Distro-test: Cinnarch 2012.10.01

Ci sono due curiosità, tra le tante che ho nel mondo di Gnu/Linux, che mi porto appresso da qualche tempo: Arch Linux e Gnome 3. Per vari motivi non avevo ancora sperimentato nulla a riguardo di entrambi.

Arch è una distribuzione “di nicchia”, destinata a chi vuole e sa metter le mani nei file di configurazione per far funzionare l’hardware o semplicemente per ottenere che il sistema installato si avvii! Ma Arch è così per scelta, fatta per esigenze e per utenti specifici, e regala in cambio la possibilità di personalizzare il proprio sistema nei minimi dettagli. Personalmente non mi sento ancora in grado di affrontare una simile sfida, specialmente perché mi mancherebbe il tempo di documentarmi adeguatamente.

Gnome 3 è il successore dell’arcinoto Gnome 2, altrimenti detto “Gnome classico”, pur portando notevoli cambiamenti. Io sono un utilizzatore abbastanza convinto e soddisfatto di KDE e, a dirla tutta, non sono mai andato pazzo per Gnome 2. Quindi perché voler dare un’occhiata al 3? Curiosità, in primo luogo, e la libertà di farlo senza restrizioni tipica del Free Software. Varie distribuzioni o “remix” (Mint, ad esempio che ne ha promosso lo sviluppo) stanno adottando in particolare la variante “Cinnamon” di Gnome 3 che, da quello che sono riuscito a capire, è il DE originale corredato di una serie di estensioni che ne migliorano/aumentano le funzionalità.

Essendo dunque ignorante in entrambi i campi, trovare una distribuzione come Cinnarch è stata una bella sorpresa, arrivata tramite un post su  LFFL (qui un altro post con una prima occhiata alla distribuzione). Cinnarch infatti è Arch già corredata di Cinnamon e provvista di un installer (testuale) che “aiuta” nel compito di ottenere un sistema “funzionante”. Trattandosi di Arch, le virgolette sono d’obbligo: un minimo di smanettamento me lo devo aspettare e guai a sbagliare qualcosa!

Come si può leggere nella pagina “Try it“:

“Cinnarch is in “Alpha” stage… so… you should wear gloves and helmet by the time of installation”.

Detto fatto, mi armo della solita immancabile Virtualbox e mi lancio nell’installazione. Attualmente non è possibile procedere all’installazione se non si dispone di una connessione ad Internet (post su Cinnarch forum). Certo, scaricare più di 400 MB di pacchetti aggiornati dopo aver già tirato giù una ISO da 650 MB può essere leggermente frustrante ma teniamo a mente la storia dello stato “alpha”, dell’elmetto e dei guanti.

Boot screen

All’avvio possiamo scegliere di procedere direttamente all’installazione, solo CLI per ora. La prova live per adesso può aspettare: se tutto va bene in live e poi l’installazione non “quaglia” mi salta tutto il programma di smanettamenti e tentativi di distruzione di Gnome 3/Cinnamon!

Sessione Live o installazione

Importante: se siete dietro un proxy, ammazzate prontamente la suddetta finestrina ed aprite l’intramontabile ed inevitabile terminale.

Root -> Proxy -> Setup

Da qui prima di tutto vi “travestite” da root, quindi esportate la variabile http_proxy (anche ftp_proxy potrebbe servire, comunque io non l’ho usato e sono ancora vivo) e solo allora lanciate direttamente il CLI Installer.

Più facile a farsi che a dirsi e ancora più facile a vedersi. L’utente root nella live non ha password, l’utente standard cinnarch ha come password “live”.

su root
export http_proxy=http://indirizzo.del.proxy:porta
/arch/setup

Così facendo partirà direttamente la procedura di installazione testuale (niente panico: è “pseudo grafica” non solo-testo-e-nulla-più, quindi niente sbrilluccicamenti ma uno straccio di finestrella almeno c’è) che comunque è l’unica attualmente disponibile.

Avvio CLI installer

La prima cosa che l’installer fa è cercare gli aggiornamenti di se stesso: ecco perché serve impostare l’eventuale proxy a priori. Fatto ciò, l’installer chiede di essere riavviato (sempre con “/arch/setup”) e si può finalmente cominciare a fare danni seri ed irreversibili.

Riavvio dell’installer (versione aggiornata)

I passi di installazione sono pochi ed essenziali: lingua e tastiera innanzitutto e poi data e ora (passi 0 e 1). La parte interessante comincia dalla preparazione delle partizioni su disco (passo 2).

steps

Possiamo effettuare questa operazione sia tramite GParted (incluso nella live) oppure seguendo le indicazioni dell’installer. Personalmente mi sono affidato all’opzione di “Auto prepare” che imposta le 4 partizioni suggerendone anche le dimensioni. L’installer richiede se utilizzare una tabella partizioni GPT o la classica MS-DOS. Per sicurezza è meglio affidarsi a quest’ultima a meno che non ci si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • si hanno dischi di capacità superiore a 2 TB,
  • gli altri eventuali sistemi operativi presenti sono capaci di leggere partizioni GPT,
  • il BIOS supporta tali partizioni ( BIOS recenti o UEFI).

Scelta la tabella MS-DOS, il risultato dell’operazione (manuale o “auto prepare”) è visibile nell’immagine di GParted.

GParted – stato delle partizioni

Scegliamo ora la fonte dei pacchetti, selezionando il mirror geograficamente più vicino. Come notavo all’inizio, con l’attuale release non è possibile prescindere dalla connessione ad Internet durante l’installazione. In caso di assenza di collegamento la procedura si ferma.

Selezione del mirror

Un bel malloppo di aggiornamenti ci attende, cosa che allungherà non poco la durata del processo. Finita l’installazione di tutti i pacchetti, è la volta di GRUB di essere scaricato ed installato.

Aggiornamenti

Dopo l’installazione, che prenderà più o meno tempo a seconda della bontà della vostra connessione, sembrerebbe venuto il fatidico momento di sperimentare la vera “Arch way” e modificare alcuni file di configurazione. In realtà la cosa si è rivelata meno traumatica del previsto:

  • mkinitcpio viene generato automaticamente (dite sempre di sì alle richieste dell’installer e incrociate le dita)
  • /etc/fstab conteneva già le informazioni corrette di tutte le partizioni (altrimenti bastano blkid e mount per ricavare le informazioni necessarie, quantomeno per far partire il sistema)
  • /etc/resolv.conf e /etc/hosts non hanno bisogno di modifiche (ci pensa Network Manager)

Nello specifico ecco cosa ho trovato in /etc/fstab:

# /etc/fstab: static file system information
#
# <file system> <dir>   <type>  <options>       <dump>  <pass>
tmpfs           /tmp    tmpfs   nodev,nosuid    0       0
# DEVICE DETAILS: /dev/sda1 UUID=5e666ac4-3c72-4368-b5ce-ef82f3dce92a LABEL=BOO$
# DEVICE DETAILS: /dev/sda2 UUID=d2c0a86c-b119-45cc-8b56-084b4c41a51e LABEL=SWA$
# DEVICE DETAILS: /dev/sda3 UUID=36fa582f-c89b-4562-915e-b2a8a8738821 LABEL=ROO$
# DEVICE DETAILS: /dev/sda4 UUID=fcf5f6ad-b57f-4085-9c44-f6bb75a03ec3 LABEL=HOM$
UUID=36fa582f-c89b-4562-915e-b2a8a8738821 / ext4 defaults 0 1
UUID=5e666ac4-3c72-4368-b5ce-ef82f3dce92a /boot ext2 defaults 0 1
UUID=d2c0a86c-b119-45cc-8b56-084b4c41a51e swap swap defaults 0 0
UUID=fcf5f6ad-b57f-4085-9c44-f6bb75a03ec3 /home ext4 defaults 0 1

Dunque a meno di esigenze particolari, di cui dovremmo essere consci e, di conseguenza, informati su come farvi fronte, abbiamo finito.

Sto cominciando a mettere le mani su Cinnarch per saggiarne le capacità e l’usabilità, partendo dall’ignoranza completa di Gnome 3 e Cinnamon. Per ora non posso dirmi particolarmente soddisfatto dalla reattività del sistema: pur occupando circa 200 MB di RAM all’avvio (quantità abbastanza normale per un DE moderno e discretamente “attrezzato”) il processore è spesso impegnato al 15-20% con punte anche dell’80% senza che ci siano applicazioni attive (eccetto ovviamente il monitor di sistema). Per confronto, Kubuntu Precise appena installata (su VM con identiche risorse di RAM/CPU) rimane al 2-4%.

Monitor di sistema

Le applicazioni si fanno attendere un pochino (persino il terminale) e c’è qualche sbavatura nel file manager che mostra un carattere non visualizzabile accanto all’icona della home utente e delle altre risorse di sistema.

Insomma la prima impressione è quella di un ambiente esteticamente gradevole, abbastanza funzionale (menu, accesso ai programmi ed alle impostazioni) ma ancora poco “performante”. Certo potrebbe essere colpa dell’hardware “virtuale”, tuttavia altre distribuzioni hanno mostrato risultati migliori con DE differenti (KDE prima di tutto, naturalmente, che rimane il mio preferito).

A questo punto non mi resta che smanettare un po’ per capire innanzitutto di che pasta è fatto Gnome 3/Cinnamon e poi per guardare finalmente dentro una Arch funzionante e capire come gestirla senza gli strumenti “user friendly” a cui mi ha abituato Kubuntu.

Faccio una previsione: mi stancherò presto di esaminare il nuovo piedone e mi dedicherò invece a capire se Arch può diventare una valida alternativa per le mie esigenze!

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

    Mi piace

  2. cippaciong

    Vado controccorrente e ti dico: secondo me dovevi provare a buttarti direttamente su Arch.
    Parlo da arciere ormai abbastanza rodato che è approdato su Arch 2/3 anni fa in una condizione di inesperienza generale.
    I punti principali del mio discorso sono due:
    1) Non serve essere capaci di metter mano ai file di configurazione per usare Arch ma basta aver voglia di imparare a farlo. Una volta che c’è questa Arch fornisce tutti gli strumenti (in relatà solo la wiki che basta e avanza però) e l’ambiente ideale per imparare; provare per credere.

    2) Nel farsi lo sbattimento di installare Arch si inizia a prendere dimestichezza col sistema, con eventuali problemi che si portranno avere e su come risolverli. Il problema di queste pseudo-derivate e che una volta installate l’utente non ha la minima idea di come comportarsi davanti ai minimi problemi o peggio, incappa in problemi che forse, iniziando da subito con l’ottica giusta e prendendo la giusta dimestichezza non risulterebbero nemmeno tali.

    😉

    Mi piace

    • Sono d’accordo su entrambi i punti ma, a parte la sacrosanta curiosità e voglia di imparare che non mi mancano (a differenza del tempo a disposizione!), mi frena una considerazione pratica: che vantaggio ne ricavo dall’avere Arch piuttosto che l’attuale Kubuntu?
      Ho Lucid e passerò appena possibile a Precise, entrambe LTS. Lucid ormai è una roccia, mai un tentennamento, mai un crash, programmi (quei pochi che uso) che si aprono in un attimo, boot/reboot (una volta a settimana!) rapido. Se volessi una rolling opterei per Debian mettendo in sources.list il canale di aggiornamenti (testing) anziché il nome della release (wheezy). Con l’hardware che ho non dovrei avere alcun problema (il pc ha 5+ anni) come non ne ho mai avuti con Kubuntu dalla mia prima Hardy ad oggi.
      Cosa c’è in Arch che giustifica “lo sbattimento”? Sono curioso di avere un’opinione di un arciere navigato. Vuoi scriverci su un post? Ti ospito volentieri. 🙂

      Mi piace

      • ues

        Eheh, ci penso un po’ e vedo di dare una risposta sensata a questa domanda, manca poco al fine settimana =)
        Per la questione post vediamo…se trovi che la mia risposta sia così illuminante da meritare tanta attenzione ci potrei fare un pensierino!

        Nel frattempo di butto lì un’altra pulce (lì ovviamente si intende nell’orecchio). Premetto che non ho mai provato Cinnamon ma, anche sulla base dei tuoi commenti recenti, sicuro che Cinnamon e Gnome 3 siano così simili? O meglio Cinnamon e Gnome-Shell. Già che hai fatto 30 io farei 31 e proverei anche Gnome-Shell per vedere le differenze, anche perchè io la sto provando e devo dire che invece per me offre un’esperienza desktop completamente nuova rispetto ai classici DE (e con questo non voglia dire positiva, sia chiaro).

        Stra quoto il discorso perchè MATE quando c’è Xfce. Xfce l’ho scoperto in tempi recenti e mi sembra un ottimo DE, un ottimo rimpiazzo di Gnome 2. Chi dice che non è bello da vedere, beh, probabilmente non ha mai provato a configurarlo come si deve…

        Mi piace

        • Per me in questo momento Cinnamon, Gnome 3 e Gnome Shell sono un unico ammasso indistinto di roba. Ho voluto provare Cinnarch proprio per cominciare a chiarirmi le idee e a distinguere questi tre ambienti. Ripeto, è pura curiosità perché non penso diventeranno la mia scelta di DE ma il bello di poter provare tutto “a gratis” mi permette di togliermi questi sfizi. Se hai suggerimenti su distro adatte a questo scopo, scrivili pure. Per Cinnamon penso che la scelta naturale sia Mint, per Gnome Shell mi pare ci sia un “remix” di Ubuntu, per Gnome 3 non saprei. XFCE: sì, ci si può lavorare e tirarne fuori un bel desktop (un po’ da tutti i DE, in realtà, avendo il tempo e la pazienza…).
          Su Arch lascio a te la scelta: se la tua risposta è particolarmente articolata e “documentata” e non ci sta in un commento al post, puoi spedirmela via mail e ne tiriamo fuori un . Nell’Open Source tutti possono contribuire liberamente al codice, no? Beh, qui ho deciso che debba funzionare più o meno allo stesso modo. 🙂

          Mi piace

  3. Con Cinnamon ho fatto un giretto (di Mate mi sono stufato presto, era fin troppo friendly anche per me) e a pelle non mi ha detto tanto. L’ho provato sempre su Mint.

    Comunque, da quando ti ho chiesto quell’aiuto ho sbattuto la testa e sono tornato a Ubuntu. Non so né perché, ne cosa mi ci abbia spinto. So soltanto che da un mese e mezzo uso Unity e me ne sono innamorato o.o

    Mi piace

    • Innanzitutto mi fa piacere sapere che hai risolto i problemi di installazione di cui mi avevi chiesto. Ti dirò, anche a me Cinnamon / Gnome 3 per ora non mi sembra questa gran cosa. Non che sia brutto, ma non mi sembra che cambi più di tanto l’esperienza d’uso. Devo comunque ancora provarlo adeguatamente; potrei fare scoperte sorprendenti.
      Mate non mi piace come idea: perché sprecare energie per portare avanti Gnome classico quando c’è xfce che si basa ancora sulle stesse librerie e che sostanzialmente fornisce lo stesso desktop “tradizionale” alla Gnome? Meglio aiutare gli sviluppatori di un progetto già ben avviato e diffuso piuttosto che creare un altro “doppione”.

      P.s.: no, però Unity no! Il demone della Fisher-Price ti ha preso! 🙂

      Mi piace

      • Boh, non mi ci trovo malissimo, anzi. Ho tolto l’overlay e per il resto è molto rapido. In particolar modo, mi piace il global menu.

        Mi piace

        • Pare che Unity abbia fatto parecchi passi in avanti da quando è nato. L’importante è che tu sia a tuo agio nell’usarlo (altrimenti cambiare non costa nulla e la scelta è ampia). Non ho provato Unity abbastanza per poter dare un giudizio “serio” quindi mi fido della tua impressione.

          Mi piace

          • Inizialmente volevo provare fedora con kde, ma non sono riuscito ad installarlo (problemi di boot). E Opensuse, l’altro che ho provato, non mi piaceva.

            Mi piace

            • Ho dato un’occhiata rapida in live ad entrambe: delle due openSuse mi è piaciuta un po’ di più, Fedora mi ha dato qualche problema (crash di alcuni programmi). Non posso essere obiettivo nel consigliarti un giro con il KDE di Kubuntu, però lo faccio lo stesso 😉 E’ un ambiente estremamente personalizzabile, se ti preoccupa/interessa l’aspetto estetico e funzionale. E poi pare che vada meglio di Unity. Se ti funziona l’uno, ti funzionerà anche l’altro. A meno che proprio KDE non ti piaccia per motivi personali; a quel punto “chettelodicoaffare” (cit.)?

              Mi piace

  4. morpheus78

    Reblogged this on Non Solo Web 360.

    Mi piace

  5. obo

    Io uso archlinux da tempo ormai, e grazie alla wiki mega documentata (la migliore tra tutte le distro provate) ho risolto ogni mio dubbio e problema.
    Cinnamon non mi attira molto, preferisco kde anche per il parco software messo a disposizione

    Mi piace

    • KDE anch’io “a prescindere” (anche se mi rode non potermi disfare di Nepomuk e compagnia che non mi servono ad un tubo) e Cinnamon/Gnome/tutto il resto solo per curiosità.Comunque anche ad una seconda occhiata Cinnamon ancora non mi ha colpito.
      Visto che sei un arciere anche tu, ti giro la stessa domanda che ho fatto a cippaciong nel primo commento: perché? Dove sta il “di più” che solo Arch può offrire?
      Sono d’accordo sulla qualità (e la quantità) della wiki di Arch: sto leggendo varie sezioni (a partire dall’installazione “per principianti”) e ne ho ricavato un’ottima impressione di cura e competenza.
      Tutto questo perché, ovviamente, sto manettando con una Arch su Virtualbox per capire cosa passa per la testa di “voi arcieri”.

      Mi piace

      • cippaciong

        In teoria se non usi pacchetti della suite kdepim puoi disabilitare nepomuk e akonadi ed è come se non ci fossero.

        Mi piace

        • Grazie, avevo già fatto piazza pulita più o meno di tutto kdepim pur senza saperlo. Guardo la lista dei pacchetti dipendenti da kdepim e verifico se c’è qualche “residuo”, dato che ogni tanto mi salta fuori un nepomuk nei processi che prende qualche MB. Non è per la quantità di RAM, è per il principio: se ho deciso che ‘sta roba non mi serve, allora deve sparire. Eccheccacchio, mica siamo su Windows dove ti devi tenere anche quello che non ti serve! 😀
          EDIT: L’unico pacchetto superstite sarebbe kdepim-runtime, la cui rimozione purtroppo si tira dietro… Guarda un po’ qui (notare il “-s”, non sono impazzito ;-)):
          $ sudo apt-get purge kdepim-runtime -s
          Lettura elenco dei pacchetti... Fatto
          Generazione albero delle dipendenze
          Lettura informazioni sullo stato... Fatto
          I seguenti pacchetti saranno RIMOSSI:
          kdebase-workspace* kdebase-workspace-bin* kdepim-groupware* kdepim-runtime* kscreensaver*
          kscreensaver-xsavers* plasma-widgets-workspace*
          0 aggiornati, 0 installati, 7 da rimuovere e 0 non aggiornati.
          Purg kdebase-workspace [4:4.4.5-0ubuntu1.2]
          Purg kscreensaver-xsavers [4:4.4.5-0ubuntu1]
          Purg kscreensaver [4:4.4.5-0ubuntu1]
          Purg kdebase-workspace-bin [4:4.4.5-0ubuntu1.2]
          Purg kdepim-groupware [4:4.4.8-0ubuntu0.0.1]
          Purg plasma-widgets-workspace [4:4.4.5-0ubuntu1.2]
          Purg kdepim-runtime [4:4.4.8-0ubuntu0.0.1]

          Mi piace

          • cippaciong

            Beh ma non preoccuparti di eliminare il pacchetto in sé, anche perchè direi che quello non lo puoi proprio fare =).
            Disabilita nepomuk dalle sue preferenze (quelle a cui accedi dall’icona nel vassoio di sistema). Dopodichè cerca il file “~/.config/akonadi/akonadiserverrc”
            e disabilita akonadi modificando in questo modo la riga interessata
            “StartServer=false”.

            Se vuoi essere più sicuro anche per nepomuk controlla che nel file “~/.kde/share/config/nepomukserverrc”
            ci sia la riga
            “[Basic Settings]
            Start Nepomuk=false”

            e nel file ” ~/.kde/share/config/kdedrc”
            la riga
            “[Module-nepomuksearchmodule]
            autoload=false”

            😉

            Mi piace

      • obo

        mi piace la possibilità che ho di “costruire” passo passo il mio sistema, la possibilità di decidere modificando pochi file cosa parte all’avvio, che moduli del kernel caricare ecc… così come il fatto che sia rolling e che grazie ad aur ho un sistema di compilazione dei sorgenti a prova di bomba e con poco sbattimento.
        Sono cose che potrei fare anche con altre distro (con più sbattimento per esempio su ubuntu), ma con arch non so, ormai dopo il piccolo scoglio iniziale mi trovo a mio agio come non lo sono stato mai.

        Mi piace

        • Grazie della risposta. Non ti chiedo altro altrimenti avviamo una discussione potenzialmente infinita. Facciamo così: io adesso comincio ad arrampicarmi sullo “scoglio” e vedo come mi trovo. Probabilmente ancora non ho la sensibilità sufficiente ad apprezzare le differenze più profonde tra le distro ma magari un giro con Arch mi può aiutare in questo.

          Mi piace

  6. Pingback: Pinguini coinquilini: condividere la home (o una partizione) su GNU/Linux « Extended Reality

  7. Pingback: Roommates penguins: sharing home (or a partition) in GNU/Linux « Extended Reality

Dimmi che ne pensi o fai "Ciao ciao!" con la manina // Share your thoughts or just say "Hello!"

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: