ammazzarsi a pallonate? Nel regno del Super Santos terra-aria, giovani e meno giovani tirano legnate tremende dalla riva verso l’acqua dove “il portiere” si esibisce in salti acrobatici tipo orca assassina (ma con molta meno grazia) per parare il bolide.

Volete la mia opinione? Si stanno, bersaglio e tiratore, solamente “sparando le pose” [2]: quello a riva facendo un po’ il fenomeno con il pallone prima di tirare la botta, l’altro a mare saltando inutilmente per esibirsi, che tanto il pallone lo becca una volta su dieci. E così vanno avanti, in un’escalation di “Più forte! Più lontano!” fin quando a) una pallonata finalmente tramortisce il portiere, o b) il pallone si perde in mare e vaffa*****!.

Il giuoco dei racchettoni serve allo stesso scopo e negli stessi modi, tranne per la faccenda del tentato omicidio. Con una pallina di gomma è più difficile colpire in maniera letale una persona (ma ci si può divertire provandoci!) e quindi entrambi i giuocatori possono concentrarsi sul sembrare i Roger Federer del Lido “Da Nando” anche se si vede subito che non gli è affatto chiara la differenza tra una racchetta ed un tegame.

Questa te la paro!

Un’ultima nota: spesso questi stessi sportivi da spiaggia sono quelli che, sotto un sole che può rosolarti a puntino in pochi minuti, prendono al bar un bel mojito o magari un paio di birrette. Una volta ho anche sentito qualcosa a proposito di un “Vodka lemon” o roba del genere. Perché tanto dentro c’è il ghiaccio, che rinfresca, fa niente se il resto è un corroborante liquido a 40° alcolici che potrebbe prendere fuoco. Ma l’autocombustione è un rischio che vale la pena di affrontare pur di fare i fighi in spiaggia come in discoteca, perché l’acqua fresca e il succo di frutta sono troppo da sfigati! Cin cin!

Maniaci ossessivo-compulsivi

Cosa fai al mare quando non sei in acqua? Per alcuni la risposta è semplice ed è sempre la stessa. Un bel po’ di persone intorno a me aveva letteralmente la mania delle carte: rinfrescarsi con un tuffetto, asciugarsi velocemente e poi subito sotto con la Scala 40, il Burraco o lo scopone scientifico. Ore e ore di mischia/taglia/dai carte/conta i punti senza che l’idea di leggere un libro (va bene anche una rivista!) o fare una passeggiata sul bagnasciuga sfiorasse minimamente questi cartari incalliti.

Altro gruppo di maniaci degno di nota era quello dei compratori compulsivi. Ce li avevo proprio di fianco, non potevo non notarli in tutti i dettagli. Dunque: gruppo piuttosto variopinto, con mamme, padri, zii e rispettiva prole + fidanzati/e. Le femminucce (soprattutto) di questo folto gruppetto non si facevano sfuggire neanche uno dei molti venditori ambulanti che percorrevano la spiaggia da mattina a sera, tanto che ormai vedevo queste bancarelle semoventi rallentare quando arrivavano dalle nostre parti.

Dai copricostume ai racchettoni, passando per braccialetti, cappelli e occhiali da sole, le signore e signorine guardavano e valutavano accuratamente tutti gli articoli come se mai in vita loro avessero visto cose simili. “Ooh, gli occhialetti a specchio! Ooh, i pareo colorati! Ooh, le borse tarocche!”, come gli i Indios che scambiavano il loro oro con le perline colorate dei conquistadores. E mica una volta sola! Ogni giorno, anche con gli stessi ambulanti per vedere se c’era qualche “nuovo arrivo” in negozio. Il tutto vicino al mio lettino, che era diventato affollato come il mercatino rionale. Fortuna che sono andati via presto!

Incremento del PIA (Prodotto Interno Ambulante) durante il soggiorno 200%, dopo la partenza: -150%.

E veniamo al soggetto più interessante del circo… ehm… della spiaggia: la pèreta abbrustolita (p.a.), che passo a descrivere con tono da documentario di SuperQuark (immaginate la mitica voce di Claudio Capone).

In napoletano il termine “pereta“, letteralmente il “peto”, riferito ad una donna indica colei che se la tira, fa un po’ la str***a (direbbe un non napoletano). La variante “abbrustolita” è colei che passa la sua giornata a prendere il sole, senza fare nient’altro. In questo modo la p.a. può non solo tirarsela su quanto è (crede di essere) bella e bona, ma anche su quanto è perfettamente ed uniformemente abbronzata, in una gara senza quartiere tra perete.

Per raggiungere il primato, la p.a. beve un po’ e non mangia, per non sprecare tempo di esposizione al sole. Ella si nutre probabilmente della stessa crema solare che si spalma abbondantemente e che per questo motivo sceglie multivitaminica con estratto di betacarotene, prosciutto e mozzarella.

L’equivalente maschile è ugualmente dedito all’abbronzatura, ma solo funzionalmente all’esaltazione della propria muscolatura (reale o presunta, la panza non è un muscolo!). Per questo motivo lo si può trovare alternativamente sul lettino o impegnato nei giuochi di cui sopra.

Una caratteristica frequentemente riscontrata nel maschio della specie è il petto (o anche l’intero corpo) depilato: grasse risate (dissimulate) quando la depilazione porta, in unione all’esposizione solare, una diffusa irritazione dei follicoli piliferi violentemente sollecitati dalla procedura, con conseguente estesa comparsa di punti rossi e brufoletti che nessuna abbronzatura può nascondere.

Lettura & Ascolto

Note di chiusura, con un velo di tristezza. Della serie “La cultura muore giovane”: mentre ero in libreria a cercare qualcosa di leggibile in mezzo ai vari “bestseller” moderni da due soldi, entrano due ragazzini di poco meno di dieci anni. Uno, il più piccolo, cerca un libro economico, un libro vero, magari un racconto per ragazzi. Gira qualche minuto tra gli scaffali, finché l’amico gli fa: «Lascia perdere ‘sti libri troppo lunghi, che tanto non te li leggi! Dai pigliamo questo!». Ed escono con il libro (!) delle barzellette di Totti, prezzo 3.90€. Scoramento a mille. Spero che i genitori l’abbiano bruciato (il libro, non il bimbo) e si siano occupati di comprare qualcosa di meglio.

Passiamo alla musica, và: complice la definitiva frittura del mio Suonamusica Digitale, avevo purtroppo le orecchie non protette da una selezione musicale abbastanza da brivido, con pochi pezzi salvabili. Una paccata di musicaccia da discoteca della peggior specie, tipo “tunz! tunz!”, 4 note e 2 frasi ripetute fino alla nausea (non passava molto prima di arrivarci) e poi cover, cover e ancora cover.

Personalmente ho un certo pregiudizio verso le cover, preferendo con rarissime eccezioni gli originali. Essenzialmente ho classificato le cover in tre categorie: le “languide”, le “hip hop” e le “dance”.

Cover languide: prendete una qualunque sconosciuta cantante, datele una qualunque canzone da “Welcome to the jungle” dei Guns al “Ballo del cavallo” (spoiler: “E hop! hop! hop!”) e fategliela cantare come Jane Birkin in “Je t’aime, moi non plus”. Ripetete l’operazione con diverse canzoni fino a poter riempire un CD. Disseminate i CD nei contenitori delle offerte speciali degli Autogrill.

Cover hip hop: prendete una canzone qualunque (vale il criterio di prima), aggiungete nel testo uno “Yo!” ed un “Check it out, man!” ogni tanto. Ed è subito Autogrill.

Cover dance: il giochino è chiaro ormai, no? Però qui c’è la menzione speciale: una cover dance di una canzone dance. Dance-ception! Parlo di una tremenda cover di “Rhythm of the night” di Corona nei pienissimi anni ’90, che faceva più o meno così:

[Sample della canzone originale: “This is the rhythm of the night!”]

[Un po’ di suoni a ca**o assolutamente diversi dalla melodia originale]

[Un’altra volta il sample della canzone originale: “This is the rhythm of the night!”]

[Altri 30 secondi di altra musica]

…e così via: notevole. Per onestà l’autore avrebbe dovuto dire: «Cioè… Io stavo facendo ‘sto pezzo mio che spacca, no? Allora, cioè, ero troppo in fissa e mi sono dimenticato lo stereo acceso nel tinello, no? E allora, cioè fratello, mi si è registrato un po’ di questa canzone sopra. E così spacca ancora di più!».

Consolatevi con l’originale, che ha ancora il suo perché:

Boh, io magari adesso avrei finito, che era un po’ che non sproloquiavo e mi stavo facendo un post addosso a forza di trattenermi.

Magari mi raccontate anche voi le vostre vacanze tipo tema delle elementari? Io intanto sto qui a spellarmi ed a guardare quel poco di abbronzatura che ho svanire giorno dopo giorno.

Alla prossima (vacanza)!


Note:

[1] farsi “o’ bbidè”: praticare le abluzioni intime

[2] “sparando le pose“: mettendosi in mostra

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Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Io sono in vacanza adesso ma te lo dico solo perché la cosa potrebbe farti rosicare 😉 Mare anche io. È la fortuna di avere i genitori che vi abitano se non ci si può permettere niente di più! Comunque la cosa della pizza sospesa la trovo stupenda. Già amavo il caffè sospeso 🙂

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  2. Ecco, cosa dovrei dire adesso? Mi hai tirato un paio di accidenti quando ho detto che andavo in vacanza ed ora io sono al lavoro e tu a goderti il mare, sicuramente meno affollato del mio! Mmmh… Boccaccia mia statti zitta!!! 👿

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  3. Ma fai, fai pure! Sono imperturbabile! 😉

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  4. Ralph Magpie

    “Il ballo del cavallo” è stato un “must”! Purtroppo ha raggiunto anche le mie pur navigate orecchie con improvvisa nascita di istinti omicidi verso il pianista di turno e i praticanti del famigerato ballo di gruppo. (ebbene si è un ballo di gruppo!!!)
    E spesso mi chiedevo, giusto per non ammazzare qualcuno, ma il Salvatore come avrebbe interpretato questo ballo ? ….

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  5. Nooo! Hai avuto la fortuna di trovarti in mezzo ad un ballo collettivo con questo gran pezzo!!! Come ti invidio, ma assai assai!!! E tu ovviamente ti sei lanciato subito, vero? “E hop! hop! hop!”, ti ci vedo proprio!
    P.s.: Mah, Salvatore ormai se ne sarà fatto una ragione… 😉

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  6. Eheh ne hai un po’ per tutti eh? 🙂
    Lo ammetto…in acqua col telefonino sono entrato pure io…ehm… 😉
    A proposito di gente che si spara le pose, mi è capitato di vedere una coppia che per l’intero giorno non ha fatto altro che prendere il sole sul materassino e giocare a racchettoni. Però cazzarola, erano veramente una bella coppia, ma proprio nel vero senso della parola “bella”. Secondo me erano un modello e una modella. Insomma, solitamente non sopporto le persone che se la tirano ma quei due sono stati un’eccezione.
    Chi invece avrei volentieri scaraventato a mare è una signora, in vacanza col marito (o compagno, boh) e la figlia sedicenne annoiata (o incazzata ad avere una madre così). Insopportabile!! Ci siamo trovati sulla stessa barca che viaggia sulla costa più bella della Sardegna: l’Ogliastra (se non ci sei mai andato, vacci!! Io ci sono andato quest’anno per la prima volta e mi sono innamorato di Cala Mariolu). Il “comandante” era simpaticissimo e spiegava tutto ciò che ci trovavamo di fronte. insomma, sapeva fare il suo mestiere. Alla signora (che non me lo toglie nessuno dalla testa è una pezzente che ha trovato il pollo da spennare nel marito e che credo non abbia mai lavorato in vita sua e ritiene che i pezzenti siano gli altri e per questo era pure infastidita di dover respirare la stessa aria che respiravano tutti gli altri a bordo) evidentemente non era gradito. Ha passato l’intera giornata a lamentarsi del comandante che parlava troppo. L’avrei affogata!
    Ah, comunque ora sono nel mezzo della mia seconda settimana di ferie ,)

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  7. Vedo che ne hai qualcuna anche tu! Di tipi/e insopportabili purtroppo se ne trovano ovunque e in abbondanza. Osservarli e farsi una risata sui loro comportamenti aiuta a tollerarli (cioè a non scaraventarli in mare!).
    Bellissima la Sardegna, vorrei tornarci presto (ci sono stato da bambino).
    Buone vacanze!

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