Best of the Worst – Estate 2012

D’estate, in vacanza, faccio cose abbastanza strane ed inusuali. Parapendio? Nooo… Bird watching? Neanche. Tressette a perdere? Acqua.

Guardo la TV e leggo qualche rivista (in casi estremi il giornale!) e, soprattutto ho il tempo e la voglia di guardarmi intorno ed osservare la gente. Addirittura!

Quando ho la fortuna di avere scarsa disponibilità di mezzi tecnologici e connessioni di vario tipo, l’uso del computer si riduce a contenitore delle foto scattate ed a cinema / “giradischi” da appoggiare sul letto, quello è il momento in cui veramente riesco a dedicarmi ad altro.

Dunque di distrazione in distrazione, ho cominciato ad appuntarmi (sul cellulare, devo ammetterlo, relegato anch’esso al limitato ruolo di taccuino) un po’ di cose che mi hanno colpito.

Perché sul cellulare? Perché così avrei potuto passare rapidamente il file con le note via Bluetooth sul computer e copia-incollarlo direttamente in questo post. Perché sono sempre io e sono fatto così e questo è il segno che una disintossicazione dal silicio mi ci voleva proprio!

Ladies and Gentlemen, il premiato postificio “Extended Reality” è lieto di presentarvi, per il mio e vostro divertimento, il

Best of the Worst – Estate 2012

Oh, intendiamoci, le vacanze non sono state solo costellate dal “meglio del peggio”. Fortunatamente c’è stato tanto “meglio del meglio” fatto di (troppo poco) mare, montagna, amici, famiglia, tempo per dedicarmi a qualche rilassante scarabocchio e altro ancora, altrimenti non sarei probabilmente qui a scrivere! Ma passiamo senza altri indugi alla breve classifica (non necessariamente in ordine di “gravità”), che spero avrete la pazienza di leggere per intero.

  • Nella categoria “Danni all’udito”: Club Dogo ft. Giuliano Palma – P.E.S.

Ero lì che mi guardavo con non poca soddisfazione la “Top Ten Summer ’89” su MTV in attesa di uscire per andare a mescolarmi con la popolazione locale. Mi scorrono davanti tre o quattro video notevoli tra Queen, Roxette (ma sì, anche loro sono un bel pezzo degli ’80!), forse gli Eurythmics (mi distrae un amico che mi chiama da fuori). Sto via dieci minuti e  torno con la curiosità di vedere chi ci sia in cima alla classifica.

Come una ventata gelida all’uscita da una sauna bollente, questi incisivissimi versi mi investono:

Sto lontano dallo stress
fumo un po’ e dopo gioco a PES
Pato, Mexes
Messi, Valdes
fumo un po’ e dopo gioco a PES
accendo e dico: Ooooh Yesss
fumo un po’ e dopo gioco a PES!
se mi riprendo ooh ooh ooh yes
fumo un po’ e dopo gioco a PES!

ed altro che ho adesso la fortuna di non ricordare (con annesso video stile “gangsta rap” con ancheggianti ragazze in bikini). Colpito da un cambiamento tanto repentino, ho schiacciato convulsamente cinque o sei tasti del telecomando nel tentativo di cambiare canale. Poi sono svenuto e non mi ricordo più niente, mi sono svegliato direttamente sul divano con le voci dei miei cari che dicevano “Ma che è stato? Dai, fategli un gin tonic che si deve riprendere!”. Quindi un po’ ci si bombarda il cervello con l’erbetta aromatica (l’allusione è sottile, non è stato semplice coglierla) ed un po’ si gioca ai videogames. Un programmone, non c’è che dire!

Non so se questo pezzo sia funzionale a pubblicizzare il videogioco Pro Evolution Soccer, rivale di Fifa, o sia effettivamente un’ode da esso liberamente ispirata e non mi interessa affatto saperlo. Di certo per me è una roba orrida, molto al di là della banalità della canzonetta estiva. Niente di personale contro i Club Dogo o Giuliano Palma (che, anzi, aveva fatto cose carine con i Bluebeaters): diciamo che prendo loro come esempio di “musica” che proprio non riesco a sopportare. Nel mucchio ci metto anche qualche altra serie di latrati sentiti casualmente in radio, salvato da una pessima ricezione in mezzo alle montagne. Non so di chi fossero e, per favore, nessuno si sforzi di farmelo sapere.

Speciale menzione per quello che sembra essere stato il successone dell’estate, da me lisciato completamente grazie alla già citata mancanza di connessioni: il pulcino Pio.

Non sapevo bene di cosa si trattasse e quindi mi sono andato a documentare: non l’avessi mai fatto! Un’idiozia nel peggior senso del termine! Se la gente va dietro a queste cazzate, allora a dicembre 2012 non ci arriviamo…

  • Nella categoria “Servizi ai limiti della legalità”: gli SMS “intesa amorosa”.

È universalmente noto che, per conoscere con assoluta precisione l’esito di una relazione sentimentale, è sufficiente applicare qualche strano algoritmo informatico o procedimento alchemico (non si sa per certo, è un segreto ben custodito) ai nomi delle due persone coinvolte. Manderemo quindi, col cuore colmo di speranza, un SMS con scritto “nome di lui” “nome di lei” ad uno dei vari fornitori di tale magico vaticinio, facendoci conseguentemente spillare soldi dall’automatica iscrizione a qualche servizio in abbonamento (è scritto piccolissimo, si vede per infinitesime frazioni di secondo negli spot ed è difficilissimo annullarlo).

Scopriremo così diversi e mirabolanti segreti, che vado di seguito ad esporre.

Ad esempio se un ipotetico “Osvaldo” volesse valutare la propria intesa con una ipotetica “Enrichetta”, ed il responso di tale accoppiata fosse particolarmente sfavorevole, potrebbe egli provare a cambiare il proprio nome in “Coglionazzo” o “Demente” o ancora un classico “Boccalone” fino a trovare quello che restituisca il miglior livello di affinità con la desiderata “Enrichetta”. Ciò fatto, ed indebitatosi per gli anni a venire con il proprio gestore telefonico, potrebbe l’ardente bellimbusto efficacemente presentarsi alla donzella con un fulminante e rivelatorio:

– Ciao Enrichetta, ero Osvaldo ed adesso sono Idiota perché il telefonino mi ha detto che così ho il 92% di intesa con te.

La chiave del successo, chiaramente, sta tutta nella prima parte della frase, che colpisce nel segno (occhio alle maiuscole, eh?).

L’esistenza di questi servizi, creati tanti anni fa quando i cellulari hanno cominciato a diffondersi massicciamente, ci rivela un secondo segreto: non solo “la mamma dei cretini è sempre incinta”, ma sarà ormai diventata anche nonna.

  • Nella categoria “Alberi sacrificati inutilmente”: Le riviste di gossip.

La mollezza di costumi e la pigra inoperosità dell’estate inducono sempre qualcuno a comprare uno degli innumerevoli periodici stracolmi di “foto rubate” e “scoop sensazionali” sui tanti personaggini e personaggioni pubblici. L’occhio inevitabilmente ci cade e allora… Sì, concediamoci questo tuffo nel fango! Come si suol dire “la curiosità è donna”, ed io sono uomo e mi piacciono le donne. Chiaro, no?

Le uscite estive sono il climax della qualità, piene come sono di tutti gli amorazzi o presunti tali dei cosiddetti V.I.P. (o presunti tali) e le foto bipartisan dei politici in vacanza. Una rapida considerazione su quest’ultimo concetto: la “vacanza”, per noi comuni mortali, indica un periodo (breve) contrapposto al “lavoro”. Ora, questo bel mucchione di gente in effetti non fa un ciufolo a Roma o Milano o San Benedetto del Tronto o in qualunque città abbia deciso di dimorare tutto l’anno, dopodiché va a non fare un ciufolo a Santorini o in Sardegna o a Formentera o altro luogo esageratamente fèscion. Questa non è “vacanza”, è semplice transumanza.

Mi sono inoltre spesso fatto una domanda: se il V.I.P. è una “Very Important Person”, potrei sapere chi è che gli ha attribuito tutta questa importanza? Ma poi è importante per chi? E, di grazia, per cosa?

A me nessuno ha mai chiesto se mi importasse qualcosa, ad esempio, di un tizio la cui massima abilità è sorridere in modo ebete mentre urla improperi che farebbero vergognare il pirata Barbanera. Oppure di una tipa il cui sogno nel cassetto è innanzitutto riuscire a capire come si apre il cassetto, successivamente farsi siliconare anche i lobi delle orecchie fino alla quinta misura coppa C.

Vorrei quindi comunicarlo ufficialmente: di questa gente non me ne importa una variopinta mi***ia! Scusate gli asterischi, siamo in fascia protetta.

Comunque mi fa ridere (un po’ amaramente) vedere titoloni del tipo “Tira aria di crisi nella coppia!” solo perché magari lei ha lievemente alzato il sopracciglio guardando lui, senza restargli costantemente aggrappata in un abbraccio da Boa Constrictor come invece accade (si sa) in tutte le coppie felici, 24 ore su 24. Ma magari c’aveva un bruscolino in un occhio?

Chiudiamo con le “foto rubate” di questo o questa “stellina”. In queste foto casualmente la bellona fa il bagno ben stuccata di fard e fondotinta oppure fa i mestieri in abito lungo Valentino, tacco 12 e grembiulino Dolce & Gabbana, così, come si trovava per casa.

Il famoso fustacchione, invece, sempre casualmente viene pizzicato mentre emerge dai flutti in un’esplosione di addominali e con i capelli fonatissimi che di più non si potrebbe (un filo di fondotinta anche per lui…), come sempre accade a chi fa il bagno. Io stesso, a volte, quando sono spettinato vado a fare un bel tuffo invece di perder tempo a spazzolarmi i capelli. Se sto in acqua abbastanza a lungo mi viene anche la permanente e qualche méche qua e là.

Deduco quindi che i V.I.P. (Very Inutil Person) migrino sempre verso il mare. Forse perché in montagna devono tenere il golfino e non possono mettere in mostra tette & pettorali.

Non dimentichiamo infine che queste riviste si vantano di dispensare tutta questa preziosa conoscenza al prezzo nazional-popolare di un solo euro o poco più. Che è ancora un prezzo troppo alto per la carta straccia.

  • Nella categoria “Gioventù senza speranza”: I ragazzini in batteria attaccati al wi-fi pubblico

Come piccioni sul cornicione di un palazzo, stormi di adolescenti con lo sguardo perso ognuno nel proprio smartphone assediano la piazzetta del paese e la già precaria rete wi-fi pubblica gentilmente offerta dal comune, rendendola praticamente inaccessibile. Vabbè, io dovevo mandare una sola piccola mail che ha una discreta importanza, magari se fosse possibile connettersi per un paio di minuti, non di più per carità! No, eh? Mi arrangerò diversamente…

Stanchi, impauriti o semplicemente ignari di cosa sia la vita reale, a contatto con le persone, aggiornano probabilmente il loro stato su Facebook da “Oh, bella zio!” a “Fico, fratè, sto in vacanza!”. I più arditi ed intraprendenti si danno di gomito (“Oh, ‘sta cosa che hai fatto è come un “poke“, no?” – “Eh, c’hai raggione! Ammazza che genio che sei! Te sì che ci capisci!”) per intavolare dotte discussioni sul succitato pulcino Pio (che non riporto per privacy).

Possibile che questi ragazzini ottenebrati non riescano ad inventarsi niente di meglio che continuare a fare ciò che si fa tutto il resto dell’anno? Tanta, tanta, tanta saudade

  • Nella categoria “Adoratori di nuovi idoli pagani”: Quelli che fanno le foto con i tablet

Il cellulare con la fotocamera è ormai diventato lo standard, assicurando inoltre una qualità delle foto ben più che decente per l’uso occasionale. Quindi ora per fare i fighi bisogna alzare il tiro e comprarsi il tablet, meglio se fregiato da frutta per non fare la figura dei morti di fame vorrei-ma-non-posso.

Così, però con il tablet

Dopo aver finto di usare con competenza e disinvoltura il tecnologico vassoietto seduti al tavolino del bar, sfogliando e-book e giornali in formato elettronico (una scusa per pasticciare con gli schermi touch, quello è tutto il divertimento da neo-bambini, certo non per leggere davvero un libro), molti dei legittimi proprietari non sanno più che farci. Cominciano allora a brandire le tavolette andando in giro a fare foto a qualunque cosa gli capiti a tiro: cani randagi, fiori, marciapiedi, altri proprietari di tablet.

Tirare fuori un cellulare e scattare una foto è un gesto semplice che richiede una mano sola. Reggere le luminose mattonelle richiede in genere entrambe le mani per puntare e scattare, creando un effetto tipo “ostensione di sacra reliquia”, con il sacro oggetto sollevato ed agitato in direzione del soggetto della foto. Non sia mai che ti scivoli di mano e si rompa! Già hanno venduto un rene per comprarlo, quello che rimane serve per sopravvivere (così da poter continuare ad usare il tablet).

  • Nella categoria “Crisi di identità e perdita dell’orientamento”: Le persone che camminano in mezzo alla strada

Nel piccolo centro meta delle mie vacanze fortunatamente il traffico di automobili è minimo e non aggressivo come quello cittadino da cui sono fuggito. Sarà per questo senso di sicurezza, sarà forse anche per menefreghismo, sarà certamente per lo stato di forte rincoglionimento dovuto al troppo ossigeno ed al poco smog nell’aria, sarà per tutti questi motivi tante persone decidono che il posto giusto per passeggiare placidamente è sulla carreggiata piuttosto che sul marciapiede (offerto gentilmente anch’esso dal comune in forma totalmente gratuita).

Il senso dell’orientamento e dell’equilibrio sono così annebbiati che queste persone non solo si piantano davanti ai rombanti bolidi affamati di asfalto che sfrecciano a 20 km/h nelle stradine, ma vagolano senza direzione, ondeggiando da destra a sinistra. Per un attimo si potrebbe persino pensare che stiano per risalire sul marciapiede (“Dai, è lì, ce la puoi fare, è anche basso…”) ma poi ZAC! si ributtano davanti ad un paio di centimetri dal paraurti.

Mi sono convinto quindi che tutta questa confusione mentale, generata dall’eccessiva ossigenazione dei tessuti, induca delle crisi di identità tali da far credere ai non-più-pedoni di essere diventati essi stessi automobili, e come tali autorizzati a mordere l’asfalto. Magari si sentono  la Topolino amaranto posseduta in gioventù o la versione ben riuscita della Fiat Duna. Saranno convinte, queste auto umane, che gli lampeggi un orecchio quando accostano verso il marciapiede e che gli si illuminino le chiappe di rosso quando si fermano pure a scambiare due chiacchiere con gli amici, che li attendono sopra il marciapiede.

La terapia per guarirli è semplice: facciamogli pagare la RC auto ed il bollo e revisione del cervello ogni 2 anni!

E per questa estate è tutto. Ho colto l’occasione per sgranchirmi le dita e ricominciare a blaterare nel Uèbb dopo la pausa estiva, (quasi) pronto per un nuovo anno.

Alla prossima.

-Sipario-

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Ralph Magpie

    Anche io ho avuto dei turbamenti durante le vacanze e stavo giustappunto limando un piccolissimo post sulle usanze musicali di questa estate.
    Ma posso dire che io ho saputo cogliere la valenza recondita che tu da cultural-snob non sai cogliere. Ti saprò dire, roba di ore😉
    In effetti ho sentito anche io la mitica canzone a cui accenni e non avevo sinceramente capito a cosa si riferisse PES, probabilmente perché una delle mie grandi pecche culturali è l’inabilità dichiarata ai videogiochi! E come vedi profonde lacune culturali ti mettono ai margini della conoscenza senza che tu possa cogliere appieno i versi profondi cosi esposti.
    A proposito del gossip, dichiaro un’altra mia lacuna. La vendita di riviste nell’agglomerato di case dove ho trascorso le ferie era abbastanza nutrito e variegato, da Novella 3000 in su fino a 10000, con uno speciale numero sulla vita di Belen dalla nascita alla “farfallina” … Ecco, la mia scarsa cultura nel settore e la testardaggine a cercare riviste con un minimo di contenuto di attualità, mi ha costretto a leggere solo quotidiani che in quanto a puttanate nel mese agostano neanche scarseggiano.
    Comunque in conclusione, la mia tesi è che li riteniamo “worst” solo perché non sappiamo cogliere i significati reconditi di ogni cosa.
    Vogliamo forse dire che milioni di persone sono dei coglioni ? (….. si? no no certo ?!?)
    Ammettiamolo siamo limitati.
    Adesso vado a seguire il corso di gossip, ho deciso di mettermi al passo per non restare indietro, dovresti farlo anche tu!

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    • Sì, devo tenermi aggiornato, “restare sul pezzo”. Ho ordinato gli arretrati di tutta l’annata 2011/2012 di “Chi” e “Eva 3000” per recuperare. Sono indietro di almeno 3 fidanzati di una che ha fatto il “Grande Fratello” due anni fa e poi è stata sorpresa in atteggiamenti intimi con uno sconosciuto a Chianciano Terme, che poi lui pare che sia stato un tronista che invece… bla bla bla… e la velina… bla bla bla…

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  2. Rigel

    …bentornato flavie!
    Cmq ho un solo appunto da farti: essendo io una donna vintage fin dentro la profondità più profonda delle ossa, “aborro” l’uso del cellulare per appuntare qualsiasi cosa…una bella moleskine è quello che ci vuole, e quello che uso, ed è quello che dovresti avere tu!😉
    Ho finito!

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    • Hai perfettamente ragione (ed è raro). La Moleskine (o anche un blocchetto meno radical chic) sarebbe più appropriata, ma il cellulare aveva il grosso vantaggio di poter essere usato anche con una sola mano e persino in movimento, condizione ideale per “fissare l’attimo”. In realtà io una di queste agendine ce l’avrei pure, ma la uso per farci i disegnini…😉
      BentornatE anche a te (ma perché, te ne eri andatE?).

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      • Rigel

        …hai ragione, la moleskine è troppo fricchettona per te, il cellulare invece è abbastanzamente nerdesco😛
        Cmq mi sono emozionata leggendo che mi dai ragione, non ero preparata ad una dichiarazione del genere!
        Io sono stata itinerante tra il cilento e la calabriasaudita…il mio corpo è tornato domenica, ma la testa è ancora su quello scoglio, su quel materassino, dentro quell’acqua fredda trasparente e salatissima…insomma, la verità è che non sono ancora tornatE, e non so se tornerò!😛

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        • Emozionati quanto vuoi, basta che non ci fai l’abitudine. Fossi in te mi stamperei il post ed il commento a futura memoria.
          Ciò detto, buon rientro dalle vacanze del resto di te stessa.
          P.s.: “la testa è ancora su quello scoglio” nel senso che l’hai preso a craniate?🙂

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  3. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  4. Di tutto ciò di cui parli o non ne so nulla. Per cui:
    Conclusione numero 1
    Forse stai parlando di una tua vacanza su Marte, in compagnia di Curiosity; cosa preclusa a noi semplici mortali
    Conclusione numero 2
    Il fatto che io le ferie non le abbia praticamente ancora fatte (esclusa una salutare settimana berlinese ad inizio giugno) potrebbe incidere non poco sulla mia ignoranza
    Conclusione numero 3
    Non sono una fine osservatrice della fauna locale come voi altri.
    In tutti e tre i casi ho come la vaga sensazione di non essermi persa comunque nulla. Ergo mi do pace immantinente e torno al mio mondo dorato, essenzialmente convinta che, d’estate, non ci sia niente di meglio che leggersi un mattone di quelli classici (meglio se l’autore è russo e, comunque, non successivo alla prima metà del novecento) stesa su una spiaggia dove l’incontro più eccitante che puoi fare è quello con il tunisino che, ogni volta che passa, tenta di appiopparti un “asciugamano grande, belli colori, no caro”.
    Forse, alla fine, il problema è proprio questo.

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    • Io propenderei per la terza ipotesi. Comunque hai tutto il tempo per rimediare: prendi il tuo librone di un autore russo della prima metà del novecento e facci due buchetti per gli occhi, così puoi osservare la fauna della spiaggia intorno a te. Ne vedrai sicuramente delle belle!🙂

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  5. Oddioddioddioddio che è successo….
    I sali, presto, i sali!

    Niente, niente. È passato. Era solo un po’ di disorientamento da nuovo look post vacanze del blog, normale amministrazione.
    Allora. Le canzoni estive sono l’emblema della stupidità, da che mondo è mondo; il guaio è che semmai ogni anno peggiorano e non c’è modo di sfuggirvi, a meno ovviamente di non frequentare nessun locale/bar/pizzeria/pub/stabilimento/piscina/parco-acquatico. Il pulcino pio cheeee?!?
    Concordo sui vipss, ma il must (almeno per quanto riguarda il gossip femminile) è quello della “ricerca della microparticella di cellulite”: il fotografo che la scopre sulla bellocciona di turno diventa un eroe, altro che quegli sfigati del CERN. Tiè, pure Cosa-Là tiene la cellulite. Afammocc…😀
    Una menzione speciale all’adoratore di idolo pagano. Sin dalla prima volta che ho visto un tizio con l’iTavoletta in mano a fare foto e video ho pensato che fosse di una ridicolaggine inaudita, ma non sarei mai riuscita a trovare un’immagine così riassuntiva e rappresentativa. Hai proprio ragione, sembrano preti con l’ostensorio!!
    P.S. bello rileggerti. Ora scusa ma vado a giocare a TombRaider (altro che PES!)

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    • Che succede? Il salto da una grafica così rigorosa e funzionale a questa esplosione di forme e colori ti ha disorientato? All’inizio anche a me ha fatto lo stesso effetto. E dire che questo “Imbalance” era l’ultimo tema che avrei pensato di usare, invece, guarda un po’… Secondo me ne è venuta fuori una cosa carina e briosa che non mi dispiace affatto.
      Concordo anch’io con te su tutto, specialmente sul “Afammocc…” esteso a tutti questi mangiapane a ufo.
      Nel frattempo, salutami la sig.ra Croft.

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