Liberare un hard disk in ostaggio

Old chain…e se il tuo pinguino di fiducia si desse (temporaneamente) al crimine e tenesse in ostaggio un disco esterno, impedendone lo smontaggio?

Può capitare, dopo l’esplorazione di un disco esterno USB (o una pendrive, il problema non dipende dal tipo di supporto) tramite il file manager, che la chiusura del corrispondente processo non avvenga correttamente.

Quando si tenta quindi di rimuovere il disco si riceve il messaggio che la periferica è “occupata” (la mia fida Lucida Lince mi dice “device busy”) e non può essere correttamente smontata. Il sistema rileva infatti un file ancora “impegnato” da un’applicazione che non si è chiusa correttamente.

Prima di ricorrere alle maniere forti e staccare spine, spinotti, cavi e cavetti, si può provare ad indagare con il comando lsof che elenca (“ls-” = “list”) appunto i file correntemente aperti (“-of” = “open files”):

~$ lsof | grep Tera
dolphin   2001   mfm  cwd  DIR  8,50 4096  5181 /media/Tera_2/Documenti

Ho usato qui lsof in combinazione con grep che ricerca la stringa desiderata (qui nell’output di lsof, in generale nel contenuto di un file). Il “filtro” è ovviamente l’etichetta (parte di essa, che sono pigro a scriverla per intero) del disco da smontare, /media/Tera_2.

Scopro quindi che il colpevole è proprio il maggiordomo il file manager (dolphin) e, soprattutto, che il PID (Process ID, un numero che identifica ciascun processo in esecuzione) è 2001 (Odissea nello Spazio? “HAL, rimuovi il disco. HAL!“). Segue il nome dell’utente proprietario del processo (mfm), un po’ di tecno-bla-bla e, alla fine della riga, il percorso della directory rimasta “sospesa” e dunque vista in uso.

Grazie al PID posso assassinare senza alcuna pietà il processo responsabile del blocco e liberare l’ostaggio, che manco Gianclòvvandam nei suoi film migliori:

~$ kill 2001

Una nuova esecuzione di lsof mi conferma che non c’è più nulla che impedisca lo smontaggio del volume:

~$ lsof | grep Tera
~$

Soddisfatto di ciò, smonto e vado a nanna. (Testato su Kubuntu 10.04)


Già che ci siamo, se la cosa dovesse capitare sotto Windows, funziona in genere terminare il processo “explorer.exe” dal Task Manager / Gestione attività o come si chiama ora (ho perso il conto, a che Windows siamo?).

Basta selezionare il processo interessato, fare clic con il tasto destro (o premere CANC o ancora usare il pulsante “Termina Processo” nella parte bassa della finestra) e confermare la chiusura. Questo metodo equivale a sparare alla proverbiale mosca con l’altrettanto proverbiale cannone, dato che explorer non è semplicemente il processo corrispondente ad “Esplora Risorse” ma è “tutto il resto”. Niente panico dunque se scompaiono le icone dal desktop e la barra. Qualcuno ha colto le citazioni letterarie?

È sufficiente richiamare nuovamente il Task Manager (CTRL + Shift + ESC) e lanciare nuovamente il processo “explorer.exe” dal menu File → Nuova operazione (Esegui…), che ci omaggia di questa meravigliosa finestrella qui sotto.


Et voilà, il desktop si ripopola di tutte le icone ed il menu Avvio rifà capolino. Ma quanti screenshot ci vogliono per spiegare ‘sta cosa?!?!😀 (Testato su Windows XP)

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

Un Commento

  1. Pingback: An hard-disk hostage situation | Extended Reality

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