Window managers -1- Introduzione

Da qualche tempo sto giocherellando come mio solito con i diversi flavour della famiglia Ubuntu e con Debian. Al di là delle release ufficiali con i principali desktop environment (DE) KDE, Unity, XFCE ed il recente LXDE, la mia attenzione si è rivolta verso le alternative più leggere offerte da semplici window manager (WM).

Questa curiosità non nasce tanto dall’esigenza di “rivitalizzare” pc obsoleti quanto dalla considerazione che, per il mio utilizzo casalingo tipico (essenzialmente web, musica e video), potrei tranquillamente fare a meno di tanti (comodi) strumenti, impostazioni ed automatismi vari.

Per la cronaca, sul mio infaticabile pc desktop (dual core 2.4GHz, 2 GB RAM) dalla veneranda età di 8 anni girava senza esitazione Kubuntu Lucid, sostituito recentemente da Kubuntu Quantal, con tutti gli effetti desktop di mio gradimento attivi e boot che non si fa attendere (quando capita di farlo, visto che “il vecchietto” si alterna tra accensione e sospensione in RAM per parecchi -davvero parecchi- giorni di fila) e programmi che si avviano prima ancora di riuscire a dire “Oh, ma tu l’hai mai ricompilato il kernel?”.

Mi sembra interessante comunque la possibilità di affiancare (sostituire?) ad un ambiente completo come KDE (che rimane la mia scelta “di produzione”) un altro ambiente più essenziale che, date le basse risorse richieste, possa risultare quasi “instant on” (tipo Express Gate di Asus). Ho quindi ricercato sia WM che offrissero un buon grado di usabilità malgrado la loro vocazione “minimale” sia distribuzioni già fornite con uno di essi (da ritoccare ulteriormente per renderle più specializzate nei pochi compiti richiesti). E a proposito di minimalismo, l’alternativa alla distro già pronta all’uso è ovviamente la creazione del proprio sistema a partire da una base di Ubuntu minimal / Debian netinstall (con le quali ho già un po’ di confidenza, ma l’idea è applicabile all’installazione minimale di qualunque altra distribuzione) con l’aggiunta del WM e dei software preferiti. Nel frattempo si mettono insieme buone idee da usare anche per qualche vecchio scassone da riciclare, che non si può mai sapere quando te ne capiti uno tra le mani.

“Questo sì, questo no”: selezione dei WM

Le mie principali fonti di informazioni per i due fronti di ricerca sono stati XWinman, ricco di notizie e riferimenti su una lunga lista di DE e WM, ed il noto sito Distrowatch. Partendo dalle informazioni trovate su Xwinman ho selezionato i WM più “promettenti”; quindi ho sfruttato la ricerca di Distrowatch per trovare le distribuzioni che li adottano, ovvero che forniscono un ambiente già preconfigurato con il WM scelto.

Dopo un po’ di visite ai siti dei WM più diffusi, occhiate più o meno approfondite alla documentazione e interminabili rassegne di screenshot per capire fin dove ci si può spingere con ciascuno di essi, ho fatto le mie scelte individuandone i criteri comuni, in aggiunta alla bassa richiesta di risorse (distro base + X + WM):

  • usabilità “tradizionale” (menu programmi, interazione con mouse, icone, pannelli, etc., anche se forniti da software aggiuntivi)
  • finestre sovrapponibili (stacking WM) e non solo affiancabili (tiling WM)
  • sviluppo attivo / release (abbastanza) recente / buona stabilità
  • disponibilità di pacchetti nei repository (per Debian / Ubuntu in caso di minimal install)
  • buona documentazione su uso e configurazione (ufficiale, wiki, dagli utenti)
  • bonus: adozione in qualche distribuzione (per vedere il WM già “in opera”)

Su Wikipedia c’è un interessante un confronto tra alcuni WM in base alle loro caratteristiche salienti.

La breve lista, rigorosamente in ordine sparso, che risulta da questi “filtri” include l’ultima release disponibile al momento della pubblicazione di questo post ed il nome del pacchetto corrispondente nei repository Debian e Ubuntu (in aggiornamento con i link alla guida):

Window manager Release Data Pacchetto WWW Guida
Fluxbox 1.3.5 13/02/2013 fluxbox HomeDocumentazioneScreenshot link
IceWM 1.3.7 30/06/2011 icewm HomeDocumentazioneScreenshot
JWM 2.1.0 25/09/2011 jwm HomeDocumentazioneScreenshot link
Fvwm 2.6.5 20/04/2012 fvwm HomeDocumentazioneScreenshot
Openbox 3.5.0 07/2012? openbox HomeDocumentazioneScreenshot link
Sawfish 1.9.1 01/09/2012 sawfish HomeDocumentazioneScreenshot
WindowMaker 0.95.4 03/01/2013 wmaker HomeDocumentazioneScreenshot
Flwm 1.02 30/06/2006 flwm HomeDocumentazioneScreenshot

Come ogni lista “personale” ovviamente qualcuno troverà la mia incompleta con inammissibili ed imperdonabili mancanze nonché zeppa di errori sesquipedali: se queste quattro righe qui sopra hanno un tale effetto dirompente sulla vita di qualche lettore me ne scuso ed invito cordialmente a fare le proprie rimostranze nei commenti.

In aggiunta alla lista dei WM eccone un’altra, altrettanta incompleta, con alcuni -pochissimi- esempi di distribuzioni che li adottano, permettendone una rapida prova:

Distribuzione Basata su WM adottati Note
Slackware fluxbox, fvwm A scelta, inclusi nel DVD di installazione
SalixOS Slackware fluxbox, lxde
antiX Debian testing dwm, fluxbox, icewm, jwm, wmii Versione “Base” senza icewm
DSL Debian fluxbox, icewm Basata su kernel 2.4.x
Puppy Linux Ubuntu o Slackware openbox
Zenwalk Slackware openbox
Tinycore flwm Minimale, non per uso desktop immediato

E adesso? Adesso mi metterò diligentemente a dare un’occhiata da vicino a ciascuno dei WM elencati, costruendo un ambiente minimale sulla base di una Ubuntu 12.10 Quantal con l’aggiunta solo di xorg e del pacchetto relativo al WM.

Nei prossimi post troverete quindi il resoconto degli “incontri ravvicinati” con uno o più window manager per raccogliere le informazioni essenziali, utili a farsi un’idea di ciascun ambiente:

  • come si presenta e cosa offre il sistema “puro”;
  • dove bisogna “mettere le mani” per configurarlo…
  • …e quanto è facile farlo;
  • quanto spazio su disco e quanta RAM occupa.

Ovviamente il confronto deve basarsi sul WM senza ulteriori aggiunte (ovvero il solo pacchetto e le relative dipendenze): l’estensibilità e le possibilità di configurazione -per chi ne ha tempo, voglia e capacità- sono virtualmente illimitate.

Le personalizzazioni di questi ambienti sono solitamente effettuate modificando alcuni -pochi- file di configurazione (questa è la parte “Dove mettere le mani”), in assenza di strumenti specifici (le classiche “Impostazioni di sistema” gestite da un’unica applicazione). Se da un lato questa necessità può rendere inizialmente più difficile l’approccio al WM scelto, dall’altro rende “trasparente” il processo stesso di personalizzazione, evidenziando i file su cui agire. In questo modo le proprie impostazioni risultano anche facili da trasportare su altri sistemi, salvare in caso di aggiornamenti o reinstallazioni (“because sh*t happens“) o correggere per riparare comportamenti indesiderati.

Un’ultima considerazione che faccio quando mi dedico a pasticciare con queste modifiche è che non bisogna avere fretta: non è necessario modificare tutto ciò che non ci piace subito dopo il primo avvio. È bene invece andare per ordine cambiando poche cose per volta, perfino lavorando su uno solo dei diversi file di configurazione per evitare confusione ed “effetti indesiderati”. Le modifiche si fanno solitamente una volta e per tutte: dopo un po’ di esperimenti e qualche ora di editor di testo avremo alla fine l’aspetto e le funzionalità con cui siamo a nostro agio e non avremo più bisogno di toccare nulla (fino al momento “sh*t” di cui sopra).

Riguardo l’ultimo punto delle mie valutazioni, non prenderò in considerazione i tempi di avvio/spegnimento perché questi sono generalmente contenuti in una manciata di secondi (si sta anche ben sotto i 10 in molti casi), tanto da rendere difficile una misura significativa.

E poi francamente trovo che non abbia molto senso preoccuparsi se il pc è pronto in 5 piuttosto che in 7 o 8 secondi… Mi sembra un’offesa alla memoria dei tanti che sono morti di noia e di vecchiaia aspettando che gli si avviasse Windows Vista. 😀

Ed a proposito di virtualità, per le installazioni come di consueto mi affiderò a macchine virtuali (con l’immancabile Virtualbox) create “a fagiolo”, che rappresentano una soluzione più che sufficiente per le prove limitate che intendo effettuare.

Nei limiti del possibile cercherò anche di provare (è una parola grossa, diciamo che ci darò un’occhiata!) qualche distribuzione già “impacchettata” con uno di questi WM.

A presto per i primi incontri ravvicinati con i window manager!

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. obo

    openbox l’avevo usato, con poco profitto a dirla tutta, per un breve periodo su un pc portatile vecchio (intel celeron e 256mb di ram per farti capire).

    sempre in passato ho avuto un periodo di ammattimento e nerdaggio duro usando solo compiz https://wiki.archlinux.org/index.php/Compiz#As_a_Standalone_Window_Manager e tamarrando il desktop con script in conky; ne ero abbastanza soddisfatto, ambiente tutto sommato leggerissimo e usabile.

    Gli altri wm li conosco per nome, ma non li ho mai usati, quindi leggerò molto volentieri i prossimi articoli di questo tipo 😉

    (tanto per: ora uso felicemente kde e in base alle esigenze di performance attivo/disattivo gli effetti video, e con gli effetti disattivati non vorrei dire troppe cazzate, ma kde lo trovo leggero quanto xfce)

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  2. Openbox e Fluxbox hanno una vocazione spinta all’essenzialità ma richiedono senz’altro di “prenderci la mano” per apprezzarli a pieno. Non ti dico altro perché ci sto scrivendo su (sono l’argomento del prossimo post, ti anticipo). Non ho usato tutti i WM che ho elencato, o comunque li ho usati per poco leggendo un po’ di documentazione: quello che mi sembra interessante di questi “esperimenti” è che si possono provare diversi approcci al concetto tradizionale di desktop.
    Anche io uso KDE con soddisfazione e l’ho trovato sempre fluido e reattivo (almeno da una certa release in poi del ramo 4.x, certo non da subito) anche con gli effetti attivati. Il consumo di memoria mi sembra anche sorprendentemente basso rispetto alla ricchezza del DE. Devo provare a spegnere gli effetti e vedere a che quantità di RAM arrivo. XFCE l’ho usato troppo poco per poter fare un confronto, ma lo proverei volentieri.

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  3. Ecco, è quando leggo questi tuoi post che emerge tutta la mia inadeguatezza… Possibile capire un concetto su dieci? Ma mi consolo alla svelta pensando che sei un geek e, quindi, appartieni ad un’altra specie e questa consapevolezza mi dà sollievo per qualche minuto 😉

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    • Ho una serie di risposte semiserie 🙂 da darti:
      1) Aspettavo con ansia un tuo intervento anche in un post “tecnico” dato che sei la “Top commenter” 2011 e 2012. Se questo è l’inizio della tua partecipazione anche alle mie elucubrazioni geek penso che anche il 2013 ti vedrà in cima alla classifica 😀 Se poi ti induco persino ad usare Linux avrai il titolo “honoris causa” fino al 2015. [Livello di serietà: 1/5]
      2) Ovviamente devo adeguare il linguaggio all’argomento e non posso permettermi di spiegare tutto: devo dare per assodati alcuni concetti o sperare di spingere chi legge a documentarsi. Io lo faccio per le “robe di computer” e lo stesso fai tu per l’arte o la letteratura. Quindi facciamoci un “pat pat” reciproco sulla spalla: non siamo inadeguati, siamo solo ignoranti in certe materie e ci offriamo un modo di esplorare una novità. [Livello di serietà: 4/5]
      3) Se hai capito un concetto su dieci, è possibile anche che io non sia stato chiaro quanto volevo. Quindi chiedimi degli altri nove. Chissà che spiegarteli non mi aiuti a capirli meglio.
      “Se non lo sai spiegare semplicemente, non l’hai capito abbastanza bene” (A. Einstein)
      [Livello di serietà: 6/5 – perché qui non ho scritto “pat pat” e ho il bonus per la citazione]
      4) Un’altra specie dici? Mah, sono pur sempre un bipede umanoide a sangue caldo con il pollice opponibile e la visione stereoscopica, non basta?
      [Livello di serietà: 0/5 – per evidenti motivi]

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  4. Sono lusingata per il paragone tra la complessità dei tuoi post e quella dei miei ma direi che, quanto a complessità, vinci tu millemila a zero! Il problema non è la tua chiarezza ma la mia distanza con l’argomento, motivo per il quale post del genere diventano motivo di studio più che di lettura. Ma non temere: alla bisogna chiederò qualsiasi cosa! Non mi tiro certo indietro quando c’è da capire 😉

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