Da Windows a Linux passando per Clonezilla

Ho già suggerito qualche motivo per cui Linux può essere considerato almeno una delle scelte da valutare in vista della dipartita di Windows XP. “Dipartita” forse è un po’ eccessivo: diciamo che il buon vecchio Finestrello delle verdi colline verrà congelato nella sua condizione del momento, senza che nessuno si occupi più di mettere i cerottini alle sue piccole e grandi bue.

C’è poi il buon Dario Cavedon che si sta facendo in quattro per promuovere Xubuntu come successore di XP, in vista del fatidico 8 aprile. Eh già, 8 aprile 2014: sembra ieri che l’annuncio della fine del supporto ad XP ha cominciato a rimbalzare ovunque su Internet, dai siti di settore al Corriere del Punto a Croce 2.0, ed ora ci siamo.

Il problema del cambio di sistema operativo è particolarmente sentito da chi possiede computer un po’ datati ma funzionanti e soprattutto più che sufficienti alle esigenze personali. In quei casi le scelte sono una peggio dell’altra: o tenersi XP che diventerà progressivamente meno sicuro (man mano che nuovi bug verranno scoperti e non saranno corretti), o metter mano alla tasca e comprare un nuovo pc. O anche un Mac, nel qual caso vi servirà anche l’altra mano e magari un’altra tasca.

O cambiare aria e passare a Linux. Sia chiaro: Linux (qualunque sua distribuzione vogliate scegliere) non è un ripiego gratis per pc vecchi. È un sistema operativo affidabile, flessibile, ricco di funzioni quanto e più di Windows stesso. Potete sceglierlo per rivitalizzare un pc vecchio, certamente, perché ci sono tante distribuzioni pensate per consumare poche risorse, ma potete anche sceglierlo per un pompatissimo pc nuovo fiammante: andrà bene lo stesso.

E allora basta parlare della prossima apocalisse XP senza agire! Caliamoci nella cruda realtà in cui un cator… un pc datato di un amico ha richiesto le mie cure perché:

Lui: Non va, è lento! Non riesco più ad usarlo! Me lo formatti e lo rimetti a posto? [Il corsivo è mio]
Io: E che faccio, ci reinstallo XP? Mmh… Ci posso fare un piccolo esperimento?
Lui: Fai tu…

foto_pc_hp_2Benissimo, delineiamo lo scenario (vado in parte a memoria, perché non ho più il pc sottomano): portatile HP ZV5420EA, 512MB RAM (fino a 32MB condivisi con la grafica), processore Pentium Qualcosa 2GHz e spiccioli, HD 80GB lento come la fame, ma d’altronde questo passava il convento un bel po’ di anni fa.

Robusto e pesante come un mattone, il Nostro Eroe ha sfidato il tempo per giungere fino a noi, armato delle sue arcaiche (per gli standard attuali) porta parallela, S-Video, RJ-11 (il modem!!! quello telefonico beep-boop-gniii).

In realtà, prima del fatidico “Fai tu”, l’amico mi aveva chiesto di ripristinare (per la 2° o 3° volta) XP. Dopo averlo edotto a dovere a suon di parolacce che questa non era la strategia migliore per recuperare il portatile, siamo arrivati al compromesso del dual boot XP/Linux.

Fase 1: (Re)installare Windows “The Walking Dead” XP

Parliamone, perché ancora non mi sono del tutto ripreso, e non perché io ce l’abbia a male con XP. Il problema è che sono dovuto partire dal CD originale di installazione (il mio amico conserva tutto) che era fermo al (occhio che questa è forte…) Service Pack 2! Ah, NLite, quanto mi sei mancato…

Non provo neanche a cercare la data in cui il SP2 è stato rilasciato. Mi limito a dire che recuperare tutto ciò che nel frattempo è stato aggiornato (a partire dal SP3 giù giù fino all’ultimo aggiornamento) è stata una Via Crucis di circa 3 giorni (ovvero notti). Tutto questo ovviamente prima di aggiornare/scaricare i vari driver ed installare il minimo sindacale del software (browser, antivirus, player multimediale più qualche altra cazzatina che serve sempre).

Insomma, tra la mole di aggiornamenti, la lentezza del ferro ed il solito balletto “Installa & Riavvia”, il tempo è volato via lieto (sì, lieto ‘sto ca…rissimo amico che mi ha chiesto il favore!).

Risultato finale: XP fresco installato è comunque un chiodo con 512MB di RAM (-16MB riservati per la grafica), però ho fatto il mio dovere. Fase 1 conclusa.

Fase 2: “O grande Clonezilla, io ti invoco per pararmi il cu*o!”

Finita la fase 1 ero già pronto alla pinguinizzazione del portatile quando mi è balenato un tristo pensiero: “E se poi comunque vuole XP che presto o tardi dovrà essere re-re-installato?”. Altri tre giorni della mia vita non possono essere sprecati. Un po’ per questo motivo, un po’ perché avevo l’occasione di provare Clonezilla, mi sono messo all’opera. Scarico la iso da trasferire su chiavetta e poi do un’occhiata alla guida passo passo per salvare e ripristinare i dischi.

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La questione è piuttosto semplice: si sceglia la modalità (immagine di disco o di partizione), la destinazione, la sorgente e si va. Clonezilla permette di scegliere come supporti di destinazione sia un disco locale sia un disco di rete. Il gioco sta tutto nel non sbagliarsi su cosa salvare e dove salvarlo.

Finita la procedura (piuttosto breve data la piccola quantità di dati), si ottiene un solo corposo file da tenere a portata di mano per quando il peggio (ri)accade. Clonezilla ovviamente si occupa anche del ripristino delle immagini, ovvero di ricreare esattamente la configurazione salvata, inclusa la struttura delle partizioni.

Fase 3: Finalmente Linux

Non se ne poteva più! Era ora di fare cose utili e tentare la migrazione. La scelta, piuttosto ristretta dato l’hardware, è ricaduta su Lubuntu 12.04. Ho preferito questa release LTS (edit: non è LTS, grazie a FranzMari per la segnalazione nei commenti) piuttosto che una più recente poiché pare che questa sia l’ultima a non avere il kernel PAE di default, caratteristica non supportata dal processore (che, ricordiamo, ha i suoi annetti). Si può installare anche una release più recente senza il kernel PAE ma è una questione che richiede qualche makumba che non avevo tempo e voglia di fare adesso. Parto da live, dunque, senza morire di noia nell’attesa e non scoppia niente; faccio una partizione e sono pronto.

partizioni_hp

L’installazione fila assolutamente liscia e si conclude in tempi decenti: in meno di un’ora sono già sul desktop. Ma la cosa migliore è che, malgrado la vetustà dell’hardware, funziona tutto out of the box. Il tastino di esclusione del touchpad, i comandi del volume, la regolazione della luminosità dello schermo, tutto! A questo aggiungo una pennina wifi Netgear (WNA1000, a memoria) che era stata acquistata recentemente per poter sfruttare il wireless che, all’epoca della nascita di questo portatile era ancora qualcosa di un po’ esotico.

lubuntu_1204_desk

Parto a questo punto anche con una botta di aggiornamenti: ovviamente ce n’è di roba da scaricare ed installare.

prova_stampa_hpPer quantità di dati scaricati il processo di aggiornamento di Lubuntu non è neanche lontanamente comparabile con quello patito in Windows, ma è anche vero che qui basta un solo giro per recuperare quasi due anni di miglioramenti contro gli svariati “Cerca, Scarica, Installa & Riavvia” richiesti da XP. Infine l’installazione dei driver, ovvero 0 secondi persi in Linux, un’altra oretta per Windows per cercare ed installare il necessario.

Ah, quasi dimenticavo la stampante (HP Photosmart 5510): è andata anche quella!

Situazione finale, senza aver ancora provato qualche piccolo ritocco (ma non c’è tanto ancora da limare). Non è solo la RAM occupata a determinare quanto bene funzionerà il sistema: Lubuntu è decisamente più reattivo e permette davvero di usare il computer per fare qualcosa, non per attendere di fare qualcosa.

lubuntu_1204_lxtask

Cosa si può fare con questo computer? Non i miracoli, certamente. Messo a posto il reparto software, l’hardware rimane comunque scarsino per un uso attuale: un filmato Flash potrebbe già metterlo in crisi, di video HD non se ne parla. Ci sono comunque tante altre attività ben più leggere (roba da gente normale, non temete…) che si possono svolgere: attività di ufficio, musica, video a risoluzione DVD (che non è mica male! e poi questo pc ha un buono schermo), navigazione, pc da gioco per i bambini o magari un utilizzo più “avanzato”, trasformando il pc in un piccolo NAS. Se ci si affida al mercato dell’usato si potrebbe persino recuperare un po’ di RAM e “potenziarlo” a 1 GB. Insomma, ‘sto coso di 10 anni fa non è da destinare alla spazzatura!

Ritornando al punto iniziale: quanti di voi hanno un vecchio pc con XP a bordo e pensano di doverlo cambiare perché “il nuovo Windows non ci va”? Cambiate sistema, non cambiate il computer!

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Informazioni su Man from Mars

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  1. Ralph Magpie

    Caro vecchio XP, l’ultimo sistema operativo serio prima del baratro, a parte una piccolissima ripresa con seven
    Ma oramai sono nel lato oscuro, non mi chiedo neanche se c’è una funzione che mi serve. La trovo e basta cosa a cui Win non mi aveva mai abituato.
    Una cosa però è sempre valida, diffidate del tutto e gratis, qualcosa si paga comunque e non è sempre facile capire cosa.

    • Fino a qualche tempo fa il “tutto e gratis” si pagava in termini di sbattimenti per far funzionare qualche componente non ben supportato. Oggi direi che la situazione è nettamente migliorata. Ho avuto pessime esperienze anche con i driver per Windows di alcuni componenti di produttori famosi.

  2. Filiipide

    Ma, poi, “l’amico” ha dato una chance al pinguino, cioè lo usa, oppure al boot va diretto su xp?
    Altrimenti la tua è stata tutta fatica sprecata.

    • Pare di sì… Ma sta ancora decidendo! So che si sta trovando bene, per quel poco che deve fare. Comunque la fatica è stata quella di mettere su XP, Linux è stata una passeggiata di salute!

  3. Solo una piccola nota: se non sbaglio, Lubuntu 12.04 non è LTS. Proprio per sopperire a questa mancanza è nato il progetto LXLE.
    La prima release LTS di Lubuntu sarà la prossima 14.04.

  4. Non ci ho capito nulla mea culpa ma la lettura interessante e ricca di. ..suspance. vedremo.
    sherazadezeroassoluto

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