Meno è più (varie ed eventuali)

Si cambia, o almeno ci si prova. Prove per un nuovo tema in sostituzione di Fusion, bello, pratico ma poco leggibile. Proviamo qualcosa di più personalizzabile, con uno sfondo diverso, più colorato. Non so, non ho ancora scelto tra due o tre che mi piacciono: Quintus, Reddle, forse Twenty eleven (troppo comune…). Insomma, pasticcio un pochino come un bimbo con una scatola di pennarelli e vedo cosa ne esce. I consigli sono ben accetti. E dire che mi ci ero fatto anche il logo…

Dite “ciao ciao” (che poi magari il cambiamento non mi soddisfa e rimetto tutto com’era…)

Grafica a parte, il mio desiderio è quello di avere formati snelli di post per poter condividere rapidamente link, foto, citazioni o semplici minc… pensieri, in stile Twitter, e poterli conservare e ritrovare.

E proprio Twitter cadrà sotto la scure del principio enunciato nel titolo. Elucubrazione lunga, storia breve: Twitter non mi serve a granché e non mi piace neanche un granché. Dato che il tempo a disposizione si riduce e si concentra in orari sempre più improbabili, le energie sono sempre al minimo necessario per non crollare a faccia in giù sulla tastiera, allora è il momento di scegliere per cosa spendersi. Occam docet.

Questi simil-sms non fanno per me: li trovo limitati e limitanti e poco gestibili. Perché Twitter è così, con il suo flusso incessante di messaggini, in pila uno sull’altro e, dopo un po’ di tempo, irrintracciabili. Mi dispiace perdermi una notizia interessante solo perché, legittimamente, nel week-end sono andato al mare. E così l’interessantissimo tweet del mio blog preferito è finito ben oltre il limite della lista e della mia pazienza di andare a cercare “gli arretrati”. Meglio i feed RSS (permettetemi di consigliarne l’attivazione per le notifiche dei nuovi post). I feed si accumulano, si ritrovano e ti aspettano anche se vai al mare, in montagna, in collina, in tutti i luoghi e in tutti i laghi o semplicemente stacchi volontariamente la spina per un paio di giorni “offline”. In questo modo, poi, ho un unico “posto” dove pescare le notizie che potrebbero interessarmi. Minimalismo ed efficienza, #micacazzi.

Quindi, come da molto tempo a questa parte, il mio account Twitter servirà solo per comunicare la pubblicazione di nuovi post (in aggiunta al feed): non avrà molto da fare. Lo lascio lì, visto che c’è, per gli aficionados del volatile. Occasionalmente leggerò, filtrerò, “gestirò il cambiamento” ma twitterò poco o niente (come adesso, d’altronde).

Troppe volte mi sono fermato scrivendo un tweet perché a) a corto di caratteri oppure b) non trovavo uno straccio di motivo o di senso per lanciare il messaggino appena composto (il che è particolarmente grave, data la mia normale produzione letteraria).

E un bel chissenefrega, no? Sì ma, storia personale a parte, questa scelta può dare uno spunto di riflessione a chi si ritrova circondato da una ridda di account di ogni possibile social network, ciascuno vampirescamente a caccia di informazioni sensibili e “contenuti”.

E poi arriva pure il bollino di blog affidabile, grazie alla nominesciòn di Ralph. Questo è puro nepotismo 2.0 dato che, a parte la stima reciproca, non c’è altro motivo per meritarmi il riconoscimento (di cui sono comunque grato). Ci sarebbero dei criteri da rispettare in realtà, ma proprio in virtù di questo condizionale tutto italico (“sì, la legge sarebbe così, però…”) eccomi abusivamente nelle fila degli affidabili con le seguenti motivazioni attribuite alla mia bancarella di post:

  • È aggiornato regolarmente: ovviamente no. Se “ogni diciassei di ottembre, ventordici di aguglio e quattrotto di gennugno” è sinonimo di “regolarmente” allora invece sì.
  • Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive: questa è l’unica affermazione con un fondamento. Se la condivisione dei miei interessi non mi divertisse e mi stimolasse ovviamente non sarei qui. E vorrei poter scrivere di più, su più argomenti che mi appassionano.
  • Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori: no, anche questa può andare. Commenti e contributi (anche non in valuta) sono sempre benvenuti.
  • Offre contenuti ed informazioni utili e originali: ai poster l’ardua sentenza. Ci provo.
  • Non è infarcito di troppa pubblicità: Assolutamente sì [Comprate Omino from Mars Bianco, smacchia in un attimo anche i post più zozzi!]. Pubblicità non [Prova ExtendedReality Lavastoviglie e fai brillare i tuoi commenti] ce ne sarà mai. Ne faccio una [Usa Marsfresh per un alito a prova di troll!] questione di deontologia professionale.

Dov’ero? Boh, mi sono perso. Volevo dire delle cose ed ho finito per dirne (anche) delle altre. Meglio chiuderla qui ed iniziare i lavori di “restyling”. E ora una bella GIF animata che fa tanto sito web anni ’80-’90, così, “a schiovere” (vedi nota a piè di pagina, perché noi siamo gente seria con una certa cultura linguistica):


A bientôt.


A schiovere: Nella tipica espressione “parlà a schiovere” indica

il tipico atteggiamento di chi parla senza ragion di causa, magari esagerando nei toni e quasi offendendo. Da spiegare è però quello schiovere che, invece, dovrebbe essere scritto senza la “s” davanti, quasi ad indicare l’incessante parlato di chi “parla a schiovere” appunto. In realtà, mentre in altri casi la “s” ha funzione di privazione (cioè indica il contrario di quello che segue, come, ad esempio, nella coppia “cosere e scosere, cucire e scucire), in questo caso ha l’effetto di aumentare l’intensità della parola (si dice che ha funzione “durativa”), cioè amplifica quel parlare a pioggia battente rendendolo immensamente più forte e aumentando il carattere irrazionale.

fonte: gioianasti.it

Informazioni su Man from Mars

https://extendedreality.wordpress.com/

  1. Ralph Magpie

    Esimio ed immarcescibile (nel senso di inalterabile, pietra emiliana della comunità mondiale) collega,
    il bianco su nero, senza troppi colori è il meglio che c’è in giro per la leggibilità, considerata la mia non più giovane età e gli occhi che fanno fatica a seguire il dettaglio, quindi un bel 10.
    Su twitter mi trova pienamente d’accordo, raramente ci vado e se qualcuno mi tagga ho sempre l’email che mi avvisa che … “c’è un twitter per te” (non diciamolo a voce alta altrimenti la De Filippi ci fa un format televisivo)
    Mi ci è cascato anche lei nella trappola e alla fine ha fatto il post celebrativo della nominesciòn, mascherato … ma l’ha fatto😉 Nessuno resiste ai cinque minuti di auto-citazione😉 Mi permetta comunque di rinnovarle la mia stima a prescindere dalla nominesciòn che come tante cose è motivo di “cazzeggio 2.0”
    Parlare “a schiovere” al di fuori di certi contesti ( e lei esimio comprende a cosa alludo) non può far che bene.

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    • “Cazzeggio 2.0″ si dovrebbe brevettare. In quanto al parlare a schiovere, vi è competenza da vendere presso di noi, come ampiamente dimostrato in plurime occasioni.
      Per quanto riguarda il tema, come vedrai ci sto continuando a giocherellare, mai soddisfatto in pieno. Pure finisce che rimetto tutto com’era e buonanotte al secchio!

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  2. Pure io dovrò mettermi all’opera. Ho proprio voglia di cambiare un po’ la grafica del mio blog e mi dovrò preparare psicologicamente. Ogni volta è una tortura. Pensi che sia esagerato? Immagina doverlo fare con dei problemi di simildaltonismo o quello che è (non l’ho mai capito… -.-) e poi ne riparliamo😉
    Comunque, non sei il solito a odiare Twitter. A dire la verità io lo trovo proprio inutile e non riesco a capire come possa piacere così tanto. Boh… Quando lo uso è un uso automatico, nel senso che vengono pubblicate automaticamente le foto che carico su Instagram e i libri che inserisco su aNobii, ma per il resto…è morto!😀

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    • Dai, pasticcia un pochino anche tu e vediamo che ne esce. Io mi sto sbizzarrendo tra temi e sfondi cercati in giro per trovare una combinazione che mi soddisfi. La cosa peggiore, almeno nel mio caso, non è tanto cambiare la grafica, quanto assicurarsi che gli articoli con immagini e testo allineati si leggano ancora bene. Ne ho rivisti un paio e mi stavano scappando alcune espressioni non proprio “politically correct”.
      In quanto a Twitter, non lo trovo odioso ma semplicemente non utile per i miei scopi. Però si deve riconoscere a Twitter la praticità e la tempestività nel trasportare informazioni, proprio come nel tuo caso delle foto o delle note di Anobii. E’ per questo che ho deciso anch’io di limitarne l’uso a queste funzioni.

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  3. Pingback: Del Web, della privacy e degli utenti distratti « Extended Reality

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