Retro-review: Mandrake 7.2

Un luogo comune ancora piuttosto CD_Mandrakediffuso su Linux è che sia un sistema operativo difficile da installare e configurare. Linux – sentirete dire – è solo per gli smanettoni più incalliti  blah blah blah… solo il terminale blah blah blah… comandi incomprensibili blah blah blah… non funziona niente  blah blah blah

Sì, forse una volta questo era vero: forse nel 1994 (v. 1.0 del kernel Linux) o giù giù fino al 1996 (v. 2.0). Se però guardo a questa vecchia release di Linux Mandrake, la 7.2 rilasciata ad ottobre del 2000, mi vien da dire che le cose già all’epoca (14 anni fa, un’era geologica - quasi due! – in campo informatico). La storia delle versioni di kernel Linux è qui, se vi interessa.

Ho ritrovato questo vecchio CD e mi sono ricordato di aver provato una buona decina di anni fa, in totale ignoranza e sprezzo del pericolo, ad installarlo su un computer che era già un catorcio all’epoca. Qualcosa, per intenderci, con un hard disk da 1.6 GB (avete letto bene, unovirgolasei gigabyte) e, boh!?, forse 32 MB di RAM? Non ricordo.

Quello che ricordo è un mucchio di domande che per me non avevano nessun senso. “Creare un utente”? “Creare una partizione”? “Scegliere i pacchetti”? Dopo un po’ di risposte date totalmente ad min***am, con mia somma sorpresa mi sono ritrovato un sistema funzionante. Peccato che il computer fosse davvero un chiodo, altrimenti sarei diventato un linaro ancor prima di ambientarmi con Windows!

“EH?!? 14 anni? E ne parli ora?”

Sì e c’è un motivo (oltre all’aver ritrovato solo ora il suddetto CD): date un occhio alle date ;-) . 14 anni fa usciva Mandrake 7.2 “Odissey“, più o meno nello stesso periodo di (tenetevi forte!) Windows ME, una delle peggiori versioni di Windows che la storia informatica ricordi (vedi la pagina di Wikipedia). Solo un anno dopo, infatti, Windows ME sarebbe stato sostituito da… Windows XP! Proprio lui, fresco fresco di fine supporto (08 aprile 2014, ormai lo sanno anche i muri). Mandrake ed un altro piccolo gruppo di distribuzioni erano quindi l’originale alternativa a XP. Se pensate che il confronto non regga, probabilmente non ricordate come era XP al momento del rilascio, non come è (era) adesso dopo 13 anni di aggiornamenti e 3 Service Pack piuttosto corposi. Mi auguro che non ricordiate neanche cosa era Windows ME: la parola giusta inizia con le stesse due lettere. Ma sto, come sempre, divagando.

Torniamo a Mandrake, una delle distribuzioni “storiche”, con una vita travagliata fatta di progetti abbandonati e cambi forzati di nome. Mandrake infatti ha dovuto trasformarsi in Mandriva a causa di… Mandrake il mago. Poi il progetto ha avuto scarsa fortuna ed è stato trasformato in Mageia (info qui) ed ancora in Openmandriva (divenuta distro comunitaria) dopo il fallimento della società che lo sviluppava: i dettagli della telenovela sono su Wikipedia. La sua ultima (re)incarnazione dovrebbe chiamarsi ROSA. Vi consiglio di dare un’occhiata alla bella infografica (che va tanto di moda) sulla storia delle distribuzioni Linux a margine della relativa pagina di Wikipedia.

Tristi storie a parte, ho voluto installare questa vecchia gloria per capire effettivamente cosa offrisse il mondo Linux quando era ai suoi albori: non riesco nemmeno ad immaginare il numero degli utenti pinguini dell’epoca, in un mondo dove i computer si stavano diffondendo rapidamente e Microsoft era pesantemente all’attacco dalla creazione di Windows 95 in poi.

Usare Mandrake 7.2 come farei con una distribuzione moderna non avrebbe molto senso: ho considerato questa installazione come un giocattolo da guardare, smontare e rompere, come il più pestifero dei bambini.

Non vedrete quindi anacronistici consigli su come configurare il sistema, ma molte immagini di un passato recente della storia di Linux.

Partiamo dalla fine

Prima di passare alle immagini ed a qualche considerazione a margine delle stesse, qualche impressione su questo vecchio pinguino. L’obiettivo di questa distribuzione, ieri come oggi, è rimasto quello di fornire un ambiente completo, comprendente tutto ciò che serve all’utente medio: suite da ufficio, player audio e video, qualche giochino, browser, client IRC (esisteva qualche altro tipo di chat?), strumenti di grafica (persino GIMP!). Secondo un paio di recensioni che ho trovato (i link sono più giù) la quantità di pacchetti disponibili nei repository era notevole.

Come tutti i sistemi Unix-like, anche questo era già pronto ed attrezzato per la multi-utenza, caratteristica che sarebbe approdata in Windows appunto con XP, ma certamente non con lo stessa precisione nella gestione dei permessi che ancora oggi caratterizza Linux e tutta la allegra compagnia di suoi parenti.

La famigerata CLI mi è stata d’aiuto a muovermi ed a recuperare le informazioni di base: ho ritrovato la consueta struttura delle directory (Wikipedia: FHS) e gran parte delle utility base di un sistema Linux. Insomma l’impressione finale è che Linux sia cresciuto (abbastanza) coerentemente sulla sua base iniziale, aggiornandosi ed espandendosi. In buona misura questo vale anche per gli ambienti grafici, specialmente per i WM più essenziali; i DE (Gnome e KDE) hanno invece apportato le innovazioni più sostanziali che si apprezzano ancora di più confrontandosi con le loro vecchie versioni. XFCE sarebbe arrivato solo un annetto più tardi.

Basta chiacchiere, cominciamo a macinare byte!

Sotto con l’installazione, armati del fedele Virtualbox. Il kernel minimo supportato è il 2.2 e con questa Mandrake ci rientro per un soffio, dato che c’è il 2.2.17 (ancora disponibile, se volete scaricarlo…).

Mi preoccupava un po’ il riconoscimento dell’hardware virtualizzato e invece…

buzzmeme_viola

…l’installazione parte e si conclude correttamente, con l’unica mancanza della configurazione della scheda di rete che non ho saputo/voluto completare.

Prego la Regia di agevolare la gallery dell’installazione:

L’installer è in effetti un po’ ruvido, ci sono alcune – non molte – cose da fare a manina ma la procedura è ricca di informazioni e non particolarmente difficile. Ho dato al sistema ben 128 MB di RAM, un quantitativo congruo rispetto alle richieste minime (32 MB per la sola CLI, 64 MB per desktop grafico).

Mandrake7_2_0_lilo

LiLo

Al riavvio, mi saluta LiLo (Wikipedia), boot manager che pensavo defunto e definitivamente soppiantato da GRUB, e invece…

Mandrake7_2_boot

Sequenza di boot

Sono riuscito, potenza delle Rete che tutto conserva, a scovare un paio di recensioni (su Linux Journal e Linux Planet) in cui questa Mandrake incassa valutazioni discrete. Da quanto ho potuto capire, il desktop predefinito era KDE (lo è tuttora) del quale si attendeva la release 2.0.

Ma KDE non è l’unico trucco di Mandrake ;-) : nel CD c’è davvero tanta roba, con un bell’assortimento di ambienti grafici.

E via con la galleria dei desktop:

Troviamo quindi KDE, già ricchissimo di opzioni e coordinato da un bel “Centro di controllo” (e con un bellissimo suono di logout che devo “rubare”), Window Maker che è oggi esattamente uguale a come era 14 anni fa, e Gnome che assomiglia parecchio a KDE. C’è Sawfish che ci stupisce disegnando decorazioni diverse per ogni finestra (è davvero una feature, non è un bug!) e Blackbox che è stata la base di partenza per Fluxbox (settembre 2001) e Openbox (dicembre 2009) prima di essere abbandonata nel 2005. Chiudono il gruppo IceWM, anch’esso praticamente uguale ancora oggi, e TWM che è un semplicissimo ambiente grafico usato di solito per verificare il funzionamento del server X.

Non ho dato più che un’occhiata a tutti i desktop disponibili, quindi dicendo che un WM/DE nella sua versione di allora è “uguale” alla sua versione attuale sto guardando ovviamente al solo aspetto estetico.

Mandrake7_2_KDE_risorse

KDE – Risorse di sistema

KDE prende appena 33MB di RAM, roba che adesso non si ottiene neanche con i WM più leggeri, e l’installazione (ho selezionato tutti i pacchetti disponibili) prende meno di 1 GB su disco. Il viola, si intravede nell’immagine, continua a farla da padrone.

La gestione dei pacchetti ed il relativo controllo delle dipendenze era già operativo, mentre i sistemi Microsoft contemporanei cominciavano solo allora ad avere gli Aggiornamenti automatici, che tuttora si preoccupano solo del sistema operativo e dei prodotti strettamente Microsoft (praticamente solo Office).

Mandrake7_2_pkgman

Via tutto!

Un po’ di tentativi di scassare qualcosa, non del tutto riusciti, prima di concludere il mio tour archeo-informatico.

Ciao ciao Mandrake!

Allo spegnimento un pinguino diverso, meravigliosamente ASCII art, mi saluta, probabilmente ancora un po’ sorpreso di questo processore a 2.4 GHz: “Ma che fine hanno fatto i MHz?” sembra chiedersi.

old-tux

“Quand’ero giovine io, si stava attenti pure ai KB, mica come voi spreconi moderni che buttate via i GB!”

Che ne sarà adesso del CD? A meno che qualche altro nostalgico non voglia la ISO per provare in prima persona ad accudire questo vecchio pinguino, il dischetto finirà come portatazza!

Per nonno Tux è giunta l’ora della meritata pensione!

Sarei curioso di sapere se, tra chi leggerà questo post, c’è qualcuno che ha usato questa versione di Mandrake all’epoca del suo rilascio e con che risultati. Fatemelo sapere nei commenti.

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Informazioni su Man from Mars

http://extendedreality.wordpress.com/

    • Tu c’eri? Racconta, racconta… :-)

      • C’ero… Ora non riesco. Poi racconterò…

        • Troppa emozione? Aspetto qualche storia da “vecchio geek” ;)

          • mmmmhhhh…
            emozioni tante… capperi… tante davvero.
            Dalle primo distro in poi.
            Ma vediamo anche altro: lo spectrum,i vecchi plc della siemens o preferisci un moderno arduino?
            O ci commuoviamo davanti ad un scheda di memoria a ” nuclei di ferrite” di mamma SIP [1024 anellini di ferrite... i bit visibili ad occhio nudo...]?
            Dan

            • Ti dirò che la meccatronica mi ha sempre affascinato, dalla comune automazione industriale fino alla costruzione di robot assassini guidati da un Arduino e un Raspberry Pi sotto LSD.
              In campo informatico la mia memoria arriva fino all’Atari 2600 ed al mitico Commodore 64, ma ero un ragazzetto quindi li usavo senza interessarmi troppo di come funzionassero: mi bastava che mi facessero giocare a Defender e Pacman!
              Bei tempi, davvero da pionieri!

              • in fin dei conti abiamo pionierato senza saperlo (e quello che invece avevano l’eta della ragione magari ci hanno fatto sopra soldi ed imperi industriali).
                Poi, seconda rivoluzione che ci è passata sopra è stata quella del web.
                Ora, quella che non mi voglio, perdere, è quella della stampa in 3d!

                Dan

  1. oddio! che nostalgia!! ricordi di gioventu’!
    Sulla Mandrake 7.1 realizzai il mio primo firewall mascherante/router adsl che allora c’erano solo i modem e se uno si connetteva ad internet o lo facevi pramite wingate o nisba!

  2. Scugnizzo

    Mamma mia….è proprio il caso di dire che quel CD lo hai pescato “a ind o’cascion!”
    14 anni fa Linux era già avanti….ma Ms è stata più brava, anzi bravissima, nelle sue operazioni di marketing. Il resto lo sappiamo….

    Gnu/Linux tutta la vita!!!!

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